Come guadagnare e risparmiare con il baratto in Italia nel 2016

Come guadagnare e risparmiare con il baratto in Italia nel 2016

Vivere di sharing economy. Lasciare il proprio lavoro per guadagnare con l’economia collaborativa può sembrare un’idea bizzarra, ma c’è chi lo ha fatto. La statunitense Emily Castor, oggi manager di Lyft, piattaforma attraverso la quale si possono offrire e cercare passaggi in auto, ha raccontato in un Ted Talk di quando si è licenziata da un lavoro che odiava per vivere di ciò che aveva, quindi affittando la sua stanza su Airbnb o noleggiando la sua auto a estranei.

Ovviamente non è necessario lasciare il proprio lavoro per arrotondare con Airbnb o altre formule analoghe. Ma è pur vero che, per quasi tutte le attività quotidiane che richiedano un impegno economico, oggi esistono delle piattaforme di sharing economy che consentono di usufruire di un servizio gratuitamente o a prezzi inferiori a quelli offerti dagli operatori tradizionali, o di guadagnare offrendo in prima persona quei servizi.

E per farlo non è necessario vivere nella Silicon Valley. Per capire quali siano le possibilità offerte in Italia dalla sharing economy si può consultare una ricerca realizzata da Collaboriamo.org con il supporto di Phd Italia e coordinata da Marta Mainieri, che contiene la mappatura delle piattaforme attive nel Paese nel 2015.

Gratis è meglio

Mappa alla mano, possiamo tornare a chiederci: si può vivere di sharing economy? Sicuramente si possono fare molte cose gratuitamente. Per esempio, molte piattaforme promuovono il baratto. Per lo scambio, il riuso o il baratto di cose generiche c’è l’imbarazzo della scelta, tra BarattoFacile, Cose inutili, E-barty, Kijiji, Permute, Permuteonline, Persoperperso, Reoose, Soloscambio e Zerorelativo.

Ma esistono anche delle piattaforme specifiche su determinati settori: per esempio, con Ifoodshare, Scambiacibo e Nextdoorhelp si possono scambiare generi alimentari ed eccedenze di cibo. Per gli amanti della lettura è possibile scambiare libri con Appboosha, Biblioshare e Superfred, mentre per lo studio ci sono Docsity, che consente la condivisione di appunti, dispense e video di lezioni universitarie, e Oilproject, con cui si mettono in comune corsi e lezioni sia scolastiche che universitarie.

Se si ha bisogno di qualcuno che faccia determinati lavori che non si è in grado o non si ha tempo di fare (programmazione web, assistenza contabile, riparazioni domestiche) c’è TimeRepublik, che funziona come vera e propria banca del tempo: non si paga in denaro ma in unità di tempo, che si posso guadagnare offrendo le proprie competenze e il proprio aiuto ad altri utenti della piattaforma.

Gli amanti degli animali possono ritrovarsi su Animali alla pari, con cui si trovano persone a disposizione per scambiarsi il favore di prendersi cura degli animali domestici degli altri utenti della community, senza dover assumere dog e cat sitter.

E per chi vuole andare in vacanza, si può alloggiare gratuitamente con lo scambio di casa, su piattaforme come Guestoguest, Homelink, Nightswapping e Scambiocasa. Oppure con BarattoBB, che consente di alloggiare in un bed and breakfast offrendo in cambio di prodotti o servizi, o Bed&Learn, con cui l’ospitalità viene scambiata con lezioni di ogni tipo, da quelle di lingua al cake design.

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Abbasso la proprietà!
Non è necessario comprare tutto di cui si ha bisogno, perché la sharing economy permette di prendere a noleggio ogni genere di bene. E, specularmente, di guadagnare offrendo in affitto ciò che si possiede. Su LocLoc e Sharing it!, si può noleggiare qualsiasi cosa, mentre su Mysecretdressingroom si possono affittare vestiti di marca e su Sharewood le attrezzature sportive.

Chi non possiede un’auto potrà muoversi con innumerevoli servizi di trasporto condiviso (e chi ce l’ha potrà guadagnare soldi offrendo un posto in macchina ad altri utenti): per lunghe tratte, si possono chiedere e offrire passaggi con Autoincomune, Autostrade Carpooling, Avacar, Blablacar, Drivebook, Flootta, iGoOn, JoJob, Roadsharing e Viaggiansieme; per muoversi in città invece si può provare con Clacsoon, Letz-go, Mooca, Scooterino e Strappo. Per i nottambuli c’è Clubsharing, un car-pooling per chi frequenta locali notturni, concerti o eventi.

Come guadagnare con la sharing

Molte piattaforme consentono di guadagnare con ciò che si possiede già, o con ciò che si sa fare, offrendo servizi ad altri privati. Una menzione particolare spetta a Airbnb, con cui si può mettere a disposizione la propria casa, camera, o anche solo un posto letto ad altri utenti in cambio di denaroConviene al padrone di casa–che può arrotondare senza dover mettere su un’attività imprenditoriale–e conviene anche a chi prende in affitto l’alloggio, che può risparmiare sul soggiorno.Oltre a Airbnb, si può provare anche con Tripwell e Bedycasa.

Chi possiede un’auto e deve affrontare un viaggio può offrire passaggi ad altri utenti con le piattaforme già citate in precedenza, ma anche offrirsi per una consegna, tramite TocTocBox. Se ci si muove in città, si può dare la propria disponibilità per consegne entro i limiti urbani con YouPony.

I cuochi provetti possono guadagnare con il social eating, con cui si preparano pasti in casa propria e si offrono a pagamento ad altri utenti. Le piattaforme attive su questo fronte sono BonAppetour, Gnammo, Kitchenparty, PeopleCooks e Vizeat. In alternativa, si può preparare e vendere del cibo da asporto, con Mamau e MyChefhome.
E se si conosce la propria città e si ha del tempo libero ci si può offrire come “local friend” per turisti stranieri con Guide me right: in questo modo si guadagna mostrando a utenti in visita le meraviglie architettoniche, la vita notturna e il lifestyle della città.

Immagini via Flickr | Copertina di Enric Fradera | Foto 1 di Elin Schönfelder