Se vuoi un buon lavoro impara a programmare

Se vuoi un buon lavoro impara a programmare

Frequentare un corso intensivo di quattro giorni, imparare a programmare e trovare un posto di lavoro. Quanti di voi ci crederebbero? Pochi, probabilmente. Tuttavia, non stiamo parlando di un percorso così utopico: in controtendenza con la maggior parte dei settori, l’informatica sta continuando a produrre un numero impressionante di posti di lavoro.

Secondo alcune previsioni dell’Unione Europea, entro il 2020 ci saranno addirittura circa 850mila offerte di lavoro vacanti a causa dell’assenza di competenze digitali. Per cercare di rispondere alle esigenze del mercato, Paolo Pastore ed Emanuele Spirt hanno fondato Mosaicode, una start-up che vuole insegnare a programmare ai neofiti in meno di una settimana.

L’iniziativa, promossa e finanziata da due startupper di successo come Jacopo Vanetti e Andrea De Spirt – rispettivamente fondatori di Jusp e Jobyourlife– è finalizzata all’organizzazione di corsi intensivi di circa 32 ore attraverso i quali i principianti possano comprendere i concetti base della programmazione. Il metodo dell’insegnamento è basato sul “learning by doing”: gli studenti alla fine delle lezioni realizzeranno il loro primo sito web o la loro prima app.

“I linguaggi di programmazione devono essere approcciati in modo pratico, provando e riprovando. È evidente che non si può diventare dei professionisti in pochi giorni. Noi ci proponiamo di dare le basi per poter iniziare la propria formazione in modo indipendente”, ha spiegato a Hello! Money Emanuele Spiriti, che sarà anche uno degli insegnanti. I corsi si svolgeranno in due week-end consecutivi presso il Palazzo Fondazione Stelline, nel centro di Milano, e costeranno circa 499 euro, una cifra piuttosto accessibile rispetto alla media.

Mosaicode si pone sulla stessa scia di alcune scuole per sviluppatori diffuse in Europa e nel mondo. A Parigi, è nata l’École 42, una scuola privata aperta 24 ore su 24 e sette giorni su sette, che ha l’obiettivo di “sopperire alla carenza di programmatori che rischia di rallentare pericolosamente lo sviluppo delle imprese francesi, frenando la creazione di migliaia di posti di lavoro indiretti.”

Negli Stati Uniti, dove l’informatica secondo il “The Bureau of Labour Statistics” crea 140mila posti di lavoro ogni anno, la Flatiron School di New York assicura una probabilità di assunzione del 99% e uno stipendio medio annuale di 74mila dollari per gli studenti che decidono di iscriversi al corso semestrale sborsando 12 mila dollari.

Tornando in Italia, invece, Mosaicode non è l’unica realtà che si occupa di formazione nell’ambito dei linguaggi di programmazione. Dal 2011 è attiva Codemotion, start-up nata dall’omonima conferenza tecnica fondata a Roma da Mara Marzocchi e Chiara Russo ed esportata in tutto il mondo, che offre sia corsi avanzati per sviluppatori che una serie di iniziative per avvicinare i bambini alla tecnologia e alla programmazione.

Certo, quella del futuro non sarà una “società di programmatori“: il coding non va infatti concepito soltanto in funzione di un possibile futuro professionale, ma anche come uno strumento per poter capire a fondo le tecnologie che l’informatica metterà nelle nostre mani in qualsiasi settore. Insomma, se volete un buon lavoro, e capire di più di quanto succede intorno a noi, imparate a programmare.

Immagine di @matylda via Flickr