Ecco i trucchi per negoziare uno stipendio migliore

Ecco i trucchi per negoziare uno stipendio migliore

Chi sa come dimostrare con successo le proprie capacità in un colloquio di lavoro è già a buon punto per ottenete la posizione che desidera. Ma chi cerca lavoro deve anche sapere negoziare lo stipendio, per ottenere una cifra che valorizzi adeguatamente le proprie competenze.

Riuscire a ottenere il lavoro dei tuoi sogni non significa che tu debba accettare di essere pagato meno di quanto vorresti.

Vediamo allora quali sono i trucchi per trovare lavoro e riuscire a ottenere un buono stipendio.

Non sottovalutarti

Non dovresti mai accettare uno stipendio inadeguato solo perché ti trovi in una condizione di momentaneo svantaggio. Il fatto che tu stia lasciando un’azienda sull’orlo del fallimento o che tu sia reduce da un periodo di disoccupazione non deve influire sulla definizione del compenso: devi essere pagato per ciò che vali e per quelle che sono le condizioni di mercato.

Sottolinea con educazione ma con fermezza le tue competenze se l’interlocutore prova a giocare sulla penuria di alternative per spuntare uno stipendio più basso.

Spesso i reclutatori chiedono quale sia il tuo stipendio attuale. Se lo stipendio attuale è basso, mentire sulla cifra potrebbe comunque essere controproducente: secondo il cacciatore di teste Dan Martineau meglio dire con trasparenza qual è il salario attuale, sottolineando di essere sottopagati per le proprie competenze.

Non affrettare i tempi

Gli esperti del settore sono unanimi nel suggerire di non parlare subito di soldi. All’inizio il reclutatore vuole studiare il candidato e sondare la sua motivazione, e parlare immediatamente dello stipendio potrebbe dare un’impressione sbagliata.

Aspettare ti consentirà inoltre di avere il maggior numero di informazioni sull’impegno che comporta la posizione e su ciò che l’azienda si aspetta da te, aspetti che ti aiuteranno a capire meglio qual è la cifra adeguata da chiedere.

Se invece hai già un lavoro e vuoi rinegoziare è bene non aspettare il momento dell’anno in cui verranno resi noti i risultati dell’azienda: se arrivi troppo tardi è possibile che i capi abbiano già deciso a chi dare promozioni e aumenti, quindi è bene muoversi per tempo.

Se invece ti trovi nella condizione di dover negoziare il salario per una nuova assunzione, in generale sarebbe bene aspettare di ricevere l’offerta di lavoro: una volta che il reclutatore ha deciso che sei la persona giusta per quella posizione sarà più facile negoziare.

Non bisogna avere paura di chiedere ciò che è giusto solo perché si teme che l’azienda possa cambiare idea, perché – a meno che le posizioni siano troppo lontane e inconciliabili o che la negoziazione sia gestita con toni troppo aggressivi – una volta giunti a questa fase è assai difficile che l’offerta venga ritirata. Certo, spesso l’azienda chiede al candidato, già all’inizio dei colloqui, che tipo di retribuzione si aspetta: in questo caso occorrerà dare una cifra.

Informazione è potere

L’aspetto più importante è arrivare con una buona preparazione su quello che si può ottenere. Meglio quindi informarsi per tempo sulla cifra che viene normalmente pagata sul mercato per la posizione offerta e per il proprio bagaglio di esperienza, e magari farsi un’idea anche sugli stipendi pagati dall’azienda, nonché su benefit e bonus.

Una buona regola è cercare di fare dei colloqui anche quando non si è particolarmente interessati alla posizione, in modo da avere un’idea più chiara del mercato.

È importante anche porre le giuste domande all’azienda. Monster, la società specializzata in servizi per chi cerca e offre lavoro, ha stilato una lista di domande da fare, sottolineando che il primo aspetto da chiedere è ovviamente se lo stipendio sia negoziabile: se non c’è alcun tipo di apertura da parte dell’azienda su questo punto, allora vale la pena di negoziare altri aspetti (ferie, retribuzione variabile, benefit, eccetera).

In fase di colloquio, è molto importante chiedere quali sono le responsabilità connesse alla posizione: se sarà necessario viaggiare, fare straordinari, lavorare durante weekend e festività, garantire la propria reperibilità fuori dell’orario di lavoro, se sono previsti dei benefit, eccetera. Questo aiuterà a fare una controfferta adeguata.

Quale cifra proporre

Gli esperti si dividono sui consigli relativi a quale cifra sia bene indicare quando si fa la propria controfferta. Alcuni suggeriscono di indicare un range, perché in questo modo sarà più facile che l’azienda acconsenta a offrire un livello salariale compreso nella forchetta dare dal candidato e le negoziazioni saranno più serene.

Secondo altri invece non è una buona idea, perché suggerirebbe una particolare flessibilità a negoziare e potrebbe spingere l’azienda a chiedere di meno. Secondo ricercatori della Columbia Business School la mossa migliore sarebbe addirittura di offrire una cifra molto precisa, per esempio, non 60mila euro ma 62.500 o 59.250, per indicare ai reclutatori che si conosce bene il mercato e il tipo di retribuzione normalmente pagato per quella specifica posizione e per le proprie esperienze ed expertise.

Abbasso il gender gap 

In Europa il gender pay gap, cioè la differenza tra la retribuzione media degli uomini e quella delle donne, è del 16,7%. I dati della Commissione europea sottolineano però che nella Ue il 60% dei laureati sono donne, quindi la disparità non è dovuta a una maggiore competenza degli uomini.

Molti sottolineano che il motivo per cui spesso le donne guadagnano meno degli uomini in posizioni analoghe è dovuto alla minore tendenza da parte delle donne di negoziare il proprio salario. Il consiglio è quindi sempre quello di far presente quali sono le proprie aspirazioni in termini di stipendio e di presentare una controproposta se non si è soddisfatte dell’offerta. Anche in questo caso, l’arma migliore è raccogliere informazioni: sapere quanto sono pagati i dipendenti dell’azienda con la quale si sta trattando è molto utile per far valere le proprie pretese.

Immagine via Flickr