Il professore che ha rinunciato ai propri risparmi per fare studiare i suoi alunni

Il professore che ha rinunciato ai propri risparmi per fare studiare i suoi alunni

Nunzio Lauretta ha 66 anni e, per una vita, è stato professore di italiano e storia nelle scuole superiori della provincia di Ragusa. Dopo aver insegnato anche Storia contemporanea all’Università di Palermo, pochi anni fa (era il 2013) è tornato nella sua città, per occupare la carica di presidente provinciale dell’Anfe, l’Associazione nazionale famiglie emigrati.

A Ragusa, l’Anfe gestiva una scuola di formazione con 16 classi. Poco tempo dopo, però, l’Associazione, attiva in tutta la Sicilia da ben 47 anni, entra in un periodo molto difficile:  i finanziamenti del sostegno pubblico iniziano a scarseggiare e uno scandalo giudiziario colpisce il rappresentante dell’Associazione. Così, i fondi a disposizione della scuola iniziano a scarseggiare, mettendo a repentaglio il percorso d’istruzione dei tanti giovani iscritti ai percorsi di formazione dell’Anfe.

Di fronte a queste difficoltà, Nunzio non ci pensa due volte: “Che sia io a rimetterci pazienza, ma che sia un ragazzo che cercava di costruirsi un percorso professionale mi fa molto arrabbiare”. E ha così deciso di mettere mano al suo portafoglio, staccando un assegno dopo l’altro per pagare di tasca sua le spese necessarie a garantire il più a lungo possibile il funzionamento dell’istituto. Almeno fino a quando lo stesso Anfe ha chiuso i battenti, a marzo di quest’anno.

Secondo il Corriere della Sera, nella sua cittadina (Comiso), gira voce che le spese si siano aggirate forse oltre i 300mila euro. “Erano i risparmi di una vita, miei e di mia moglie, poi c’erano gli incassi per la vendita di una proprietà”.

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In questo modo, Lauretta ha “salvato” quattro prime classi a Vittoria e tre a Modica, pagando le bollette, le dispense per i ragazzi, la cancelleria, e tutto quanto potesse servire per questi corsi formativi riservati ad acconciatori, ristoratori ed estesisi.

È grazie a questa spesa che Lauretta ha permesso ai suoi allievi di completare il ciclo annuale di studio, terminato a giugno di quest’anno. Per queste classi, Lauretta ha anche trovato un altro ente, che potesse condurli fino al terzo anno di studi. Le altre nove classi della provincia, invece, sono state purtroppo costrette a interrompere a marzo le lezioni. “Nove classi che hanno perso un anno e speranze buttate a mare.”, ragiona amaro Lauretta “Io ho vissuto cercando di dare ai miei studenti tutto me stesso”, ha spiegato. “Per farne cittadini capaci di creare il loro futuro e non schiavi della politica, di questa o di quella poltrona”.

Perché questa decisione? Nunzio risponde sicuro: “Lo schifo è vedere un ragazzo che va a piatire un posto da qualcuno. Se sa fare il barbiere, l’acconciatore, l’estetista, il ristoratore forse non avrà bisogno di piatire, giusto?”. E così ha fatto l’unica cosa in suo potere per offrire ai suoi ragazzi un futuro di dignità e non di rinuncia. Una storia  rara e un esempio positivo da seguire.

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