Rischi e vantaggi di comprare online con lo smartphone

Rischi e vantaggi di comprare online con lo smartphone

In media, controlliamo il nostro smartphone 150 volte al giorno. Ma questa non è nemmeno più una novità. Forse più sorprendenti sono i dati relativi ai modi in cui utilizziamo il nostro cellulare e a come questi vadano a modificare attività che fino a qualche anno fa svolgevamo diversamente. 

Un caso particolarmente interessante è quello dello shopping.

L’incredibile ascesa dello shopping mobile

Nell’ambito degli acquisti online, gli smartphone stanno prendendo sempre più piede. Negli Stati Uniti, per esempio, questi sono il principale metodo di acquisto per la generazione dei millennials: l’89% dichiara di utilizzarli per acquisti in e-commerce, una quota che supera quella dei laptop (75%), dei tablet (45%) e dei computer (37%).

Anche in Italia è in aumento questo trend. Secondo, infatti, i dati della ricerca Total Retail 2017 di Pwc – che ha analizzato i comportamenti di consumo online e l’attitudine alla multi-canalità di 24.500 consumatori in 32 paesi (tra cui oltre 1000 italiani) – l’Italia è il terzo Paese al mondo per penetrazione degli smartphone, con l’85% della popolazione che ne utilizza uno abitualmente.

Inoltre, già nel 2016 il 36% degli italiani intervistati – continua la ricerca della società di consulenza globale – ha utilizzato almeno una volta lo smartphone per fare acquisti, e il 20% almeno una volta a settimana, per una crescita impressionante, pari a un +43% rispetto all’anno precedente, il 2015, quando questa quota si fermava al 14%.

Questo si riflette in una crescita degli acquisti tramite app e siti mobile responsive e nel ruolo sempre più importante dello smartphone nelle fasi precedenti all’acquisto: il 40-43% degli italiani intervistati dichiara di utilizzarlo per ricercare informazioni sui prodotti, o leggere recensioni.

Foto di Bino Storyteller modificata in b&n via Unsplash.

Foto di Bino Storyteller modificata in b&n via Unsplash.

Cosa succede quando compriamo con lo smartphone

Rimane da domandarsi se questa rivoluzione per quanto riguarda gli strumenti di consumo conduca anche a una “modifica dei comportamenti, rendendoci consumatori diversi rispetto a quelli che siamo utilizzando metodi tradizionali. Per dirne una, lo smartphone ci permette ovunque ci troviamo di confrontare i prezzi a livello non solo nazionale ma globale, facendoci qualche euro; mentre compagnie come Amazon (utilizzata dal 91% degli italiani) sono sempre pronte a offrire la soluzione migliore sulla base delle nostre esigenze.

Eppure c’è anche un risvolto meno positivo, almeno secondo una recente ricerca della University of British Columbia, che getta luce sul rapporto tra il comportamento dei consumatori e le tecnologie digitali. Secondo lo studio, è molto più probabile indulgere in “piaceri edonistici”, facendo acquisti non essenziali, quando usiamo lo smartphone: compriamo più di frequente sulla base di impulsi momentanei e rispondendo a bisogni frivoli se usiamo un touchscreen, rispetto a un computer normale.

“La natura giocosa e divertente dei touchscreen aumenta il nostro favore verso i prodotti di carattere edonistico, mentre la natura funzionale e logica di un computer fisso rafforza la nostra preferenza per prodotti utili”, ha spiegato Ying Zhu, autore della ricerca, che ha anche mostrato come utilizzare la tecnologia touchscreen diminuisca la capacità di pensare razionalmente.

Per farlo, gli studiosi hanno condotto una serie di esperimenti sugli studenti dell’Università: “In generale, abbiamo imparato che usare un touchscreen evoca nei consumatori ‘pensieri esperienziali’”, ha spiegato Zhu, che ha concluso: “Il mio consiglio per consumatori che vogliono risparmiare è quello di mettere via lo smartphone quando dovete decidere di fare acquisti!”.

Perché lo smartphone ci rende shoppers più superficiali

Ma perché osserviamo questi risultati? Come già detto, un ruolo chiave è legato al contenuto emozionale dell’esperienza a cui siamo indotti utilizzando gli smartphone, e dal modo in cui questi stimolano il nostro cervello. Gli smartphone, infatti, sono costruiti per permetterci di controllarli ripetutamente: nuove email, messaggi, aggiornamenti provenienti dai social networks tempestano il nostro schermo durante la giornata, spingendoci a rendere il gesto di trarre il telefono fuori dalle tasche una vera e propria abitudine (un po’ come chiudere la porta di casa a chiave senza rendercene conto) – ma anche un’ossessione.

Abituati a utilizzare il nostro smartphone con più frequenza di qualsiasi altra attività quotidiana, è semplice per noi estendere questo comportamento agli acquisti. Di fatto, un semplice click ci separa dall’oggetto o dal servizio che desideriamo, presentato nella maniera più accattivante possibile, e questo abbassa le barriere di “attenzione che sarebbero altrimenti in gioco facendo acquisti in altro modo.

Inoltre, la psicologia del consumo ha già da tempo mostrato che gli acquisti impulsivi tendono a essere legati alla sfera sociale e allo status (compriamo quello che gli altri hanno, o che vorrebbero avere), una sfera gonfiata dai social network onnipresenti nei nostri telefoni.

L’e-commerce di fatto diventa un perfetto incontro tra tendenza all’acquisto impulsivo e abitudine all’utilizzo del mezzo digitale in un feedback loop di emozioni positive e reazioni social, che rendono sempre più probabile ripetere il gesto.

Foto di bruce mars modificata in b&n via Unsplash

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Le app per diventare consumatori intelligenti

Per i rivenditori, è una sorta di paradiso. Gli smartphone permettono infatti di capire sempre più a fondo mentalità e desideri dei consumatori, e di adeguare le offerte al singolo utente. In gergo si chiama “linguaggio del corpo digitale”, e si tratta della combinazione di tutte i micro-segnali lasciati dal consumatore mentre visita un sito di e-commerce, magari attraverso una app con autenticazione via social, che permette di analizzare i principali interessi di partenza dell’utente. Le piattaforme più intelligenti sono addirittura in grado di rispondere alle preferenze dell’utente, cambiando layout sulla base dei comportamenti registrati nelle visite precedenti.

Allo stesso tempo, crescono in numero anche le app che vogliono offrire ai consumatori digitali la migliore esperienza possibile e aiutare nella selezione dei prodotti. Eccone alcune:

Privalia: con 28 milioni di utenti in tutto il mondo, l’outlet di moda nato a Barcellona oltre 10 anni fa propone ogni giorno offerte e vendite ad evento da parte dei migliori marchi a prezzi difficilmente battibili.

Checkbonus: questa app permette di guadagnare buoni sconto e gift card entrando nei punti vendita convenzionati: così, più tempo trascorri nei più di 2mila punti vendita convenzionati nella sola Italia, più accumuli punti che ti permettono di acquisire sconti e promozioni.

Depop: 6 milioni di utenti e un’anima italiana – essendo stata incubata in H-Farm.  È una vetrina online per scambiare idee sui vestiti e mettere in vendita le tue creazioni, o abiti di seconda mano.

Cortilia: Il primo mercato agricolo online a mettere in contatto i consumatori con agricoltori, allevatori e produttori artigianali, per fare la spesa come in campagna.

Insomma, la scelta di diventare dei consumatori più consapevoli, e meno in balia dei nostri telefoni, è a portata di click.

Immagine di copertina di bruce mars modificata in b&n via Unsplash.