Le organizzazioni che vogliono valorizzare gli stage per i giovani in Europa

Le organizzazioni che vogliono valorizzare gli stage per i giovani in Europa

Tra precarietà e incertezza,  lavori senza rimborso, e formazione non sempre all’altezza delle aspettative, la vita dello stagista non è facile. Così, molti si trovano a vivere situazioni che vanno a scapito proprio dei più giovani e delle loro famiglie, costrette a sobbarcarsi spese altissime per far “fare esperienza”.

Per questo, allo scopo di migliorare le condizioni generali dei tirocini in Europa, è nata InternsGoPro, un’organizzazione che, anche alla fine dello scorso anno, ha organizzato l’International Interns’ Day, manifestazione per dimostrare che l’unione fa la forza e soprattutto che, anche se invisibili ai più, sono proprio gli stagisti coloro che mandano avanti moltissimi uffici e organizzazioni.

A fianco di InternsGoPro anche lo European Youth Forum, una piattaforma di 104 organizzazioni giovanili in Europa che ha adottato una Carta europea di qualità dei tirocini, che espone i principi per poter parlare di stage di “buona qualità” e una guida anche per i datori di lavoro. La richiesta dello European Youth Forum è proprio quella di far diventare gli stage un’esperienza preziosa e di qualità in tutto il continente europeo.

A questi si aggiungono poi altri organizzatori per ognuno dei Paesi partecipanti, come la francese Generation Precaire, la Fair Internship Initiative che racchiude gli stagisti alle Nazioni Unite a Ginevra, Vienna e New York, la Repubblica degli Stagisti in Italia e gli stagisti americani di Intern Labor Rights, solo per citare alcuni dei tanti supporter.

L’obiettivo di queste organizzazioni è insomma quello per dare voce ai quattro milioni e mezzo di giovani che ogni anno in Europa fanno un tirocinio. Diventato, ormai, un requisito indispensabile per trovare un lavoro. Eppure proprio questi tirocini che dovrebbero facilitare l’inserimento lavorativo il più delle volte non seguono il loro scopo. Sono i dati a dirlo: il 59% dei tirocini non sono retribuiti, il 40% sono svolti senza alcun tipo di contratto e, soprattutto, il 30% di questi non ha alcun contenuto educativo.

L’elemento più importante è proprio la mancanza di un rimborso spese: perché consente solo a una strettissima cerchia di giovani di poter partecipare grazie al sostegno economico delle proprie famiglie. Ben il 48% dei tirocinanti è in questa situazione: perché, quindi, accettare lo stesso di fare uno tirocinio non pagato? L’ha spiegato in maniera quasi ironica lo European Youth Forum con un video in cui ricorda che si accettano stage che non aiutano poi a trovare un’occupazione solo a causa della mancanza ormai cronica di posti di lavoro disponibili a partire dalla crisi del 2008.

Tirocini, quindi, che hanno principalmente tre forti criticità: non garantiscono alcuna entrata economica né copertura delle spese per il tirocinante; sono il più delle volte senza contenuti didattici, che si concretizzano non necessariamente nel fare caffè o fotocopie ma anche semplicemente nello stare ore senza fare nulla; e quasi sempre non hanno sbocchi lavorativi di nessun tipo, nemmeno un seguente stage retribuito.

Certo, oggi si parla molto di più che in passato di questi problemi, ma non è ancora abbastanza. Tanto che gli organizzatori dell’Interns’ Day hanno deciso di lanciare lo scorso 10 novembre la nuova campagna Trasparency at work con l’obiettivo di portare trasparenza sulle condizioni delle offerte di lavoro e stage. Al progetto si sono unite 20 organizzazioni non governative e Università di otto Paesi con l’obiettivo di aiutare un milione di giovani nell’accedere a migliori opportunità di lavoro entro il 2020. Ma anche per dare maggiore forza alla comunità degli stagisti e raggiungere concreti cambiamenti politici su questo tema. Oggi migliaia di persone hanno lasciato la loro valutazione sul sito. E i dati raccolti andranno a creare la prima classifica internazionale delle migliori società per giovani, organizzate per settore, paese e tipo di lavoro, che sarà ufficialmente presentata il 15 maggio 2018.

“Non possiamo accettare una situazione in cui i giovani, dopo anni di studi, devono lavorare gratis o restare fermi per anni in una transizione incerta verso il mercato del lavoro”, hanno spiegato gli organizzatori della nuova piattaforma cofinanziata dalla Commissione Europea, esponenti dello European Youth Forum, di InternsGoPro e di Brussels Interns NGO (un’organizzazione nata a Brussels nel 2013 con l’obiettivo di promuovere stage di qualità). «”Perché questa situazione blocca i giovani dal costruirsi una vita indipendente e contribuire alla società”.

Nei prossimi sei mesi, quindi, spetta ai giovani dare un feedback sui loro tirocini, apprendistati e lavori: quanti più parteciperanno tanti più dati si otterranno alla fine, aiutando altri giovani nel fare le proprie scelte in futuro. Ma anche i datori di lavoro sono incoraggiati a migliorare i loro comportamenti nei confronti del tema “stage”.

Sullo sfondo, poi, resta un’importante dichiarazione rilasciata da Guy Ryder, DG dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), secondo cui i tirocini senza rimborso spese vadano aboliti perché “sono ingiusti e rappresentano il maggior ostacolo alla mobilità sociale”. Aggiungendo, senza giri di parole, che “si può investire di più nei programmi di tirocinio”. 

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