Quando rimanere in casa a bere con gli amici conviene

Quando rimanere in casa a bere con gli amici conviene

È un venerdì come gli altri, e finita la settimana di lavoro il pensiero va a un weekend di relax, tra Netflix e uscite in compagnia di amici con qualche drink. Uno studio di due università inglesi ha di recente mostrato che bere in compagnia ci rende in effetti più felici.

Attraverso un’apposita app per telefono, i ricercatori hanno mappato le abitudini di oltre 31mila britannici per circa 3 anni. In diversi momenti della giornata, la app chiedeva ai partecipanti di indicare la propria attività in quel preciso momento e il proprio livello di felicità (su una scala da 1 a 100).

I risultati? Bere ha un impatto inequivocabile sulla felicità individuale. Ma quali sono i “costi” di una sbronza? L’anno scorso, il Centers for Disease Control and Prevention statunitense ha calcolato che l’eccesso di sostanze alcoliche costa all’economia statunitense 220 miliardi di dollari l’anno, circa 2 dollari per ogni drink consumato.

Il 72% di questo costo (1,37 dollari per drink) è dovuto alla perdita di produttività nei giorni successivi–un buon motivo lasciarsi andare solamente durante il fine settimana. In Australia, il gruppo farmaceutico Sanofi-Aventis (che produce la Recoverlyte, un integratore alimentare “per aiutare il tuo corpo a recuperare da una notte brava”) ha intervistato mille lavoratori, scoprendo che circa il 10% pianificava di prendersi fino a tre giorni di ferie durante le ultime due settimane dell’anno, in previsione dei vari festeggiamenti–per una perdita di circa 2 miliardi di dollari australiani.

bere

Non solo. Tra coloro che dichiaravano di presentarsi al lavoro dopo il tradizionale Office Christmas Party anglosassone, più di un quarto dichiarava di “funzionare” al 50% della propria produttività. Risultati analoghi sono stati trovati da una ricerca commissionata dal sito di viaggi lastminute.com, che ha intervistato 1500 impiegati britannici–mentre la Commissione Europea ha calcolato che “i costi sociali attribuibili all’alcool sono pari a 155 miliardi di euro l’anno in Europa”.

Per non parlare dei costi individuali. A fare due conti ci ha pensato Cait Flanders, autrice del blog “Blonde on a budget”, che a 27 anni ha iniziato un percorso per smettere definitivamente di bere. Alla fine dei 5 anni della “high school”–la nostra scuola superiore–con una spesa media di 12 dollari a settimana, Cait aveva già speso circa 3mila dollari in alcool.

Due anni “off” prima di iniziare l’università, tra i 18 e i 20 anni, e un’altra spesa totale di 6.240 dollari: “nei due anni in cui non stavo studiando, bevevo probabilmente almeno tre notti a settimana”, per una spesa di 40 dollari a settimana come minimo e 80 come massimo. E via dicendo, sino ad arrivare ai fatidici 27 anni.

“Sommando tutto–spiega Cait–ho speso circa 35mila e 712 dollari per fare festa; cioè 2.463 dollari l’anno per 14,5 anni, e si tratta di una stima molto al ribasso”. Quasi 36mila dollari che, secondo il ragionamento della blogger, sarebbero potuti essere investiti in un fondo per la pensione che–con un interesse del 2%, avrebbe fruttato oltre 5mila dollari. D’altro canto, spendere 50 euro a settimana per qualcosa (qualsiasi cosa) significa spendere 2600 euro l’anno, e 13mila ogni 5 anni. Buone ragioni per domandarsi se sia il caso di poggiare il bicchiere.

Immagini | Foto 1 di Didriks via Flickr| Foto 2 di Jiří Zůna via Flickr

Franco Rosso