Gli album più importanti del post-punk e post-rock trasformati in francobolli

Gli album più importanti del post-punk e post-rock trasformati in francobolli

La filatelia è un collezionismo prezioso che appassiona grandi e piccoli e viene trasmesso nell’arco di anni da una famiglia all’altra. Un vero collezionista di francobolli raccoglie tra le mani un piccolo tesoro, economico ed emotivo, che conserva e affida con attenzione.

Questo perché i francobolli sono “frammenti di storia unica e irripetibile” e ci raccontano qualcosa. Se ne possono trovare alcuni che parlano della “Storia d’Italia”, o altri, più circoscritti nel tempo, in ricordo di una vittoria olimpica, o di una grande attrice.

L’anno scorso è stata diffusa, ad esempio, la notizia che i migliori album dei Pink Floyd sono diventati dei francobolli, per celebrare il 50esimo anniversario della band. La Royal Mail (la più importante azienda postale britannica), in quell’occasione, aveva annunciato: “Poche band nella storia del rock sono riuscite a guadagnarsi una carriera ampia e importante come quella dei Pink Floyd”, e questo spiega il grande omaggio.

Il collettivo di creativi di Dorothy è partito proprio da questo collegamento tra francobolli e musica per realizzare due bellissimi poster (per la precisione si tratta di due litografie) dedicati non solo a un gruppo, ma a due correnti artistiche: il post-punk e il post-rock.

Di questo geniale collettivo di artisti ci siamo già occupati in due precedenti occasioni: quando ti abbiamo mostrato la mappa dell’Europa in cui le nazioni sono rappresentate dalle opere d’arte più note, e dell’altra mappa in cui le città, le nazioni, i fiumi e le montagne hanno i titoli delle canzoni più famose della musica pop e rock.

L’ultimo lavoro riguarda invece il post-punk e il post-rock. Il primo genere esplose alla fine degli anni Settanta ed ebbe il suo momento d’oro nel decennio successivo, convogliando sotto la sua ala stilistica i migliori gruppi del periodo.

Il post-rock, invece, termine coniato all’inizio degli anni ’90, periodo del suo massimo successo, oggi ha assunto caratteristiche simili a quelle dell’indie rock… Ma insomma, la musica non è una questione di etichette: è arrivato il momento di vedere da vicino il lavoro di Dorothy.

Per celebrare i 40 anni d’amore verso il post-punk, sono stati ripensati 42 album fondamentali del genere. L’omaggio comincia nell’anno 1977, con tre album che apriranno la strada al genere: Marquee Moon dei Television, Pink Flag dei Wire e l’omonimo dei Suicide. La bellezza di questa litografia (come anche per quella dedicata al post-rock) è la cura dietro ogni piccolo album-francobollo (tutto il poster è alto 80 cm e largo 60).

Per ogni francobollo c’è il nome del gruppo, l’anno di uscita, la copertina (ripensata in base a quella originale) e poi in basso, piccolo, il titolo dell’album e la durata e l’etichetta. Ogni informazione non è casuale, ma tutto contribuisce a rendere “storico” quel cd. Si trovano capolavori dei Talking Heads, Joy Division, Smiths, Cure, Depeche Mode, R.E.M. e molti altri.

Allo stesso mondo, nel poster dedicato al post-rock, si trovano capolavori dei Talk Talk, Spirit of Eden è il capostipite della corrente artistica, e si procede poi con gli Slint, i Tortoise, i Radiohead, i Sigur Ros e altri ancora.

Questi bellissimi e coloratissimi poster si possono acquistare sullo shop di Dorothy a 38 euro l’uno. Puoi trovare anche le mappe musicali.

Immagine via Instagram