Come utilizzare i social network per lavoro

Come utilizzare i social network per lavoro

I social network hanno cambiato il modo di comunicare e l’approccio stesso alla comunicazione, spingendo milioni di utenti a condividere virtualmente momenti di vita vissuta. E creando una vera e propria “economia dei social network”. Facebook, Twitter, Instagram e Youtube sono infatti community virtuali ma, allo stesso tempo, brand miliardari – basti pensare alle loro valutazioni: il mercato valuta oggi Facebook all’incredibile cifra di 365 miliardi di dollari, mentre Twitter si ferma a “soli” 16,3 miliardi. Non è chiaro quanto valgano Instagram e Youtube, posseduti a loro volta da Facebook e Google, ma alcune stime si aggirano sui 30 miliardi per il primo e 80 miliardi per il secondo.

A cosa si deve il segreto di questo successo? A centinaia di milioni di utenti iscritti, residenti in ogni angolo del pianeta, certo. Ma anche alla capacità di queste compagnie di rendersi letteralmente indispensabili per molte aziende che non vivono nel mondo digitale. Alla loro capacità, cioè, di far ruotare attorno alle proprie comunità importanti interessi commerciali.

I social network hanno bisogno delle imprese per generare i propri profitti e, al contempo, le imprese hanno bisogno dei social network per aumentare i loro. Aziende e imprese possono infatti instaurare un dialogo virtuale con i consumatori e i potenziali acquirenti anche grazie alle comunità online. Ed è così che Facebook, Twitter e Google Plus hanno fatto il loro ingresso nelle sale riunioni aziendali, in un momento in cui una buona fetta di mercato può essere raggiunta solo tramite essi.

Questo ha avuto un impatto anche sul mercato del lavoro. SMM (Social media marketing), SNN (Social Media Networking) sono ormai sigle ricorrenti, collocate in cima o in fondo all’elenco delle competenze che vengono richieste in certi lavori – soprattutto nell’ambito della comunicazione.  Social media marketing e Social media networking stanno a indicare il compito di individuare strategie di comunicazione atte a promuovere un marchio, un prodotto o un servizio all’interno dei social network. Queste nuove competenze rappresentano capacità fondamentali per chiunque voglia, oggi, pubblicizzare un brand (di qualsiasi tipo esso sia), e le potenzialità di successo sono sterminate. A patto di saper rispettare alcune regole.

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I social non sono una bacchetta magica

Aprire pagine e canali su Facebook, Twitter, Google Plus, Instagram e Youtube non significa risolvere automaticamente qualsiasi problema aziendale. Anzi, a volte esporsi pubblicamente senza esserne pronti può avere effetti negativi sull’immagine aziendale – o personale. Il sito Entrepreneur ha raccolto i peggiori “social fail” del 2016. Alcuni sono davvero imbarazzanti: dalla Coca Cola che lancia i propri prodotti in Russia usando una mappa del Paese precedente alla Seconda Guerra Mondiale, fino a MTV Austrialia che chiede su Twitter i sottotitoli in inglese per la presentazione di America Ferrara e Eva Longoria ai Golden Globes. Insomma, a fare la differenza è sempre la qualità di quello che si lancia in rete.

Hai a che fare con persone

Se, tramite i social network, l’obiettivo di raggiungere un alto numero di utenti sembra abbordabile, l’errore più grave che si può commettere è considerare i pubblici di riferimento alla stregua di una massa inanimata, un terreno da conquistare. Se le community virtuali sono uno strumento a beneficio delle imprese lo sono anche a beneficio dei consumatori. Perché si permette loro di interagire più facilmente con i marchi? Si, ma non solo. I social network permettono ai consumatori di relazionarsi tra loro, di interagire di contribuire alla buona o alla cattiva reputazione di un determinato prodotto e quindi di uno specifico marchio.

Ricordarti di promuovere contenuti che esistono a prescindere dai social network

Quando lanciamo una campagna pubblicitaria sui social network dobbiamo ricordarci che essi costituiscono un mezzo e non una meta. L’obiettivo è quello di convincere il maggior numero di utenti a confidare nella qualità di un prodotto o di un servizio. Preoccuparsi di indirizzare gli utenti verso contenuti di qualità come articoli e pagine di blog in grado di elencare in sintesi, ma con precisione, le qualità del nostro prodotto, del nostro marchio o servizio può rivelarsi vantaggioso. Per farlo perché non seguire le regole delle 5W (Who, what, where, when, why) tanto care ai giornalisti stranieri? Al bando dunque gli slogan e la facile propaganda, evitando comunque di dilungarsi e permettendo agli utenti di scegliere la quantità di contenuti con cui poter interagire.

Tieni in alta considerazione i feedback ricevuti

 I social network permettono di monitorare accessi e visite e di calibrare i nostri contenuti con l’obiettivo di raggiungere sempre più persone. Strumenti come Facebook analytics (che permette questo monitoraggio) sono senz’altro utili ma occorre prodigarsi anche in maniera diretta nell’analisi dei feedback. Leggere commenti, negativi o positivi che siano e rispondere in maniera aperta e civile è una buona prassi. Ignorare commenti poco lusinghieri (contenuti offensivi a parte) o contenenti domande è invece assolutamente controproducente.

Evita di creare aspettative inutili

 Per promuovere un buon prodotto non è necessario essere insistenti o puntare sull’effetto novità. Nelle community virtuali gli utenti sono attratti dalle novità e da un costante aggiornamento delle pagine consultate. Tuttavia, creare aspettative troppo alte espone al rischio di costruire un’immagine patinata dei prodotti da promuovere. Inoltre, insistere proponendo contenuti in maniera continuativa, semplicemente stufa. Occorre quindi cercare di fare una comunicazione intelligente e non ridondante, che stimoli e che non aggredisca i propri “fan”.

Non aggredire la concorrenza in maniera diretta

 Gli utenti che vi seguono sono abili navigatori – e questa è la principale differenza tra la comunicazione nell’epoca dei social e quella del passato, che presupponeva un utente inerte di fronte ai propri messaggi. Oggi, se gli utenti vogliono informarsi sull’attività della concorrenza lo faranno anche senza il vostro aiuto. Piuttosto che fare notare i difetti altrui, bisogna allora lavorare per mettere in risalto i pregi del vostro prodotto. Si tratta di un vero e proprio investimento sulla propria credibilità.

Immagini | Copertina di at.keene| Foto 1 di paulisson miura

Enea Conti