3 modi per risparmiare e spendere senza indebitarsi

3 modi per risparmiare e spendere senza indebitarsi

A volte, ricorrere a un finanziamento è l’unica strada per chi deve affrontare spese importanti in poco tempo. Non è detto, però, che una “vita a rate,” in cui si passa di scadenza in scadenza, sia sempre la soluzione.

Se la spesa da affrontare non è imprevista, ma si tratta di un acquisto che è possibile programmare per tempo–come quello per una vacanza, spesso pianificata con diversi mesi d’anticipo, di un corso formativo, di un device elettronico–esiste un’alternativa all’indebitamento.

Anziché pagare a rate a posteriori, infatti, si possono mettere da parte dei soldi prima e in maniera graduale, finendo–se ben indirizzati–persino a ottenere un bel risparmio netto. Esistono vari modi per provare a farlo, ecco qui una breve lista.

Aprire un conto deposito

Un primo esempio è quello di iniziare a depositare piccole somme, a intervalli regolari, su un conto deposito–stando attenti ai vincoli di questo strumento, perché in alcuni casi i rendimenti non sono garantiti se si ritira il denaro prima della scadenza prevista.

Il vantaggio del conto deposito è quello di “difendere” la nostra piccola somma iniziale dalle necessità di spesa quotidiane (non avendolo “in tasca”, è meno probabile che andremo a spendere questo denaro), permettendole di crescere nel tempo senza sottrarre troppo al nostro budget mensile.

È possibile anche aprire un conto corrente a zero spese, anche se–in questo caso–l’assenza di vincoli al prelievo può rendere più “semplice” cadere in tentazione, e mettere a repentaglio il lavoro di accumulo.

Un aspetto importante da tenere sempre presente è il costo del prodotto finanziarlo scelto: più caro è il prodotto (in termini di commissioni, costi di ingresso e uscita, eccetera) minore sarà il rendimento netto. Da questo punto di vista, aprire un conto è sicuramente tra le scelte meno costose, ma la cifra non crescerà più di tanto nel tempo perché gli interessi che si ottengono sono solitamente relativamente bassi.

Le polizze assicurative

Piccole somme si possono anche investire in una polizza assicurativa che permetta caricamenti modesti, e che non preveda costi di ingresso o di uscita. Queste polizze consentono di investire in gestioni separate, con cui si possono ottenere rendimenti sul denaro versato.

Alcuni prodotti assicurativi, però, possono avere dei costi elevati. Quindi è sempre opportuno leggere attentamente i documenti informativi per avere un quadro il più chiaro possibile dei costi da attendersi e evitare di sottoscrivere un prodotto che potrebbe dirottare gran parte degli eventuali rendimenti in commissioni e costi di caricamento.

PAC – Piani di accumulo del capitale

Per mettere da parte il nostro gruzzoletto è possibile anche scegliere un Pac–acronimo che sta a indicare Piano di accumulo del capitale. Si tratta di modo per investire attraverso piccole rate versate a intervalli regolari, diverso quindi dal classico Pic, o Piano di investimento di capitale, con cui è possibile investire esclusivamente versando tutta la somma in un’unica soluzione.

Se si decide di avviare un piano di accumulo, ci possono essere dei costi per la sottoscrizione e, in alcuni casi, costi per ciascun versamento (anche se questi ultimi possono limitare stabilendo dei pagamenti dilazionati, trimestrali o semestrali, anziché mensili). Ma il Pac si può fare anche in modalità “fai-da-te”: si tratta di destinare una certa somma, decisa autonomamente in base alle proprie esigenze e versata a intervalli regolari, per l’acquisto di un paniere di Etf, o Exchange traded fund, direttamente sul mercato (attraverso un conto titoli online o dando l’ordine alla propria banca).

Gli Etf sono prodotti quotati in Borsa, che investono in diversi titoli azionari e classi di titoli al fine di replicare l’andamento di un certo indice, e per questo motivo offrono contemporaneamente il vantaggio della diversificazione degli investimenti (quindi la diminuzione del rischio) e quello di costi molto contenuti.

Diversamente dai fondi a gestione attiva, dove chi lo gestisce deve compiere scelte di investimento e quindi viene remunerato con commissioni più elevate, gli Etf–proprio perché seguono indici prestabiliti–sono prodotti a gestione passiva, e di conseguenza con una struttura di costi molto più leggera.

Ovviamente non è sempre possibile pianificare il proprio futuro. Ma una gestione oculata può fare la differenza per potersi permettere quella tanto meritata vacanza che si aspetta per tutto l’anno.

Immagine via Unsplash

Maristella Loiudice