La provincia italiana dove nasce l’innovazione

La provincia italiana dove nasce l’innovazione

Non c’è solo l’America: pur tra mille difficoltà, l’innovazione si può fare anche qui, in Italia, anzi, nella più remota provincia italiana. Precisamente a Salò, nel bresciano. Qui ha sede Mipu, un incubatore di imprese con un modello di business molto originale, basato su una filosofia dirompente quanto le tecnologie che sponsorizza: strumenti di intelligenza artificiale capaci di analizzare i big data che provengono dalle macchine industriali, con lo scopo finale di migliorare i processi produttivi. È questa la strada che trasformerà le imprese della manifattura in vere e proprie “fabbriche intelligenti”.

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L’obiettivo di Mipu è quello di “creare nuove imprese, che diano lavoro e abbiano un impatto positivo nella società”, spiega la fondatrice Giulia Baccarin, ingegnere biomedico con curriculum internazionale. “Il nostro modello si basa sulla scelta di persone che vengono stimolate a sviluppare nuove idee: loro sono i nostri intrapreneurs, e aiutano a focalizzarci non solo sul profitto e sulla crescita economica, ma anche sulla promozione di alcuni importanti valori sociali”.

Sulla sponda occidentale del lago di Garda, il team di Baccarin (età media 28 anni) ospita giovani imprenditori con idee di business promettenti, offrendo loro tutto il sostegno e i servizi necessari per pensare in grande. Dopo la fase di “incubazione”, spiega Baccarin, “le imprese raggiungono la fase di maturazione: a quel punto cerchiamo finanziamenti esterni che permettano una crescita dell’impresa a livello internazionale”, mentre il team Mipu continua a prendersi cura del management e a sostenere lo sviluppo tecnologico.

Tra le imprese lanciate da Mipu svetta I-Care, uno dei primi progetti incubati. Fondata nel 2008, I-Care offre prodotti che riescono a prevedere, con un anticipo di 3-6 mesi possibili danni, a vari tipi di macchine industriali: oggi ci lavorano oltre 150 ingegneri in 7 diversi Paesi, con clienti di tutti i tipi, dalle grandi aziende farmaceutiche alle catene di supermercati. Dopo l’incubazione, i profitti.

Ma il codice etico di Mipu impone di reinvestire tutto l’utile per almeno cinque anni, con l’obiettivo di creare di nuovo valore in Italia e creare un ciclo virtuoso di investimenti sul territorio. Baccarin, infatti, ha vissuto vari anni in Giappone (da qui la scelta della parola Mipu, che in giapponese significa “guardare oltre l’orizzonte”), ma con l’idea fissa di tornare in Italia e restituire alla sua terra quanto imparato.

Nonostante la sua origine vicentina Baccarin ha scelto come base operativa la provincia bresciana, perché “l’Italia è soprattutto provincia, spesso remota” e ha scelto un luogo bello, il lago di Garda, perché è convinta che la bellezza aiuti a sviluppare buone idee. Crede nelle quote rosa, “perché senza non si arriva a nessun traguardo sulla strada della parità di genere”.

“Io e i miei soci abbiamo iniziato prendendo una casa a Salò, che poi è diventata una foresteria messa a disposizione dei dipendenti che vengono da lontano – racconta Baccarin – la Mipu Garden House è anche un luogo dove si stringono rapporti e si contribuisce a rafforzare il team e a condividere di idee e, nel contempo, dove viene incoraggiata l’iniziativa personale”. Un modello che si è rivelato vincente: oggi Mipu ha cinque nuovi progetti in fase di lancio, e fattura solo in Italia 4,5 milioni, per una crescita del 2025% ogni anno.

Immagine di copertina di Arnaud Jacquet via Flickr