TAC dopo 60 giorni? Puoi andare dal privato pagando solo il ticket

TAC dopo 60 giorni? Puoi andare dal privato pagando solo il ticket

Secondo l’articolo 32 della Costituzione Italiana, “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Un principio spesso disatteso in molte regioni italiane, soprattutto dove la sanità pubblica non è in grado di garantire servizi efficienti e le liste d’attesa si fanno lunghissime, e per avere una visita specialistica occorre aspettare mesi o, nei casi più estremi, persino anni.

Una situazione vissuta almeno una volta da più di 7 italiani su 10, secondo i dati raccolti dal “Rapporto Italia 2017” di Eurispes. Così, ti sarà probabilmente capitato di doverti recare presso centri privati per sostenere gli esami a pagamento, un “lusso” che purtroppo non tutti possono permettersi. Infatti, secondo il Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute, nell’ultimo anno sono stati più di 12 milioni gli italiani che hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie per mancanza di denaro.

Le lunghe attese della salute pubblica

“Per una colonscopia l’attesa media è di 93 giorni ma al Centro di giorni ce ne vogliono 109”, ha spiegato a la Repubblica Francesco Maietta, responsabile dell’Area Politiche sociali del Censis. “Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni, ma al Sud sono necessari 111 giorni.” 67 i giorni d’attesa per una visita cardiologica, 47 (ma 72 al Centro) per una visita di ginecologia, e 66 giorni (77 al Sud) per una visita ortopedica.

Una situazione che erode la fiducia nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN): in Italia, la quota di insoddisfatti è del 35,5%, ma al Centro e al Sud sale rispettivamente fino al 39,6 e al 52,7%. “Dati che spiegano come mai continua a crescere anche la mobilità sanitaria”, ha continuato a Maietta, “una situazione che riguarda tra i 6 e gli 8 milioni di cosiddetti ‘pendolari della sanità’“.

Un tetto all’attesa

Per porre un freno a questa situazione, esiste il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA), elaborato dal governo di intesa con le regioni italiane e le province autonome di Trento e Bolzano. In questo piano, sono stabiliti i tempi massimi entro il quale il Servizio Sanitario Nazionale deve erogare alcuni esami, visite specialistiche, ricoveri ospedalieri e interventi chirurgici, secondo quattro categorie di priorità.

Queste ultime sono definite secondo le lettere U, B, D e P: la prima (lettera U) dà diritto al cittadino di ottenere una prestazione con urgenza, cioè entro 72 ore, purché la prenotazione avvenga non oltre 48 ore dalla data di prescrizione dell’esame. La lettera B indica tempi “Brevi”, cioè esami da erogare entro i 10 giorni.

Trenta giorni invece per la lettera D se si tratta di visite o, in caso di esami strumentali, 60 giorni. Infine, la lettera P indica le prestazioni “programmate”, che possono avvenire entro un massimo di 180 giorni dalla data di prescrizione.

Il Piano ha poi individuato anche 58 prestazioni il cui tempo massimo d’attesa va garantito almeno al 90% dei cittadini che ne fanno richiesta. Se ciò non avviene, avrai dunque diritto ad andare dal medico privatamente, pagando solo il prezzo del ticket del sistema sanitario.

Quali sono gli esami con tempi garantiti

Un elenco delle prestazioni e dei relativi tempi d’attesa previsti è presente a questa pagina sul sito cittadinanzattiva.it. Per quanto riguarda le 58 prestazioni garantite, invece, lo Studio Cataldi ha presentato un esaustivo elenco che riportiamo di seguito. Tra gli esami strumentali da erogare entro 60 giorni rientrano le TAC, in particolare quelle, con e senza contrasto:

— al torace,

— all’addome (superiore, inferiore o completo),

— al capo,

— al rachide e allo speco vertebrale

—al bacino.

Tra gli esami strumentali che vanno erogati entro 60 giorni al 90% dei cittadini ci sono, poi:

— la mammografia,

— la RMN  a cervello e tronco encefalico,

— la RMN a pelvi, prostata e vescica,

— la RMN muscoloscheletrica,

— la RMN alla colonna vertebrale,

— l’ecografia a capo e collo,

— l’ecocolordoppler cardiaca

—l’ecocolordoppler dei tronchi sovra aortica,

— le ecografie ad addome, mammella e ostetrica-ginecologica.

tac 2

Tra le prestazioni con tempi di attesa garantiti rientrano anche alcune visite specialistiche, che vanno erogate addirittura entro 30 giorni. Si tratta, nel dettaglio, delle visite:

— cardiologica,

— chirurgica vascolare,

— endocrinologica,

— neurologica,

— oculistica,

— ortopedica,

— ginecologica,

— otorinolaringoiatrica,

— urologica,

— dermatologica,

— fisiatrica,

— gastroenterologica,

— oncologica

— pneumologica.

Infine, l’elenco delle prestazioni per le quali i tempi di attesa sono garantiti si completa con altri esami specialistici da erogare entro 60 giorni. Ci si riferisce, in particolare, a:

— colonscopia,

— sigmoidoscopia con endoscopio flessibile,

— esofagogastroduodenoscopia,

— elettrocardiogramma (semplice, a dinamo, da sforzo),

— audiometria,

— spirometria,

— fondo oculare,

— elettromiografia.

Come fare domanda

Come spiegato al Corriere della Sera da Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale del diritto del malato-Cittadinanzattiva, per fare valere questo diritto “Bisogna chiedere l’autorizzazione per fare la visita o l’esame in intramoenia presentando un’istanza formale (meglio tramite raccomandata con ricevuta di ritorno) al direttore generale dell’ASLo dell’Azienda ospedaliera—e all’Assessorato regionale alla Sanità. Un facsimile dei moduli per la richiesta si può trovare sul sito di Cittadinanzattiva”.

In particolare, si tratterà di presentare al direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza una richiesta su carta semplice, nella quale indicare i propri dati personali e riferimenti temporali che giustificano la domanda, allegando adeguata documentazione di supporto. Una volta ricevuta tale richiesta, spetterà all’ASL stessa indicare al paziente la struttura alla quale rivolgersi per svolgere la visita in tempi brevi e al prezzo previsto dal SSN.

Immagini | Copertina | Foto 1 modificata in b&n di Sonny Abesamis via Flickr