Al via il “Reddito di inclusione”: fino a 490 euro al mese per contrastare la povertà

Al via il “Reddito di inclusione”: fino a 490 euro al mese per contrastare la povertà

“Via libera definitivo al Reddito di Inclusione. Un aiuto a famiglie più deboli, un impegno di Governo Parlamento e Alleanza contro #povertà”. Si è affidato a un tweet il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni per annunciare l’approvazione definitiva, da parte del Consiglio dei Ministri—su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti—del decreto legislativo che introduce il Reddito di inclusione (Rei), in attuazione della legge sul contrasto della povertà, il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e il rafforzamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali (legge 15 marzo 2017, n. 33).

Il Reddito di inclusione, come può leggersi nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri successivo all’approvazione del decreto (n. 42 del 29 agosto 2017), rappresenta una misura unica a livello nazionale di “contrasto alla povertà e all’esclusione sociale” che sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) e l’Assegno di disoccupazione (Asdi).

In parole più semplici, dal 1° gennaio 2018, le famiglie che versano in uno stato di dissesto economico potranno accedere ad un beneficio economico erogato su dodici mensilità e proporzionale al numero dei membri del nucleo familiare richiedente. Unitamente alla prestazione economica, inoltre, la famiglia riceverà una serie di servizi alla persona nell’ambito di un “progetto personalizzato” volto al superamento della condizione di povertà.

Andiamo a vedere ora nel dettaglio in cosa consiste il Reddito di inclusione, quali sono i requisiti per accedervi e come determinare l’importo spettante.

Che cos’è il Reddito di inclusione?

La misura di cui si parla, innanzitutto, è articolata in due componenti. La prima componente, come anticipato, consiste in una prestazione economica erogata su dodici mensilità (per un massimo di 18 mesi), il cui importo viene determinato in relazione al numero  dei membri (da 1 a 5 o più) della famiglia richiedente. Questo vuol dire che più numerosa è la famiglia, maggiore sarà la somma a cui si ha diritto. Nello specifico, l’importo del beneficio andrà da circa Euro 190,00 mensili per una persona sola, fino a quasi Euro 490,00 per un nucleo con cinque o più componenti.

Il Reddito di inclusione, però, non si esaurisce nella sola prestazione economica anzidetta: parallelamente, la famiglia avrà accesso gratuitamente ad una serie di servizi alla persona (afferenti alla rete dei servizi e degli interventi sociali di cui alla legge n. 328 del 2000) finalizzati al superamento dello stato di povertà in cui si trova.

Ad oggi, purtroppo, non è possibile elencare i servizi fruibili dato che gli stessi verranno identificati—e quindi predisposti—esclusivamente all’esito di una valutazione dei bisogni del nucleo familiare richiedente.

La valutazione, in particolare, “terrà conto della situazione lavorativa e del profilo di occupabilità, dell’educazione, istruzione e formazione, della condizione abitativa e delle reti familiari, di prossima e sociali della persona” (comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 42 del 29 agosto 2017).

All’esito della valutazione, quindi, verrà predisposto un “progetto personalizzato” di reinserimento sociale e nel mondo del lavoro volto al miglioramento della condizione economica dei beneficiari la misura. Il “progetto personalizzato” individua:

— gli obiettivi generali;

— i risultati specifici da raggiungere;

— i sostegni, in termini di specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita;

— gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico verrà condizionato, da parte dei membri della famiglia.

Si badi bene che l’adesione al “progetto personalizzato” da parte del nucleo familiare rappresenta uno dei requisiti che devono sussistere per la concessione della misura. Infatti, nell’ipotesi in cui la famiglia—in possesso dei requisiti di cui parleremo nel prossimo paragrafo—aderisca al “progetto personalizzato”, il beneficio verrà revocato qualora i suoi membri non rispettino gli impegni assunti.

reddito inclusione

Quali sono i requisiti per accedere al reddito di inclusione?

Fermo restando che l’adesione al “progetto specifico” (e il suo rispetto) è condizione necessaria all’ottenimento (e mantenimento) del beneficio economico e dei sostegni individuati nel medesimo, andiamo a vedere quali sono i requisiti relativi alla situazione economica che la famiglia richiedente deve possedere.

Nello specifico, il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’ISEE (in corso di validità) non superiore ad Euro 6.000,00. In ogni caso, il valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non potrà superare Euro 20.000,00 – quindi, anche nell’ipotesi in cui il valore dell’ISEE sia inferiore ad Euro 6.000,00. Inoltre, non potranno ottenere il Reddito di inclusione i proprietari di imbarcazioni, o auto e moto immatricolati nei 24 mesi precedenti la richiesta.

Il solo svolgimento di un’attività lavorativa è compatibile con la fruizione del beneficio, essendo il criterio di accesso adottato quello della situazione economica equivalente del nucleo familiare. Al contrario, se un membro della famiglia fruisce della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpl) ovvero di un altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria, il Reddito di inclusione dovrà ritenersi precluso.

Si badi bene che, in prima applicazione saranno prioritariamente ammessi al Reddito di inclusione i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni.

Infine, nell’ipotesi di famiglia che abbia già fruito del beneficio, sarà ulteriormente necessario che siano trascorsi almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poter richiedere nuovamente la misura.

A conclusione del presente paragrafo deve ricordarsi che il solo possesso dei requisiti anzidetti non garantisce l’automatico accesso alla prestazione economica, dovendo la famiglia aderire al “progetto personalizzato”, con le conseguenze già illustrate.

Come fare domanda per ottenere il reddito di inclusione?

Il Consiglio dei Ministri ha reso noto che al Reddito di inclusione si potrà accedere attraverso una comoda dichiarazione a fini ISEE precompilata “che caratterizzerà l’accesso a tutte le prestazioni sociali agevolate migliorando la fedeltà delle dichiarazioni da un lato e semplificando gli adempimenti per i cittadini dall’altro”.

Il beneficio sarà fruibile dal 1° gennaio 2018 mentre le domande potranno essere proposte a partire dal 1° dicembre 2017. Resta, ora, solo da attendere che l’I.N.P.S. renda note— possibilmente entro il 1° gennaio 2018—le istruzioni operative di presentazione della domanda.
Avv. Diego Montemaggi

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