“Con la mia MotorK fatturo 11 milioni e oggi assumo 60 persone”

“Con la mia MotorK fatturo 11 milioni e oggi assumo 60 persone”

Era la primavera del 2010 quando un vulcano islandese dal nome quasi impronunciabile per un italiano, Eyjafjallajökull, eruttò paralizzando completamente il traffico aereo nell’Europa del Nord. È in quel momento che Marco Marlia, allora 30enne, e i suoi due soci (Fabio Gurgone e Marco De Michele) si trovarono a dover fare una scelta: attraversare l’Europa in macchina per arrivare a Londra e partecipare a GeeknRolla, la conferenza delle start-up europee organizzata da TechCrunch (la bibbia degli startuppari internazionali), o rinunciare e aspettare il turno successivo. In gioco c’era il lancio di MotorK, l’Amazon del mercato automobilistico, fondata solo pochi mesi prima.

“Avevamo meno figli, meno capelli bianchi, più incoscienza”,ha raccontato di recente lo stesso Marlia. Che non ha avuto dubbi: prendere e partire. “Io mi ero appena sposato: quel viaggio ha sostituito il mio viaggio di nozze.”  Iniziato sette anni fa, quel viaggio non è ancora finito, e MotorK oggi fattura oggi quasi 11 milioni di euro e dà lavoro a centinaia di persone in cinque diversi Paesi europei.

Il successo di MotorK

L’intuizione dietro la scommessa di Marlia, Gurgone e De Michele (a cui nel 2016 si è aggiunto anche un quarto socio, Tommaso Parisi) è di una decina di anni fa. “Abbiamo individuato il settore automotive: era molto indietro nell’economia digitale, rispetto a quella reale”, ha detto Marlia. 

Un obiettivo, ambizioso, raccontato a Londra in quell’aprile di 7 anni fa: “Non siamo un semplice sito, ma una piattaforma: vogliamo diventare de facto la piattaforma per chiunque in Europa voglia scegliere una nuova macchina”, per aggredire un mercato, quello delle commissioni sulle vendite di automobili, che vale circa 10 miliardi di euro l’anno.

La strada però non è stata facile: “Quando abbiamo lanciato Motork, non abbiamo percepito lo stipendio per un anno e mezzo, pesando sulle nostre mogli. Non è stato un bel momento anche l’anno e mezzo successivo, sottopagati”. Oggi, però, le cose sono cambiate, come spiega lo stesso Marlia: “abbiamo avuto un milione di richieste di preventivo, che sono diventate più di 100mila acquisti in un anno. In Italia, 1/3 di tutte le auto vendute passano attraverso questo canale”.

MotorK… driven by passion. ❤️ #TeamMotorK

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In cerca di talenti  

Con una “crescita a tre zeri anno su anno” e sei anni filati di profitti a confermare la bontà della scommessa, lo scorso marzo Marlia e soci si sono assicurati un round da 10 milioni di dollari in finanziamenti. Così, per sostenere la crescita della compagnia, oggi MotorK cerca diversi “talenti digitali” in tutta Europa. Su questa pagina è possibile trovare informazioni sulle posizioni aperte: un’opportunità unica per chi è interessato e pronto a fare le valigie: i ragazzi che sette anni fa salirono in macchina ora cercano persone da spedire a lavorare a Düsseldorf, Parigi, Madrid e Londra.

Ci sono però diverse posizioni lavorative aperte sull’Italia, la maggior parte a Milano (come   racconta da Hello!Money la mecca dell’industria digitale italiana) ma alcune anche in altre città, in particolare Napoli e Firenze. Le competenze richieste spaziano notevolmente: si va dal Digital Coach, figure professionali che si occuperanno di illustrare le strategie di marketing digitale e i segreti del DealerK Method alle concessionarie che lavorano con MotorK, fino a all’Head of Operations, un manager a tutto campo che guiderà un team già composto da 15 persone.

Posizioni aperte anche nel settore vendite, in Italia e all’estero, product marketing, e nell’ambito più prettamente digitale, inclusi sviluppatori di contenuti multimediali e web (WordPress, Java). Con un avvertimento, che arriva direttamente dal fondatore di MotorK: “Fare start-up non è figo, significa lavorare duramente ogni giorno”. Se ti senti pronto, non ti resta che buttarti!

Foto di copertina modificata in b&n via Unsplash