Alessandro Alessandroni, il fischio più bello del west

Alessandro Alessandroni, il fischio più bello del west

La musica ha il potere di farci tornare indietro nel tempo, a un preciso ricordo del passato, a un’epoca lontana della nostra vita, privata e collettiva. Molto spesso non servono le parole, bastano poche note; in casi più eccezionali la macchina del tempo può essere un fischio. Negli anni sessanta e settanta, per quasi vent’anni, il cinema italiano è stato al centro del mondo, grazie a quel genere d’oro che è stato lo spaghetti-western (western all’italiana), in cui si esprimevano al loro meglio Sergio Leone ed Ennio Morricone.

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Oggi la coppia di artisti è riconosciuta e amata dai cinefili e musicofili di tutto il mondo, come ad esempio Quentin Tarantino. Ma a rendere indimenticabile quel momento è stato anche un fischio, il più riconoscibile di sempre: quello di Alessandro Alessandroni.

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Spento all’età di 92 anni, il 26 marzo, Alessandroni è stato un compositore, virtuoso della chitarra, polistrumentistadirettore d’orchestrafischiatoreAnche se non tutti conoscono il suo nome e cognome, di sicuro una delle tante melodie che ha intonato con il suo fischio ci è entrata almeno una volta in testa.

La sua carriera musicale inizia quando ancora è un ragazzino e si avvicina alla musica, come tutti, per passione. A 13 anni prende in mano una chitarra da autodidatta, poi via via altri strumenti, come il pianoforte, la fisarmonica, il sax, il mandolino e il sitar (uno dei primi a farlo in Italia). In un’intervista rilasciata al blog Planet Hexacord ha raccontato che quando viveva nel paese della madre, in provincia di Viterbo, suonava nel negozio del barbiere: “Nei piccoli paesi era un punto di riferimento: lì c’erano gli strumenti, lavoravano poco ma suonavano molto”.

Una volta diplomato al conservatorio di Roma, e trasferitosi stabilmente nella capitale, inizia a collaborare come chitarrista all’interno dell’orchestra cinematografica di Nino Rota. Un giorno il direttore d’orchestra ha bisogno di un breve fischio per un brano: Alessandroni si propone come volontario. Mostra a tutti di cosa è capace.

Il suo fischio arriva alle orecchie di Ennio Morricone che lo chiama per “fargli fare una fischiatina” per la colonna sonora di un film di Sergio Leone. Quel film è Per un pugno di dollari: “Quando abbiamo visto il film, devo ammettere che nessuno pensava che avrebbe fatto una lira”, ha raccontato anni dopo Alessandroni. È il momento in cui inizia la sua leggenda. Federico Fellini lo soprannomina, bonariamente, “Il fischio”.

Ciò che rendeva unico il suo modo di fischiare era l’emissione di pochissima aria: “I microfoni non amano l’aria”, ha spiegato in un’intervista televisiva: “e il mio fischio è 90% puro suono“. Alessandroni ha sì collaborato in decine di pellicole con il suo fischio, ma ha avuto anche una discreta carriera da compositore. Tra le musiche più importanti composte ci sono quelle di: Vado… l’ammazzo e torno, La guerra sul fronte Est, Quella sporca storia nel west e Due pezzi di pane del 1979.

Con il tempo la fama di Alessandroni si è andata sempre più diffondendo tra i musicisti di nuova generazione che l’hanno ogni tanto chiamato per realizzare alcuni pezzi insieme. Tra questi ci sono stati i Baustelle, che nel brano intitolato non a caso “Spaghetti Western“, hanno chiesto ad Alessandroni di suonare il sitar e ovviamente di fischiare, come soltanto lui sapeva fare.

Immagini via Getty Images