La nuova stagione d’oro dei musei italiani

La nuova stagione d’oro dei musei italiani

45,5 milioni di biglietti staccati nel 2016 e incassi che hanno raggiunto quota 175 milioni di euro. Sono solo alcuni dei dati sullo “stato dell’arte” (è proprio il caso di dirlo) italiana, presentati a Roma il 13 novembre scorso, a tre anni dalla riforma che ha riguardato i musei statali del Paese.

Riforma, quella del 2014, che, tra i tanti obiettivi, aveva anche quello di dar vita a un sistema museale nazionale, composto dalla Direzione Generale Musei, a sua volta articolata in 17 poli museali e 32 istituti autonomi. I numeri italiani sono in netta controtendenza rispetto al contesto europeo, dove invece si registra anche nel 2016 un calo dei visitatori.

Verso i 50 milioni di visitatori

Cifre positive, quindi, quelle dei musei del Belpaese, che trovano conferma non solo in un 2016 che, rispetto al 2015, ha visto aumentare gli incassi di ben 20 milioni di euro, ma anche nel corrente 2017 che tra gennaio e settembre ha già visto crescere i visitatori di un ulteriore 9,4% con un aumento degli introiti del 13,5% rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente: il che rende sempre più vicino il raggiungimento di un nuovo record, quello dei 50 milioni di visitatori.

Tra le regioni con il maggior numero di visitatori nei luoghi della cultura statale troviamo stabile al primo posto il Lazio (sorpassate le 20 milioni di presenze) ma a sorpresa nel 2016 al secondo è la Campania (con oltre 8 milioni di visitatori) a scalzare la Toscana che resta pur sempre sul podio delle regioni più visitate con più di 6 milioni di turisti.

Lazio e Campania testimoniamo come in Italia non sono solo i musei a farla da padroni ma anche il patrimonio archeologico a giocarsi una buona fetta di introiti. Tra Colosseo, Foro Romano, Palatino, Museo archeologico di Napoli, parco archeologico di Paestum e Scavi di Pompei, infatti, sono stati 11 milioni i biglietti staccati lo scorso anno.

musei italiani

La sfida di valorizzare un patrimonio unico

Merito, tutto questo, non solo di un’azzeccata strategia di valorizzazione del sistema museale nazionale, ma anche di un vero e proprio mutamento storico che da un lato ha visto un incremento nello sviluppo turistico italiano, dall’altro un radicarsi della consapevolezza del ruolo della cultura come servizio pubblico essenziale.

Servizio pubblico essenziale, dunque, che deve essere fruito, goduto e potenziato nel miglior modo possibile. Un esempio sono le domeniche gratuite (la prima di ogni mese) che, da 39 edizioni a questa parte, hanno portato più di 11 milioni di visitatori nei musei e nelle aree archeologiche statali, diventando così un’abitudine per numerose famiglie italiane.

Al successo delle domeniche gratuite si deve aggiungere anche un considerevole lavoro sui principali social network, che stanno contribuendo a rendere sempre più efficace la presenza del Ministero dei beni culturali (Mibact) e dei poli museali italiani sul web.

Acquisizioni per 4 milioni di euro

Numeri di visitatori e di introiti che crescono, dunque, come continuano a salire anche le acquisizioni di nuove opere da parte del Mibact. È recente la notizia dell’ottenimento delle collezioni della Richard Ginori di Doccia, prima manifattura industriale di ceramica e porcellana a livello europeo, fondata nel 1735 dal marchese Carlo Ginori.

Collezioni, queste, che assieme al museo della ceramica di Doccia, si sommano alle 151 opere che negli ultimi 2 anni il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo si è aggiudicato per arricchire i nostri musei. Sono 4 i milioni di euro spesi per l’ottenimento ad opera del Ministero di sculture, fotografie, porcellane, disegni e quadri (qua trovi l’elenco completo delle acquisizioni).

Il futuro

“Lo stato rafforza l’acquisizione di opere d’arte e le restituisce ai cittadini, arricchendo le collezioni dei musei. Una preziosa azione di tutela resa possibile dalle risorse destinate alle acquisizioni, che nella Legge di Bilancio 2018 sono state aumentate di altri 4 milioni di euro”.

Parole, queste, pronunciate dall’ex ministro Franceschini, che preannunciano le novità del prossimo esercizio finanziario. Otre ai rinnovati 4 milioni di euro per acquisire nel patrimonio dello stato nuove opere, libri e beni archivistici, anche l’assunzione di 200 professionisti; 290 milioni di euro annui per il 2018 e il 2019 in favore del bonus cultura per i 18enni e iva agevolata al 10% per concerti e spettacoli teatrali.

Foto di copertina di Carlo Mirante in cc via Flickr I Immagine 1 di Thanate Than in cc odificata in b&n via Flickr.