I 10 paesi che ci insegnano cos’è la parità di genere

I 10 paesi che ci insegnano cos’è la parità di genere

Ecco una lista delle dieci nazioni del mondo dove c’è più uguaglianza tra uomini e donne secondo il Global gender gap 2015, il rapporto annuale preparato dal World Economic Forum. Valuta indicatori come la partecipazione femminile al mondo del lavoro e le eventuali disparità salariali, la salute e l’istruzione… in poche parole, i paesi migliori per essere donne.

Islanda

L’Islanda è il paese dei record, almeno per quanto riguarda la parità di genere. Nel 1980 è diventata il primo paese del mondo a eleggere una donna, Vigdís Finnbogadóttir, a capo dello Stato. Nel 1983 ha assistito alla nascita del primo partito (unicamente) femminile della storia, “la Lista delle donne”.

Nel 2009 ha eletto premier la prima lesbica dichiarata, Jóhanna Sigurðardóttir. Ha anche il tasso più alto di partecipazione femminile di tutta l’area OCSE, con il 45,5% della forza lavoro composta da donne. E la carriera non esclude la maternità: l’Islanda vanta uno dei tassi di fecondità più alti d’Europa, con 2,1 figli per donna.

Norvegia

A parole è una monarchia parlamentare. Nei fatti è un po’ un matriarcato. In Norvegia da sempre comandano le donne. In età vichinga la divisione dei compiti era chiara: gli uomini si davano ai saccheggi e ai commerci, il gentil sesso badava alle fattorie e agli affari.

Nel XIX secolo, prima del boom del petrolio, gli uomini si dedicavano alla pesca mentre le donne restavano a terra, a occuparsi di tutto il resto. Oggi è una donna, la conservatrice Erna Solberg, a guidare un paese dove le donne sono tenute per legge a svolgere il servizio militare, e dove il ministro delle finanze è una signora ultra-liberista che ha come suo eroe politico Margaret Thatcher. Decenni di socialdemocrazia, però, hanno lasciato il segno: ad esempio i neo-papà in congedo di paternità ricevono fino al 100% dello stipendio.

Finlandia

È stata la prima nazione europea a riconoscere alle donne il diritto di voto, nel 1906. Oggi, a distanza di un secolo, è la seconda in Europa per numero di parlamentari donne dopo la Svezia. Non solo: il tasso di occupazione femminile è sopra la media europea, e il livello di istruzione delle donne ha fatto passi da gigante (nel 2002 le donne con una laurea erano quasi il 30%, dieci anni dopo superavano il 38% – assai più degli uomini). Senza dimenticare che una donna, Tarja Halonen, è stata presidente della Repubblica per 12 anni, dal 2000 al 2012!

Svezia

Nella principale economia della Scandinavia le donne sono un pochino più istruite degli uomini: infatti l’82% di loro finisce le scuole superiori, contro l’81% dei signori. Come (e forse più che) nella confinante Finlandia, qui l’istruzione è davvero uguale per tutti, e le alunne sono spinte a brillare nelle discipline un tempo appannaggio dei ragazzi; forse anche per questo motivo sono pochissimi i paesi con un maggior numero di tecnici donne rispetto alla popolazione.

Ma è nel political empowerment che la Svezia non conosce rivali, almeno nel Vecchio Continente: le donne in Parlamento sono il 45% di tutti gli onorevoli, e le leggi a tutela dell’uguaglianza di genere sono tra le più avanzate del mondo.

Irlanda

Non sono solo rose e fiori in Irlanda, paese che dopo anni di crisi è tornato a correre (il PIL quest’anno dovrebbe crescere del 5%, secondo le stime del FMI). Il tema dell’aborto, per esempio, rimane spinosissimo. Tuttavia per molti versi la “Tigre celtica” è una vera e propria paladina delle donne.

Oltre a vantare ben 2 presidenti donna (Mary Robinson, tra il 1990 e il 1997, e Mary McAleese, tra il 1997 e il 2011) l’Irlanda è sempre più attenta all’uguaglianza di genere sul luogo di lavoro. Le aziende hi-tech dell’isola hanno capito, con molto pragmatismo, che servono le donne per creare prodotti e servizi più in sintonia con i gusti delle consumatrici. Che, in ogni angolo del mondo, hanno sempre più peso.

parità di genere 2

Ruanda

Il Ruanda è una delle sorprese della graduatoria. Negli ultimi anni il paese africano, che pure resta tra i più poveri del mondo, ha fatto tanto per l’uguaglianza di genere, specie a livello governativo. Presso la Camera dei deputati ruandese quasi il 64% degli onorevoli sono donne (una percentuale che surclassa ogni altro paese nel mondo) e alcuni tra i leader politici più eminenti del Ruanda sono donne.

Ancora, il paese è in testa, con il Mozambico, nella classifica dei paesi con la più alta percentuale di donne nella forza-lavoro (52,4% del totale). E in effetti se il Ruanda è l’astro nascente dell’economia centro-africana, con un PIL che nel 2015 è aumentato del 7%, bisogna ringraziare in primo luogo le sue donne.

Filippine

Nelle Filippine l’uguaglianza di genere passa soprattutto per un’istruzione capillare, capace di arrivare anche nelle isole più remote dell’arcipelago. E infatti le bimbe filippine hanno l’opportunità (preziosa in un paese in via di sviluppo) di poter studiare tanto, e anche più dei bambini.

Resta ancora molto da fare per quanto riguarda la partecipazione femminile al mercato del lavoro e alla politica, ma uomini e donne hanno lo stesso tasso di alfabetizzazione e di iscrizione all’istruzione primaria e secondaria, e pure la stessa aspettativa di vita. E anche le Filippine hanno avuto una donna come presidente, la prima in tutto il continente asiatico. Corazon Aquino, che ha guidato il paese tra il 1986 e il 1992.

Svizzera

Dalla vicepresidente della confederazione Doris Leuthard a Isabelle Welton, top manager del gruppo assicurativo Zurich, passando per Bice Curiger, una delle donne più influenti nel mondo dell’arte globale, di signore in posizioni importanti la Svizzera ne sa parecchio. È uno dei paesi con più donne ministro, e dove le donne costituiscono quasi la metà della forza lavoro. Eppure neanche nell’ottava classificata è tutto perfetto, e le donne di ogni età vengono pagate meno degli uomini per svolgere le stesse mansioni.

Slovenia

Non solo l’uguaglianza di genere è un principio sancito dalla Costituzione del paese, ma la sua legislazione per tutelare i diritti delle donne è tra le più avanzate d’Europa. Nella classifica (anch’essa del World Economic Forum) dei paesi europei col minor divario salariale la Slovenia è addirittura prima , con una differenza di stipendio del 3,2% contro la media UE del 16,4%. Infine, su 17 ministeri 8 sono guidati da donne, tra cui quello della difesa e degli interni. Un paese piccolo ma con donne toste!

Nuova Zelanda

Ora guida lo UNDP, l’agenzia ONU per lo sviluppo, ma dal 1999 al 2008 la laburista neozelandese Helen Clark è stata primo ministro. Del resto nel 1893 la Nuova Zelanda fu il primo paese al mondo a garantire il voto alle donne, e dal 1990 l’importantissima carica di Governatore generale è stata ricoperta quasi sempre da donne.

E nonostante le discriminazioni nella busta paga si trovino anche qui, le neozelandesi non se la cavano male neanche nel settore privato. Basti pensare a Pauline Lamb, Chief operating officer della compagnia di bandiera, o a Jolie Hodson, Chief financial officer di Spark, uno dei maggiori operatori telefonici del paese.

Immagini via Flickr | Copertina di Greg Heartsfield| Foto 1 di Andrea Donato Alemanno