Questa Onlus italiana vuole rendere il catering eticamente sostenibile

Questa Onlus italiana vuole rendere il catering eticamente sostenibile

In soli tre anni hanno costruito un’ampia rete di solidarietà basata sul recupero del cibo avanzato, in un’impresa che unisce lotta allo spreco alimentare e alle vulnerabilità sociali, e che ha già varcato i confini italiani.

Giulia Proietti, Francesco Colicci, Carlo De Sanctis e Giovanni Spatola, trentenni romani, sono i muri portanti di quella rete, che prende il nome di Equoevento e “cattura” gli sprechi alimentari per farne risorsa quotidiana per le persone, e purtroppo sono sempre di più, che hanno bisogno di un pasto caldo e genuino.

Equoevento Onlus è una organizzazione senza scopo di lucro, nata da professionisti che, rendendosi conto dell’enorme spreco di cibo durante gli eventi, hanno voluto organizzarsi per porgervi rimedio, recuperando e donando le eccedenze alimentari a enti caritatevoli, case famiglia, poveri e bisognosi.  “Il nostro motto è Aggiungi un pasto a tavola”, spiegano gli organizzatori.

In tre anni di pasti ne sono stati serviti a migliaia, nella Capitale come in altre città d’Italia e all’estero. Equoevento infatti adesso ha sedi anche a Milano, Torino, Lecce e Parigi. Prossima tappa dove mettere radici, e sede, sarà Madrid.

Per avere idea delle cifre da capogiro che ruotano attorno al progetto, basti pensare che solo nel 2014 quando era ancora una realtà poco conosciuta al grande pubblico, la Onlus ha recuperato 250mila pasti da 450 eventi differenti finiti poi in 30 mense. Oggi è difficile fare calcoli, poiché Equoevento si è trasformato in vero e proprio virus di solidarietà, con un contatore in crescita di minuto in minuto.

In un solo recente evento, tre giorni di congresso a Milano, Equoevento Lombardia, con la collaborazione di  Federcongressi&eventi e Food genius academy, è ad esempio riuscita a recuperare 1400 porzioni di cibo, poi donate alla Fondazione Progetto Arca Onlus e all’ Opera Cardinal Ferrari Onlus.

La macchina dell’aiuto alimentare funziona in maniera molto semplice. Tre giorni prima di un evento con catering o banchetto, si contatta la Onlus attraverso una semplice mail o una telefonata—tutti i contatti sono reperibili sul sito Equoevento.org, mentre un viaggio sui loro social può risultare utile per avere aggiornamenti in tempo reale corredati di foto e video delle attività in corso o in cantiere. Poi si concorda luogo e orario dell’incontro e l’esercito dei volontari parte per la verifica del cibo rimasto. Solo allora si procede alla distribuzione presso mense, enti caritatevoli nelle vicinanze.

A conferma del fatto che il bene è contagioso, c’è la pioggia di adesioni e di aiuti economici di cui Equoevento gode. Per sostenersi e finanziarsi, infatti, la Onlus riceve donazioni spontanee attraverso versamenti sull’Iban e destinazioni del 5×1000. E se le informazioni presenti sul sito non dovessero bastare, sulla pagina Facebook è presente il comando ‘Fai una donazione’.

“Diamo visibilità alle istituzioni pubbliche, imprese, organizzazioni di eventi, catering e privati che ci sostengono tramite il nostro sito”, spiega la crew del pasto solidale. “Promuovendoli attraverso la piattaforma online e segnalandoli a quei soggetti che ci contatteranno al fine di organizzare un evento equo.” Un passaparola di solidarietà che si auspica possa rendere sempre più raro organizzare eventi in cui il cibo finisce nella spazzatura.

Immagini via Unsplash| Copertina