Pensioni: in vigore le nuove regole per i lavori usuranti

Pensioni: in vigore le nuove regole per i lavori usuranti

Nuove regole—e più vantaggiose—per chi va in pensione dopo aver svolto un lavoro classificato come usurante. Le novità arrivano con un decreto del ministero del Lavoro, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 3 ottobre, che ha ridefinito, semplificandoli, i requisiti necessari a questa categoria di lavoratori per accedere al pensionamento anticipato. Alla base la legge di bilancio 2017, che ha operato una serie di modifiche alla riforma Fornero, fautrice dell’allungamento dell’età pensionabile.

Ma quali sono i lavori usuranti? A specificarli è il sito dell’Inps (il decreto di riferimento è il 67/2011), che li individua in “mansioni particolarmente usuranti come per esempio lavori in cave, gallerie, o ad alte temperature; impieghi notturni a turni o per l’intero anno; la cosiddetta ‘linea catena’; conduzione di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo”.  

Al pensionamento anticipato si potrà accedere dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento della quota 97,6, senza che la decorrenza sia più posticipata di 12 o 18 mesi. “Dal 1° gennaio 2017, ai trattamenti pensionistici da liquidare in favore degli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti non si applicano le cosiddette finestre mobili, si legge infatti sul sito Inps, “ossia il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico di 12 mesi, per i lavoratori dipendenti, o di 18 mesi, per i lavoratori autonomi, dal perfezionamento dei requisiti”.

Per accedere all’anticipo massimo, a cioè 61 anni e 7 mesi, resta necessario aver raggiunto i 36 anni di contributi, oppure 35 per ritirarsi con 62 anni e 7 mesi. I requisiti sono diversi in caso di lavoro notturno: se svolto per un numero di giorni annui da 64 a 71 l’età minima richiesta è di 63 anni e 7 mesi, mentre la quota pensionistica deve essere pari a 99,6; se i giorni vanno da 72 a 77 l’età scende a 62 anni e 7 mesi e la quota a 98,6. La stessa applicata ai lavoratori autonomi, che potranno ritirarsi a 62 anni e 7 mesi con almeno 36 anni di contributi, e a 63 anni e 7 mesi con alle spalle 35 anni di lavoro.

pensioni 1

I lavori usuranti devono poi essere stati svolti per sette annianche non continuativi— nell’ambito degli ultimi dieci anni della propria vita lavorativa, compreso l’anno di maturazione dei requisiti. Diverso il caso delle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2018: per queste l’attività usurante deve riguardare almeno la metà della vita lavorativa.

Ma la legge di bilancio 2017 ha eliminato un altro limite, e cioè che l’attività usurante rientri nell’ultimo anno della stessa. Altra novità del decreto del 3 ottobre consiste nel blocco dell’applicazione degli adeguamenti in base all’aggiornamento dei dati sull’aspettativa di vita dell’Istat. Il ricalcolo resterà congelato fino al 2025.

Cambiano anche i documenti che i lavoratori devono presentare: i lavoratori interessati entro il 31 marzo dell’anno in cui si maturano i requisiti per la pensione devono presentare all’Inps il modulo AP 45, in cui dichiarano di possedere i requisiti che danno diritto alla pensione agevolata, allegando la documentazione necessaria.

Per chi ha svolto lavori usuranti ci sono anche altre modalità di accesso alla pensione agevolata. Se si è stati per esempio lavoratori precoci, a quota 41 (e cioè una volta maturati 41 anni di contributi), gli addetti ai lavori faticosi possono pensionarsi se possiedono almeno 12 mesi di contributi risalenti a prima del 19esimo anno di età, sempre che i 12 mesi di contributi siano di effettivo lavoro.

Altra opzione è quella dellApe sociale, ovvero una sorta di “prestito” di cui si fa carico lo Stato (ma vale solo per questa tipologia di Ape) che il lavoratore riceve dall’ente previdenziale e che permette di accedere al pensionamento prima della maturazione dei requisiti. Per ottenerlo sono necessari 63 anni di età e 36 di contributi, con un ulteriore paletto: le mansioni usuranti devono essere state svolte negli ultimi 6 anni di vita lavorativa. Quanto all’importo, l’Ape sociale è tarata sulla futura pensione, non potendo sforare i 1.500 euro mensili.

Immagini via Unsplash | Copertina | 1