È a Milano il cuore dell’innovazione italiana

È a Milano il cuore dell’innovazione italiana

L’economia italiana è in leggera ripresa ma i dati non sono confortanti: le stime prevedono una crescita lenta, lontana dagli standard europei. Spesso il Belpaese ci appare irretito in una selva oscura fitta di percentuali al ribasso e previsioni poco confortanti. Difficile tuttavia negare che il nostro sia anche un territorio ricco di eccellenze, e così ogni tanto qualche buona notizia arriva.

Storicamente l’Italia è sempre stata un terra di inventori, e poche settimane fa l’Ufficio europeo dei brevetti ha diffuso i dati relativi alle domande depositate nel 2015 negli uffici di Monaco, dove ha sede. Numeri e percentuali sorridono all’Italia: sono state depositate 3.979 domande per una crescita record del 9% rispetto al 2014 (quando ne furono registrate 3.649), anno in cui dopo un triennio negativo le richieste avevano lentamente ripreso a salire.

Nel 2015 l’Italia ha scalato una posizione, passando dal diciannovesimo al diciottesimo posto mondiale per numero di richiese di brevetti pro-capite e dall’undicesima alla decima posizione in Europa. L’incremento delle domande di brevetti è in realtà un fenomeno rilevante a livello globale, ma l’alto rendimento italiano non è il semplice frutto di un miglioramento diffuso. Con un prodotto interno lordo che si attesta al quarto posto in Europa con le sole Londra, Parigi e Madrid capaci di fare meglio, Milano si è confermata una città in grado di fare la differenza all’interno della geografia dell’innovazione italiana.

Sotto la Madonnina l’ottimale stato di salute di settori quali ricerca e industria ha un peso rilevante anche in fatto di brevetti. Nel 2014 da Milano a Monaco arrivarono 365 richieste, una per ogni giorno dell’anno.  Nel 2015 le invenzioni sono più che raddoppiate: 806 domande. È sempre Milano la città che, secondo il Registro Imprese, conta più imprese innovative in Italia.

Per quanto riguarda le città metropolitane, Torino segue Milano con 273 domande. Da Roma, terza, sono state avanzate 226 richieste, mentre spicca la “piccola” Bologna che si è attestata al quarto posto con 209 domande di brevetto. A livello regionale, è la Lombardia che si conferma come la regione più innovatrice: 33% delle domande su scala nazionale. Seguono Emilia-Romagna e Veneto.

I settori che hanno generato più domande di brevetti sono l’informatica, la farmaceutica, la comunicazione digitale, i sistemi di misurazione e la movimentazione di imballaggi. A livello aziendale, guidano la corsa all’innovazione Indesit, multinazionale produttrice di elettrodomestici si è collocata al primo posto (107 richiesete), FIAT (84), STMicroelettronics (58) poi Finmeccanica (39), Pirelli (39) e Chiesi Farmaceutici (35).

Questa geografia è lo specchio di un’Italia a più velocità, laddove la sinergia tra ricerca, università e industria fa spesso la differenza. Non è un caso Bologna, culla dell’università e capoluogo di una provincia da sempre all’avanguardia nel settore industriale sia stata capace di posizionando al quarto posto tallonando due metropoli e facendo meglio di città ben più grandi. La situazione è invece più difficile nel Sud Italia, dove l’innovazione continua ad arrancare.

Immagine via Unsplash