L’economia circolare della “rivoluzione dei cestini” trasforma il Brasile

L’economia circolare della “rivoluzione dei cestini” trasforma il Brasile

“Qui manca tutto. Manca un parco dove far giocare i bambini, mancano persino i dottori nelle cliniche mediche”. Con queste parole il 25enne brasiliano Deivid spiegava al giornale locale Notícias do Dia cosa significa vivere a Chico Mendes. La comunidade intitolata al sindacalista e ambientalista ucciso nel 1988 è una delle 64 favela di Florianopolis, città da quasi 500mila abitanti posta a capitale dello stato di Santa Caterina, nell’estremo Sud del Brasile, dove  si stima che oltre il 10% dei residenti viva in una di queste comunidades irregolari.

“Sto per diventare padre e vorrei poter continuare a vivere qua”, aggiungeva Deivid con preoccupazione. Ma non sembra che le ultime news provenienti dal quartiere possano alleviare l’angoscia di questo neo-papà. La comunidad di Chico Mendes è infatti piagata dalla violenza legata al traffico della droga, e già lo scorso maggio si registrava proprio qui l’ottantasettesima morte violenta della città nei soli primi cinque mesi del 2017.  

Eppure è proprio in questo territorio difficile che la Ong Cepagro ha deciso di impegnarsi per migliorare la vita e le prospettive future degli abitanti, spesso giovani e giovanissimi. Chico Mendes era infatti colpita da una delle principali vulnerabilità dell’emergente mondo urbanizzato: le enormi difficoltà nello smaltimento dei rifiuti e i conseguenti problemi di igiene e salute.

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“Da tutti i punti di vista, la gestione dei rifiuti solidi è un crescente problema economico e finanziario per i Paesi in via di sviluppo”, avevano ammonito già 22 anni fa i consulenti delle Nazioni Unite Inge Lardinois e Arnold van de Klundert in un famoso rapporto. Secondo la società di consulenza McKinsey, tra il 2009 e il 2013 il Brasile è stato proprio uno dei Paesi più toccati da questa emergenza, con un aumento dei rifiuti prodotti del 15% annuo e una diminuzione della capacità di raccolta dell’11% annuo.

È proprio in questi anni, però, che la Cepagro ha iniziato il suo difficile ma costante lavoro, al nome della Revolucão dos Baldinhos o, in italiano, “rivoluzione dei cestini”. La Ong è infatti riuscita a coinvolgere circa 120 famiglie della comunidade, che da qualche anno si impegnano nel compostaggio di 30 tonnellate di rifiuti l’anno.

Insieme alle donne del quartiere, i volontari della Cepagro hanno dato vita a un’importantissima opera di sensibilizzazione ai metodi di riciclaggio come metodo per ottenere una maggiore sostenibilità ambientale e di educazione a un sistema economico circolare, in cui lo scarto (in particolare quello alimentare) non è visto come un problema ma come una risorsa e un’opportunità di crescita.

Nel cortile della scuola Chico Mendes le donne e gli uomini di questa comunità portano tutti i baldinhos che riescono a raccogliere nel quartiere, inviano i rifiuti al setaccio e li gettano in pile di compostaggio, che di lì a poco daranno vita a un prodotto fertilizzante che potrà essere riutilizzato all’interno della comunità.

Tonnellate di rifiuti che erano precedentemente sparsi per la comunità oggi sono così trasformati e restituiti alle famiglie che partecipano al programma, stimolando direttamente l’agricoltura urbana del luogo che, come abbiamo raccontato proprio su Hello!Money, rappresenta una sempre più importante forma di riscatto sociale in alcune delle favelas più difficili del Brasile, come quelle di Rio de Janeiro.

Parte del fertilizzante, inoltre, è venduto da un piccolo gruppo di agenti di commercio provenienti dal quartiere, generando dunque un piccolo reddito utile per la continuazione del progetto. Nel giro di poco tempo, la Revolucão dos Baldinhos ha ridotto i rischi igienici e le vulnerabilità socio-economiche delle zone coinvolte, allontanando i ratti dalle strade e migliorando la vita sociale del quartiere.

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Oggi, questo progetto è diventato un vero e proprio punto di riferimento nello stato di Santa Caterina e la “tecnologia sociale” messa a punto a Chico Mendes ha numerosi seguaci su tutto il territorio federale carioca. Ormai da nove anni la Ong Cepagro organizza workshop e percorsi educativi nelle scuole, per istruire i più giovani sui benefici del compostaggio solido e liquido, sulla produzione di sapone dall’olio di cucina riciclato e per la promozione di uno stile di alimentazione sano—un punto particolarmente importante vista la epidemia di obesità che sta colpendo le zone più remote dello stato brasiliano.

Per l’impresa, Cepagro ha ricevuto numerosi premi, mentre i rapper locali Alan e Maicon hanno composto una canzone: “Ognuno fa la propria parte / col compost pianteremo molti alberi / spariranno scarafaggi, vermi e ratti”.

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