Questi occhiali di lana ovina pugliese si vendono anche a Miami

Questi occhiali di lana ovina pugliese si vendono anche a Miami

Metti due amici che scommettono sul proprio territorio, e decidono di rimanere in Puglia. Metti l’odore seducente della sfida che si cela nella sintesi tra innovazione e tradizione, la giusta dose di follia ed ecco che vengono fuori occhiali di ultima generazione in lana grezza di pecora, presentati pochi giorni fa a Miami ad un nutrito gruppo di buyers del centro-nord America, nel corso di un evento sull’occhialeria italiana.

Il progetto Pecore Attive

Si chiama Pecore Attive, il progetto partorito dalla mente creativa di Filippo Clemente, 36 anni di Altamura (Ba) nel 2010, allo scopo di valorizzare la lana delle pecore di razza altamurana, leccese e gentile di Puglia. Delle prime, all’epoca in via d’estinzione, ne restavano non più di 150 esemplari, un centinaio dei quali di proprietà dell’università.

Recupero di tradizioni antiche e legame forte col territorio, lo spirito del progetto finanziato col bando regionale Princìpi Attivi, in cui è confluito l’estro di un’altra “testa” di tutto rispetto. Quella di Donato Mercadante, 24 anni appena e una laurea in Agraria alle porte, conterraneo e amico di Filippo, ultimo anello di una lunga catena familiare che da quattro generazioniera il 1884—porta avanti la masseria La Calcara, azienda cerealicola, biologica e zootecnica.

Spingere sull’acceleratore di un progetto già esistente (Pecore Attive), ampliandolo e diversificando, ha portato i due amici alla vittoria dell’Oscar Green di Puglia 2017 col progetto degli occhiali in lana ed ora la corsa ricomincia, verso il riconoscimento a livello nazionale.

Un’impresa con un’anima sociale

“Ho sposato appieno il progetto Pecore Attive, nato per avviare una micro-filiera di lavorazione artigianale della lana ovina da razze autoctone pugliesi con il duplice obiettivo di dare nuova vita e valore, anche commerciale, ad una risorsa territoriale, la lana ovina (che attualmente costituisce un rifiuto speciale di problematico smaltimento), attraverso la produzione di manufatti artigianali e fornire opportunità di inclusione sociale a categorie di persone svantaggiate”, spiega Donato a Hello!Money.

Da qui la realizzazione innovativa degli occhiali con montatura in lana di pecora, volta oltreoceano il 22 ottobre con Filippo Clemente, che già tanta strada aveva fatto arrivando a produrre pantofole di fine artigianato, con quella lana, e dando linfa e opportunità a mestieri che sembravano condannati all’estinzione, come quello del tosatore.

“Era il 2010 quando con due amiche compagne di università ci siamo messi a studiare la ripopolazione di alcune razze ovinericorda Filippo intervistato da Hello!Money—chiedendo l’acquisto di lana, per favorirne il ripopolamento. Ho studiato ingegneria gestionale, sono il figlio di un sarto, mio nonno era un allevatore, sono cresciuto col profumo della lana, ho dormito su materassi di lana artigianali, e ho capito che bisognava ripartire dalle origini”.

E Pecore Attive s’è rivelato un progetto vincente.

Quel gruppo di lavoro in breve però ha visto perdere pezzi. Come tante storie di giovani italiani, una delle amiche è volata in Irlanda per lavoro, l’altra oggi insegna “ed io continuo a portare avanti il sogno, come progettista, imprenditore e tutto il resto. Finito il finanziamento ho deciso di lavorare sul prodotto, investire nella formazione portando il progetto nelle scuole, dialogando con enti che fanno promozione del territorio. Abbiamo iniziato anche a fare merchandising e sono nati i primi prodotti”.

Unire i prodotti della terra al design

L’intuizione era vincente, dicevamo, ma bisognava partire dagli attori della filiera: allevatori, pastori e tosatori.

“Io stavo un po’ nel mezzo, tra le terra e il design. Le pecore andavano comunque tosate, e questo lavoro comporta costi”, sostiene Clemete. “Come costoso è anche lo smaltimento del prodotto, che talvolta avveniva senza seguire le prescrizioni normative. Meglio allora trasformare un rifiuto in una risorsa.

Con i suoi 80 capi di “gentile di Puglia” allevati, “La Calcara” di Donato, ha iniziato a fornire ben 150 kg di lana ogni anno per il progetto di Filippo e la partnership si è non solo consolidata ma ampliata verso nuovi e più ambiziosi orizzonti.

occhiali 1

Un evento romano dedicato all’occhialeria indipendente ha spinto Filippo Clemente a pensare a montature alternative in feltro, Donato non s’è certo tirato indietro ed ecco che l’idea è diventata progetto per gli Oscar Green.

“Abbiamo avuto tempi davvero stretti per realizzare la montatura da presentare, ci siamo avvalsi della collaborazione di un’altra azienda altamurana con punto vendita a Matera che produce occhiali in acetato, Vecchia Occhialeria Italiana, e con loro abbiamo realizzato il prototipo vincente”.

L’occhiale tattile in lana naturale è prodotto in tre versioni, si lavora in piccolo. La lana grezza viene lavorata ad Altamura e infeltrita a mano. L’acquisto è possibile al momento solo su internet, ma c’è da giurare che Donato e Filippo s’inventeranno presto qualcos’altro.

Fabiana Pacella

Immagini via Facebook