L’Opificio Golinelli offre a ragazzi dagli 1 ai 20 anni nuovi modelli di apprendimento

L’Opificio Golinelli offre a ragazzi dagli 1 ai 20 anni nuovi modelli di apprendimento

Nei pressi di Borgo Panigale, in periferia di Bologna, riconosci subito il tocco della riqualificazione urbana. Sono i 9000 mq dell’Opificio Golinelli, sede operativa dell’omonima Fondazione che esiste dal 1988: dove fino al 2008 c’erano le Fonderie Sabiem, oggi c’è una cittadella per la conoscenza e la cultura che fa invidia agli americani.

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Con un investimento di 12 milioni di euro, l’Opificio Golinelli accoglie circa 150.000 visitatori l’anno ed è pronto ad accoglierne ancora di più. I numeri attesi e il modello culturale ne fanno uno tra i più grandi laboratori sperimentali a fine didattico nel campo delle scienze e della tecnologia a livello nazionale e internazionale.

L’Opificio—una struttura di un bianco accecante, opera di DiverseRighe Studio che ha vinto il Premio Urbanistica 2015—è coloratissimo e suddiviso in varie aree: Scuola delle idee (per bambini dai 12 mesi ai 13 anni), Scienza in pratica (rivolto ad adolescenti di 14-19 anni) e il Giardino delle imprese (per studenti di scuole secondarie e universitari).

La Fondazione, che è stata fondata dall’imprenditore e filantropo Marino Golinelli ed è ispirata al modello americano, crede nell’approccio hands-on: il sapere acquisito attraverso la sperimentazione diretta e il saper fare.

Sono moltissime le proposte in ambito educativo che la Fondazione offre, soprattutto in campo scientifico e tecnologico, ma non solo nei prossimi mesi si va dai campi estivi di lingua inglese e laboratori di arte che si terranno in occasione della Fiera del libro per ragazzi a Bologna nel mese di Aprile.

Oltre a questo, è la sezione chiamata Il giardino delle imprese a richiamare maggiormente la nostra attenzione. È qui che lavorando con ragazzi provenienti da licei e università si cerca di formare—grazie anche a borse di studio e una selezione—una squadra di giovani lavoratori che vengano impiegati in modo innovativo nelle imprese.

“Abbiamo una continuità del 100 % in questo senso. L’obiettivo è formare futuri imprenditori, ma in un modo nuovo nel contesto italiano: è un percorso educativo informale che affianca la tradizionale formazione offerta dalla scuola secondaria e dall’Università. Si cerca qui di abbassare l’età media dei neoimprenditori (che oggi in Italia è di 34 anni) intercettando giovani capaci e inventivi già sui banchi della scuola secondaria. Il Giardino delle imprese prende sul serio le loro idee e li guida a crederci e a valorizzarle. Li aiuta a pensare in grande e a realizzare le loro aspirazioni”.

Marco Danieli, direttore della Fondazione, ingegnere e manager di formazione, spiega a Hello!Money che in un certo senso l’Opificio Golinelli non ha competitor in Italia, o non ancora: “Il nostro non è un ente sussidiario o ‘mecenatistico’, ma filantropico-strategico. La filantropia prevede che tu ti sieda con il pubblico e aggiungi qualcosa in più, una componente nuova. Come noi non c’è nessuno in Italia, lo posso dire senza problemi. Lavoriamo nel solco della tradizione di centri di sperimentazione come La città della scienza o il Museo delle scienze di Milano, ma poi abbiamo tutta una parte di didattica che questi enti non hanno. Ci sono realtà che si stanno muovendo nella nostra direzione e forse a breve avremo dei ‘rivali’ come la Fabbrica del Vapore BASE, sempre a Milano, Officine Grandi Riparazioni a Torino e il Tecnopolo di Officine Reggiane a Reggio Emilia”.

opificio gomelli

Ma come si sostiene la Fondazione? “Bisogna capire dove finisce la filantropia e comincia la sostenibilità. La Fondazione si regge al 15 % su quello che arriva dal pubblico pagante e dalle scuole, il 10% da sponsor privati e istituzionali e tutto il resto sulle risorse interne della Fondazione”, continua Danieli.

Le attività però non sono tutte gratuite: “No, c’è un ventaglio molto ampio di possibilità. Culturalmente siamo contrari alla gratuità assoluta. Le nostre attività hanno un alto tasso di innovazione didattica e offriamo strumentazione e progetti educatici che non ci sono altrove. In altre parole se un laboratorio costa alla famiglia 4 euro a noi costa 4 volte tante. No profit è diverso da ‘not for profit'”.

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