Per sconfiggere il sessismo, due giovani imprenditrici si sono inventate un finto socio uomo

Per sconfiggere il sessismo, due giovani imprenditrici si sono inventate un finto socio uomo

Le difficoltà e le discriminazioni subìte da lavoratrici e imprenditrici nel mondo del lavoro sono una realtà ormai tristemente nota. E non è raro, come già messo in luce proprio da Hello!Money, che gli ostacoli incontrati dalle donne non diminuiscano ma anzi si aggravino nei segmenti più innovativi dell’economia, come quelli del settore high-tech.

Secondo uno studio pubblicato da una rivista scientifica specializzata, Venture Capital, i dati sul funding, ottenuto tra il 2011 e il 2013 da 6739 compagnie statunitensi, hanno mostrato che un team di soli uomini ha circa quattro volte più probabilità di ottenere fondi rispetto a un team in cui è presente anche una donna, e che le compagnie con un CEO uomo si prendono il 97% di tutti i finanziamenti offerti. Risultati analoghi (+86% di probabilità di ottenere finanziamenti da parte di imprenditori uomini) erano stati trovati nel 2015 da un’analisi su 220 start-up digitali britanniche.

Consapevoli di questa situazione, quando Penelope Gazin e Kae Dwyer hanno deciso di aprire la propria piattaforma digitale per la vendita di arte, non si aspettavano che sarebbe stato facile. D’altro canto, queste due artiste di Los Angeles non avevano che poche migliaia di dollari e limitate capacità tecniche.

Eppure la loro Witchsy era subito partita forte: 200mila dollari di vendite solo nel primo anno e profitti promettenti nonostante margini di guadagno più bassi dei competitor (la policy di Witchsy è di restituire l’80% del prezzo ottenuto per l’arte agli artisti e ai collaboratori che l’hanno creata). Questo bizzarro marketplace, nato dalla frustrazione verso piattaforme molto più grandi e commerciali, punta su arte che è stata definita come femminista-nichilista, dark ma a cuor leggero.

Nel giro di nemmeno un anno, il concept di Gazin e Dwyer, quello di offrire una piattaforma sostenibile ad artisti che vogliono vendere il proprio lavoro senza censure o troppe regolamentazioni di carattere aziendale, ha velocemente trovato una nicchia di clienti e ammiratori, alcuni anche pronti a investire sulle due giovani.

È il caso di Justin Roiland, creatore della serie tv di successo Rick and Morty, che sta lavorando con Witchsy per creare alcuni prodotti in esclusiva per la piattaforma. Eppure pian piano sono emerse anche le prime difficoltà, simili a quelle affrontate da molte altre donne nel settore o nel mondo del lavoro più in generale. Come quando un programmatore che aveva aiutato a costruire il sito ha provato a cancellarlo completamente dopo che una delle due fondatrici aveva rifiutato di uscire con lui per un appuntamento.

Altre volte queste discriminazioni, hanno raccontato al sito FastCompany, erano più sottili. Avendo spesso a che fare con collaboratori uomini, come sviluppatori web o graphic designer, le due imprenditrici hanno iniziato a notare che molti di questi iniziavano velocemente a utilizzare un tono di sufficienza nelle email, e a rispondere sempre meno di frequente (nonostante fossero retribuiti).

È a questo punto che Gazin e Dwyer hanno deciso di provare a introdurre un nuovo co-fondatore della compagnia: Keith Mann. Un uomo. Completamente inventato. “È stato come passare dalla notte al giorno”, ha spiegato Dwyer. “Mi servivano giorni prima di ottenere una risposta, invece Keith non solamente riusciva a ottenere subito una risposta e un aggiornamento, ma gli chiedevano anche se aveva bisogno di altro, o se c’era qualsiasi altra cosa con cui potessero aiutarlo”. È così che le due imprenditrici decidono di affidare le relazioni esterne a questo fantomatico co-fondatore.

Nel giro di poco tempo, Keith crea un ampio network di sviluppatori e potenziali investitori, tutti rigorosamente uomini. Uno, in particolare, “Ogni volta che interagiva con Keith utilizzava il suo nome, con noi no”, ha spiegato Gazin.

Al di là della brillante trovata delle due fondatrici di Witchsy, l’episodio di questa nuova start-up non fa altro che confermare le difficoltà incontrate da molte lavoratrici.

Nel Marzo di quest’anno, la storia di come due colleghi di sesso diverso si erano scambiati la firma delle email era diventata virale. Martin Schneider e Nicole Hellberg lavoravano infatti per una piccola compagnia che offriva servizi web. Un giorno Martin si rese conto di come le e-mail di un cliente fossero diventate molto più aggressive perché lui si stava firmando, senza accorgersene, con il nome Nicole.

Chiese così alla sua collega di scambiarsi le firme per due settimane: “È stato un inferno. Ogni volta che chiedevo o suggerivo qualcosa venivo messo in dubbio. Clienti che per me erano di basso livello mi trattavano con sufficienza. Uno mi ha anche chiesto se ero single”, ha raccontato Martin su Twitter.Nicole, invece, ha avuto la settimana più produttiva della sua carriera”.

Tornando a Gazin e Dwyer, le due hanno messo per il momento Keith in panchina, ma visti i risultati ottenuti dal loro finto co-fondatore non escludono di tornare a vedere un ruolo per lui in futuro nella compagnia.

Immagini via Facebook