MOOC, corsi universitari online e gratuiti per la tua formazione personale

MOOC, corsi universitari online e gratuiti per la tua formazione personale

MOOC. Suona come una bizzarra onomatopea, ma in realtà è un acronimo in inglese che sta per Massive Open Online Courses. Si tratta, citando una pagina web apposita del Comune di Torino, di “corsi online aperti, pensati per una formazione a distanza che coinvolga un numero elevato di utenti”. Detto altrimenti, è una tecnologia sociale che potrebbe cambiare in modo profondo uno dei business più importanti del XXI secolo: la formazione universitaria.

L’acronimo MOOC è stato coniato nel 2008, in occasione di un ormai leggendario corso sul “sapere connettivo” a cui presero parte 25 studenti regolarmente iscritti all’Università del Manitoba (Canada), e oltre 2mila utenti online, gratis. Da allora i MOOC hanno bruciato le tappe.

Nel 2011 la blasonata Università di Stanford offriva gratuitamente un corso online di intelligenza artificiale. Nel 2012 i MOOC conquistavano l’Europa e soprattutto l’Asia. Secondo la Harvard Business Review, tra il 2012 e il 2015 più di 25 milioni di persone si sono iscritte a MOOC – si è trattato per l’80% di persone già in possesso di un titolo di laurea e in cerca di una specializzazione, ma per il 60% di lavoratori a tempo pieno e molto spesso persone che abitano in Paesi emergenti – dove la qualità del sistema educativo non è così elevata.

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 Il successo dei MOOC qualche volta è sconvolgente. Nel caso del già citato corso sull’I.A. di Stanford gli studenti iscritti superarono i 150mila, e quelli che completarono il corso furono più di 23mila: non solo americani, ovviamente, ma iraniani, cinesi e sudamericani. Il perché di tanto interesse è facile da spiegare. In un mondo affamato di sapere, ma alle prese con università sempre più care (nella sola America il debito studentesco sfiora i 1300 miliardi di dollari), i MOOC sono un modo per offrire a chiunque un’istruzione di qualità abbattendo i costi e annullando le distanze.

Basta una connessione a internet e tanta volontà per studiare in un ateneo di eccellenza, seppur solo virtualmente. È il caso, ad esempio, di Battushig Myanganbayar, quindicenne di Ulan Bator che ha conquistato la notorietà globale ottenendo il punteggio massimo a un corso di elettronica del prestigiosissimo MIT. E in effetti non è un caso se tra i paesi con più iscritti ai MOOC ci sia, oltre agli USA, l’India, dove gli scolari sono oltre 250 milioni e il sistema universitario è sull’orlo del collasso.

A farla da padrone nel business dei MOOC oggi è Coursera, che offre 1000 corsi da 140 diverse università – incluse Yale e Stanford – e copre 35,6% di tutta l’offerta totale. Coursera ha 15 milioni di utenti e oltre 150 impiegati. Nel 2015, tra i dieci corsi più seguiti di Coursera spiccavano Learning How to Learn, della University of San Diego, che illustra le tecniche di apprendimento più avanzate, Mastering Data Analysis in Excel, con docenti della prestigiosa Duke University a spiegare i segreti del famoso programma Microsoft, e Programming for Everybody, una classe introduttiva di programmazione offerta dalla University of Michigan.

Le due principali università statunitensi, Harvard e il Massachusetts Institute of Technology, non sono tuttavia rimaste a guardare e nel 2012 hanno anch’esse lanciato la loro piattaforma, edX. Tra i corsi offerti Justice, il popolarissimo corso di filosofia politica di Michael Sendel, intellettuale rinomato in tutto il mondo, che indaga il ruolo del concetto giustizia ai nostri giorni. Secondo statistiche del 2013, sarebbero 140mila gli studenti americani iscritti a edX, 120mila quelli asiatici e oltre 70mila quelli europei.

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Di recente i MOOC sono esplosi anche in Italia. Tra le università che offrono corsi online ci sono, ad esempio, la Federico II di Napoli (una delle più attive in questo campo), con corsi di biochimica, di sistemi di politica comparata e molti altri. Poi, il Politecnico di Milano che offre tra gli altri, corsi in gestione del conflitto e di introduzione alla storia dell’architettura contemporanea. O ancora la Ca’ Foscari di Venezia con corsi come psicologia generale o matematica di base.

Il progetto Eduopen, sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, raccoglie i MOOC messi a disposizione da 14 atenei del paese: si può, per esempio, approfondire l’epica cavalleresca con un corso dell’Università di Foggia, o fruire di un’introduzione ai numeri complessi offerta dall’Università di Modena e Reggio Emilia. Si trovano MOOC in italiano anche nei siti di realtà straniere come la Khan Academy, che offre degli interessanti corsi di matematica e trigonometria.

E sono addirittura 111 le aziende in tutta Italia che contengono la parola “MOOC” nel loro sito web: segno che ormai si è fiutato il business. Perché anche se questi corsi sono quasi sempre gratuiti, capita che talvolta lo studente online debba mettere mano al portafogli per pagare certificazioni, materiale extra o valutazioni aggiuntive.

Inoltre la tecnologia dietro ai MOOC è abbastanza complessa, e ha dei costi. D’altra parte, soprattutto in America, gli atenei hanno capito che i MOOC possono danneggiare i loro bilanci: ecco perché in alcuni casi l’espansione dei corsi online sta subendo una frenata, mentre i costi per ottenere una laurea online stanno aumentando. La battaglia per l’alta formazione gratuita di massa è solo cominciata.

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