I motivi storici e chimici per cui utilizziamo l’oro come mezzo di scambio

I motivi storici e chimici per cui utilizziamo l’oro come mezzo di scambio

Tornano di moda i beni rifugio, cioè quei beni utili nei momenti di incertezza e di crisi economica. E l’oro, come sempre, traina questa tendenza—trovandosi ai massimi da più di 12 mesi. Di recente, Il prezzo del metallo giallo si è persino portato a quota 1362 dollari l’oncia, toccando il suo record storico. Le motivazioni sono varie: sfiducia sulla situazione globale instabile, la debolezza delle monete, i mercati azionari non stabili. Ma, in tutto questo, perché proprio l’oro è così irresistibile?

Rispondere a questa domanda non richiede solo nozioni economiche, ma anche elementi di antropologia, psicologia, e tanta chimica. Perché, sotto ogni metrica razionale, la fascinazione degli esseri umani verso l’oro è piuttosto bizzarra. In fondo, non si tratta del metallo più raro presente sulla Terra, né di quello più utile.

Da un punto di vista proprio chimico, infatti, esso non ha proprietà particolarmente diverse da quelle di qualsiasi altro dei 118 elementi presenti nella tavola periodica. Eppure, dall’inizio dei tempi, è stato proprio l’oro l’elemento chimico prediletto da quasi ogni società per acquistare beni, o per detenere valore nel tempo. Insomma: perché allora non sono stati presi in considerazione anche altri elementi?

“Alcuni elementi sono molto facili da escludere”, ha spiegato alla BBC Andrea Stella, professore di chimica presso l’University College London. “Prendiamo ad esempio i gas nobili e gli alogeni. Un gas non potrà mai essere un buon mezzo di scambio. Non è pratico da portare in giro. E poi non ha colore. Come si farebbe a distinguerlo?” Stesso discorso per I liquidi, come il mercurio e il bromo, che hanno in comune con l’arsenico e vari altri elementi chimici anche la non desiderabile caratteristica di essere velenosi.

Sella ha poi spiegato che possiamo escludere anche molti degli elementi presenti nella parte sinistra della tavola degli elementi. “I metalli alcalini e le 15 terre rare sono semplicemente troppo reattivi, e potrebbero esplodere se fatti interagire con alcuni altri elementi”—un’altra caratteristica non desiderabile per qualcosa che possa svolgere la funzione di denaro. Per non parlare degli elementi radioattivi, come torio, uranio o plutonio.

motivi oro merce di scambio 2

Rimangono a questo punto, continuando il ragionamento, 49 elementi, inclusi argento, alluminio, ferro, rame, e piombo. O il titanio e lo zirconio. Che però, seppure più comuni dell’oro, sono estremamente difficili da fondere. Per farlo, c’è bisogno di fornaci a 1000 gradi, che sono state sviluppate troppo tardi, quando le economie delle società umane avevano già iniziato a basarsi sull’oro.

L’alluminio, invece, è quasi impossibile da estrarre, mentre altri elementi sono instabili: il ferro arrugginisce, il che lo rende non ottimale come moneta, dal momento che un elemento fondamentale del denaro è quello di fungere da riserva di valore—cioè di trasferire capacità di spesa da oggi al futuro. Una moneta che arrugginisce e che rischia di corrodersi (come il rame e il ferro, appunto, usati per breve tempo da alcune società come monete) non è una buona riserva di valore.

A questo punto, ragione Sella, rimangono solamente otto candidati: platino, palladio, rodio, iridio, osmio, rutenio, oltre a oro e argento. Si tratta dei cosiddetti “metalli nobili”, chiamati così perché non si mescolano con altri, cioè che non reagiscono  a contatto con quasi nessun altro elemento chimico presente sulla Terra.

Inoltre, sono metalli piuttosto rari, il che li rende più desiderabili rispetto a metalli comuni come ad esempio il ferro. Ma sei di questi otto metalli nobili sono in realtà troppo rari. Non è possibile estrarne a sufficienza per sostenere scambi su larga scala. Ed ecco che rimaniamo con due soli candidati: oro e argento. Entrambi scarsi ma non impossibili da trovare. E con un punto di fusione relativamente basso, che è risultato facile da raggiungere anche dalle società primitive per ottenere e plasmare monete o gioielli. Ma l’argento si ossida, reagendo anche in presenza di piccole quantità di zolfo nell’aria.

Ecco allora il nostro candidato perfetto: l’oro. Un metallo inerte, che rimarrà stabile nel tempo, permettendoci di conservare ancora oggi monete e manufatti coniati millenni fa. E ammirare la loro bellezza. “L’oro è incredibilmente bello: è questo uno degli altri segreti del suo successo”, chiosa Sella. Ad eccezione del rame, tutti gli altri metalli hanno un colore grigio o argento. Ma non l’oro che, col suo colore unico, risulta essere particolarmente distintivo.

Immagini | Copertina via WikimediaCommons PD-US|Foto 1 modificata in b&n di Adam Dachis via Flickr