Viaggio sull’Øresundsbron: il ponte che porta nel futuro della Scandinavia

Viaggio sull’Øresundsbron: il ponte che porta nel futuro della Scandinavia

Una volta l’Öresund separava due potenze del Nord in competizione, la Danimarca e la Svezia. Oggi questo braccio di mare, invece, unisce tre territori ricchi e sempre più integrati tra loro: le regioni danesi di Hovedstaden e Selandia, che hanno il loro fulcro nella città di Copenaghen, e la contea svedese della Scania, che vanta centri urbani molto vivaci come Malmö e Lund; insieme, costituiscono la regione dell’Öresund, una grande area metropolitana transfrontaliera ad altissima intensità di innovazione, e di futuro.

Simbolo della regione è il famoso ponte, l’Øresundsbron. In realtà si tratta di un collegamento più strutturato, composto da un tunnel sottomarino e, appunto, dal ponte: un bestione di quasi 8 chilometri che agli stranieri ricorda l’ancor più celebre ponte di Brooklyn, e che svedesi e danesi hanno immortalato nel telefilm “The bridge”, thriller che ha incollato alle tv milioni di spettatori in tutto il mondo.

A dirla tutta se la regione dell’Öresund esiste, è proprio grazie al ponte. Come si può leggere in un articolo dell’Ocse, “L’apertura del ponte nel 2000 ha dato un grande sostegno al processo di integrazione“. Basti pensare che nel 1999 i pendolari erano circa 3mila, e nel 2008 20mila. Si tratta soprattutto di lavoratori e studenti, ma non solo.

Ad esempio, non è raro che un danese si trasferisca a Malmö, città dagli affitti molto più convenienti, o che uno svedese vada a fare shopping lungo lo Strøget, la Fifth Avenue del Nord Europa. Ancora, nelle domeniche di sole il copenaghese annoiato può prendere il treno e andare a bersi una birra alla marina di Malmö, a pochi passi dal grattacielo più alto della Scandinavia, il “Turning Torso” di Santiago Calatrava.

Oggi, a distanza di quindici anni dall’inaugurazione del ponte, l’integrazione tra lato danese e svedese continua. Nella regione abitano quasi 4 milioni di abitanti, circa uno scandinavo su 5. Il PIL sfiora i 300 miliardi di dollari, e il 35% di tutta la forza lavoro vanta un’istruzione di tipo superiore.

Certo, il rallentamento economico causato dalla crisi del 2008 si è sentito pure qui, e il ripristino dei controlli alla frontiera da parte di Stoccolma (allo scopo di contrastare la cosiddetta “emergenza immigrazione”) non fa assolutamente bene a una regione basata sulla libera circolazione di persone, merci, capitali e idee.

Lo spiega a Hello!Money Per Tryding, 51 anni e un dottorato di ricerca, vicepresidente della Camera di commercio della Svezia meridionale: “L’economia nel complesso cresce in modo sano, ma continuiamo a essere danneggiati dai controlli alla frontiera”.

ponte Øresundsbron

Il cuore di questa insolita ma dinamica regione, ancora poco nota in Italia, è ovviamente Copenaghen, capitale della Danimarca e hub dell’intera Scandinavia. Per gli abitanti della Scania, avere Copenaghen dietro l’angolo è un po’ come se i genovesi si ritrovassero Milano a un quarto d’ora di auto, o i veneziani fossero a un tiro di schioppo da Monaco. La legge di gravitazione universale funziona anche con le metropoli.

Il 67% degli “oresundesi” possiede un passaporto danese, e il PIL pro capite è più ricco nei dorati sobborghi di Copenaghen che nei condomini multietnici e poliglotti di Malmö. Ancora, l’aeroporto internazionale della regione è il Kastrup di Copenaghen, che gli abitanti della Scania considerano il “loro” aeroporto ben più di quello di Stoccolma o Göteborg.

C’è però un elemento che accomuna la parte svedese e danese della regione: le eccellenti università, ad esempio quella di Copenaghen e quella di Lund. Che alimentano un ecosistema locale dell’innovazione vitalissimo, incentrato su settori come il biomedicale, il cleantech, le industrie creative, il cibo e i trasporti. Lo conferma Tryding: “A livello di vantaggi strutturali possiamo contare su un eccellente ambiente di ricerca e un ottimo capitale umano. Ancora, i livelli di finanziamenti sono buoni, e abbiamo un grande accesso ai mercati mondiali”.

Vanto indiscusso della regione è la Medicon Valley. Si tratta di uno dei maggiori poli globali del biomedicale, capace di dare lavoro a oltre 40mila persone. Le aziende innovative nel settore sono centinaia, e molti nomi del farmaceutico europeo hanno un laboratorio nella regione. Merito, anche, della presenza di 28 atenei, 15 ospedali, 7 parchi scientifici e 10 incubatori di nuove imprese. Alla fine, controlli alla frontiera o meno, non si può che essere ottimisti per il futuro della regione dell’Öresund.

Immagini | Copertina modificata in b&n di Susanne Nilsson|Foto 1 modificata in b&n di Susanne Nilsson