Dove vivere bene all'estero con una pensione italiana

Dove vivere bene all'estero con una pensione italiana

“Cento di questi anni!”. L’augurio – non uno dei più originali da sentire al proprio compleanno – rischia di trasformarsi in una nemesi se si pensa al futuro di molti italiani: in pensione a 66 anni e 7 mesi (per ora), con un tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra l’ultima retribuzione e il primo assegno previdenziale che – per chi è nato negli anni Ottanta – sarà intorno al 62%.

Per chi andrà in pensione con un ultimo stipendio pari a 1500 euro al mese, insomma, la pensione non supererà i 920 euro. Non esattamente una prospettiva per la quale fare i salti di gioia. Ma una soluzione c’è e, una volta terminata la vita lavorativa, molti stanno già valutando la possibilità di svernare all’estero, in luoghi in cui la vita sia meno cara, la tassazione sia leggera e il welfare funzioni bene.

L’idea non è affatto nuova: il rapporto WorldWideInps, aggiornato a fine 2014, segnala che l’istituto di previdenza eroga all’estero circa 400.000 trattamenti pensionistici all’anno, per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro in oltre 150 Paesi. Sono tanti i connazionali che hanno già deciso di emigrare in terza età.

Anche se manca del tempo all’assegno previdenziale, farsi un’idea di dove svernano i pensionati italiani (e non solo) può essere utile per vari motivi, ad esempio per valutare se sia il caso di fare un investimento immobiliare in vista di una vecchiaia all’estero.

Europa in testa, crescono i pensionati in Romania e Spagna

Il rapporto evidenzia che “la presenza di pensionati Inps è concentrata nelle aree continentali verso cui storicamente si sono indirizzati i flussi migratori dal nostro Paese”, quali Europa (dove vengono erogate 180.250 pensioni ai residenti all’estero e il trend è in crescita), America settentrionale (102.370), America meridionale (46.330) e Oceania (50.260); in Asia, Africa e America centrale risiedono solo poche migliaia di pensionati Inps, ma il trend è in aumento. Sta invece frenando l’andamento del numero di pensioni nelle Americhe e in Oceania, dove l’età media è piuttosto elevata.

Va detto, inoltre, che gli importi delle pensioni erogate mostra una fotografia diversa: in America meridionale, per esempio, viene erogato il 12% dei trattamenti pensionistici, ma il loro importo supera il 20% del totale pagato all’estero.

In America settentrionale, al contrario, il numero dei trattamenti è il 27% del totale, ma l’importo è intorno al 18%. “Tali differenze – spiega il report – derivano principalmente dall’integrazione al trattamento minimo o dalla presenza di maggiorazioni sociali (o comunque prestazioni legate al reddito) che vengono erogate in alcuni Paesi”.

A livello di singoli Paesi, la meta più gettonata per i pensionati Inps è il Canada con 61.600 pensioni erogate; seguono Australia (50.210), Francia (47.700), Germania (44.000), Usa (40.740), Svizzera (30.950), Argentina (29.630), Belgio (15.340), Regno Unito (10.864), Brasile (10.294).

Anche se sono un po’ più in basso in classifica, lo studio evidenzia che nell’ultimo quinquennio rilevato è aumentato il numero di pensionati italiani che vivono in Romania (+242,11%) e in Spagna (+19,48%), trainata dalle paradisiache Isole Canarie.

Come trasferirsi senza pagare le tasse

Anche se l’erogazione di pensioni all’estero è legata in gran parte ai flussi migratori, va detto che, in gran parte di questi Paesi, per i pensionati c’è un vantaggio fiscale: l’assegno viene corrisposto al lordo, e l’aliquota che si applica è quella del luogo di residenza, che nella maggior parte dei casi è più conveniente di quella che si pagherebbe in patria.

Richiedere il trasferimento è abbastanza semplice: va compilato un modulo, che si può ottenere sul sito INPS, una volta ottenuta la residenza estera, e accertatisi dell’esistenza di un accordo tra le autorità fiscali italiane e quelle del Paese in cui ci si vuole trasferire.

Dopodiché sono tre le condizioni da rispettare per essere considerati contribuenti stranieri: non avere in Italia né domiciliodimora abituale per più di 6 mesi, e non essere iscritti all’anagrafe nazionale dei residenti per più di 183 giorni l’anno. Una scelta definitiva, insomma, che tuttavia – proprio in quanto percettore di pensione italiana – non ti eviterà di dover presentare ogni anno regolare dichiarazione dei redditi alla Agenzia delle Entrate.

Ecco i luoghi in cui trascorrere una vecchiaia da sogno

Il fenomeno delle migrazioni dopo la pensione non è un’esclusiva italiana: in qualsiasi Paese una fetta della popolazione anziana fa i bagagli per trasferirsi in posti più accoglienti e meno cari. La rivista americana International Living  stila ogni anno una classifica dei Paesi più attraenti in cui ritirarsi dopo la pensione.

Portogallo

Tralasciando gli attuali timori destati dai conti pubblici, il Paese è attraente perché la vita costa poco, la gente è amichevole e il mattone è conveniente. Un bilocale sulla Costa d’Argento costa sui 96mila euro, gli affitti variano dai 190 ai 918 euro a seconda di dove si vive (a Lisbona siamo sui 900 euro per una casa con una camera da letto). Il caffè costa 75 centesimi, un pasto da tre portate (acqua e vino inclusi) sui 12 euro.

Spagna

Con ottimo clima, belle spiagge, montagne, città meravigliose, la Spagna garantisce un ottimo stile di vita anche per chi non ha un assegno stellare. In Costa del Sol, una delle mete più gettonate per gli expat  assieme alla Costa Blanca, un appartamento di 133 metri quadri costa sui 220mila euro.

Nicaragua

è l’ottavo migliore posto in cui vivere da pensionato secondo International Living. Nella capitale Managua i prezzi sono già saliti parecchio, ma a Granada – terza maggiore città del Paese, si comprano ottime proprietà con 100-200 dollari al metro quadro.

Thailandia

Praticamente ovunque, in Thailandia è possibile affittare una casa dotata di comfort a 500 dollari al mese. Mentre un buon pasto costa 5 dollari (mancia inclusa) e un check-up completo in un moderno ospedale costa 40 dollari.

Colombia

Nel Paese, a sole 3 ore di volo da Miami, si trovano alcuni dei posti in cui il costo della vita è il più basso che si possa trovare in America Latina, secondo International Living. I prezzi degli immobili sono però saliti ultimamente: a Chapinero Alto, una località del distretto della capitale di Bogotà, un appartamento di 70 metri quadri costa 138mila dollari.

Malesia

È il quinto posto migliore dove vivere, grazie agli ottimi ospedali e a un buon livello dei servizi (la copertura wifi è simile a quella che si trova in Francia e in Italia), e ovviamente dal basso costo della vita.

Costa Rica

Un Paese con una natura meravigliosa e un sistema sanitario di qualità, i cui abitanti sono ritenuti i più felici del pianeta. Anche qui il boom del turismo pensionistico ha fatto lievitare i costi del mattone: nella capitale San José si compra una casa intorno ai 1.131 dollari al metro quadro e un appartamento con 1.623 dollari al metro quadro.

Messico

Il Messico garantisce una buona qualità della vita con prezzi accettabili: secondo il sito pensioneallestero.it, la sanità è buona, l’iscrizione al sistema sanitario costa circa 300 dollari l’anno per chi ha regolare permesso di soggiorno, con 1.500 dollari al mese è possibile affittare una grande casa coloniale, mentre se ci si accontenta di una casa di medie dimensioni si spende sugli 800 dollari.

Ecuador

Paradiso tropicale dove una cena può costare 2,50 dollari e gli anziani residenti hanno diritto a diversi benefici, come pagare metà prezzo su mezzi pubblici e servizi di intrattenimento e ottenere tariffe scontate e rimborsi di imposta sugli acquisti.

Panama

Ma il posto migliore per vivere la vecchiaia secondo International Living è Panama, l’unico Paese dell’America centrale a vantare una città – Panama City, con una ricca vita culturale e degna dei servizi che si trovano in occidente. Il Paese è moderno, ma si possono anche godere benefici tipici dei Paesi in via di sviluppo, come attraversare la città in taxi per uno o due dollari, farsi fare un taglio di capelli per un paio di dollari, cenare in uno dei ristoranti più esclusivi spendendo 40 dollari in due, includendo il vino. Inoltre, con il Pensionado Program, basta avere una pensione di almeno 1.000 dollari al mese per ottenere la residenza e una serie di enormi benefici, perché lo stato si occupa di sussidiare come visite in ospedale e medicine e le tasse sull’auto e sulla proprietà immobiliare.

Immagine di copertina via Unsplash