La scuola che insegna a tuo figlio le competenze del futuro

La scuola che insegna a tuo figlio le competenze del futuro

Investiamo sui bambini”, dice a Hello!Money Carlo Carraro, presidente della Fondazione H for human e responsabile dell’area Education di H-Farm. “Diamogli una scuola che sia innovativa e ‘rinascimentale negli intenti, che li coinvolga con strumenti tecnologici e valorizzi i loro talenti… e ai bambini inizierà a piacere andare scuola”.

Nonostante mantenga nel suo complesso un buon livello di base, negli ultimi anni il sistema scolastico italiano è finito al centro di numerose polemiche, accusato di non essere al passo con i tempi e di offrire agli studenti saperi poco richiesti dal mercato del lavoro. Nell’Unione Europea, l’Italia risulta infatti tra i Paesi in cui il cosiddetto “divario competenze-lavoro” è tra i più alti in assoluto.

Eppure qualcosa si muove. Infatti si stanno moltiplicando, sia fuori che dentro il sistema della pubblica istruzione, i tentativi di offrire alle prossime generazioni una gamma di competenze più spendibili per il proprio futuro lavorativo, e che possano aiutare a generare processi virtuosi di innovazione in un’economia spesso stagnante, come quella italiana.

Uno di questi tentativi si chiamerà H-Campus, e l’ha fondata Riccardo Donadon, presidente e CEO di H-Farm, la piattaforma di innovazione che da 11 anni aiuta i giovani nella creazione di nuove imprese e che nel 2016 è stata quotata in Borsa.

La “h” di H-Campus (e H-Farm e H-foundation) sta per “Human“, perchè connettendo educazione, tecnologia e cultura l’obiettivo, sicuramente molto ambizioso, è quello di porre le basi per un “nuovo umanesimo”.

Le richieste sono già molte, e sono cresciute negli ultimi mesi per quella che ha l’ambizione di essere la scuola più bella d’Italia. In rampa di lancio per l’anno scolastico 2018-2019, il campus si trova nella campagna trevigiana in una superficie di 300mila metri quadrati, immerso nel verde, per un investimento pari a 60 milioni di euro.

Il progetto H-Campus si propone di accompagnare la formazione dai 3 ai 26 anni, dall’infanzia fino ai master universitari. Un unicum a livello italiano ed europeo, insomma. “Dopo la sbornia tecnologica degli ultimi anni, i prossimi anni saranno caratterizzati da una selezione delle tecnologie e da una convivenza più produttiva”, dice Riccardo Donadon.

Già oggi, H-Farm offre corsi specifici, come la H-International school per ragazzi fino ai 18 anni, improntata sul modello delle high school della Silicon Valley, o il Digital Winter Camp, dedicato a ragazzi tra i 12 e i 15 anni. Qui i ragazzi impareranno a programmare con mBlock i kit Arduino, a modellare e stampare in 3D, a utilizzare il kit per inventori MakeyMakey e a creare video-presentazioni.

Progetti che saranno rafforzati grazie al protocollo d’intesa firmato solo poche settimane fa con il MIUR, il ministero dell’istruzione, con l’obiettivo di promuovere “attività per migliorare le competenze digitali degli studenti e la costruzione di percorsi innovativi di alternanza scuola-lavoro”.

Di fronte alla preoccupazione per la possibilità per tutti di accedere a questi corsi, Carlo Carraro promette: “Non sarà una scuola elitaria: per quanto riguarda la scuola primaria e secondaria le rette sono uguali o inferiori a quelle di altre scuole internazionali. E poi ci saranno borse di studio e supporto finanziario per renderla il più possibile accessibile a chiunque”.

Sono state infatti strutturate borse di studio per studenti meritevoli, e finanziamenti con possibilità di rientri della durata di 17 anni. In più ci sono in essere convenzioni con grosse aziende e enti pubblici che hanno già finanziato in tutto o in parte determinati corsi, permettendo rispettivamente ai figli dei propri dipendenti e ai cittadini di partecipare gratuitamente o a costi ridotti.

È anche per questo che, nel suo Apple keynote, nello scorso settembre il CEO di Apple Tim Cook ha citato proprio H-Campus tra le cento realtà al mondo che investono per il futuro dei giovani.

Immagine via Unsplash