Ascolta e guarda Jimi Hendrix suonare meravigliosamente la chitarra acustica

Ascolta e guarda Jimi Hendrix suonare meravigliosamente la chitarra acustica

Tutto quello che toccava Jimi Hendrix diventava oro. Tutto. Dai beni materiali a quelli immateriali. Come la musica rock. Letteralmente stravolta in appena 4 anni di attività musicale. Si pensi che il primo album di Hendrix, morto nel 1970, è stato Are You Experienced del 1967. Pochi anni di rock ma ancora non si è trovato un suo erede. (SRV si è avvicinato molto però).

Anche le chitarre che ha toccato sono diventate preziose. L’arcinota Fender Stratocaster olympic white suonata nel 1969 al festival di Woodstock, ha riportato Rolling Stone, vale oggi un milione e 300 mila dollari. Anche una chitarra acustica, comprata in un negozio di seconda mano di New York per 25 dollari, è stata battuta all’asta per 209mila sterline.

Oltre alla chitarra, Hendrix ha “toccato” musicalmente anche altri brani. Con cover straordinarie. Da Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles a All Along the Watchtower di Bob Dylan. Che contiene, per noi, il miglior assolo di chitarra elettrica della storia della musica rock.

Un maestro della chitarra elettrica

Generalmente associamo Hendrix alla chitarra elettrica. In particolare al modello di Fender Stratocaster, la sua preferita. E in effetti con la chitarra elettrica si è espresso nei modi più variegati, passando dal blues all’hard rock e poi attraverso il funky e la psichedelia. La sua prima chitarra elettrica l’aveva ricevuta nel 1959: una Supro Ozark modello 1560.

Le sue chitarre, che avevano anche dei nomi propri (una Danelectro si chiamava “Betty Jean”), venivano quasi sempre acquistate da Hendrix nei negozi di musica e poi ritoccate e modificate. Una delle rare eccezioni è stata una Gibson fatta su misura per il concerto all’Isola di Wight nel 1970. Al concerto Monterey Pop Festival, la chitarra che viene sacrificata alle fiamme, durante Wild Thing, era stata dipinta dallo stesso Hendrix.

Le comprava standard anche se era mancino. Aveva sviluppato un metodo e una tecnica molto particolari per suonarle. Le corde erano montate al contrario. Così come il fissaggio per la tracolla.

Se vuoi conoscere la sua strumentazione nel dettaglio ti consigliamo di dare un’occhiata al dettagliatissimo articolo di accordo.

Lo stile “furioso” di Hendrix

Hendrix suonava in un modo incredibile. Anche se può sembrare una banalità è vero. Se dovessimo usare un termine soltanto per descriverlo useremmo “furioso”. È stato il primo chitarrista ad avere un suono inconfondibile. Il che lo ha reso praticamente immortale. Era un suono ricercato e pionieristico. Il primo a suonare la distorsione col fuzz e a usare in maniera controllata il feedback. Quel fischio tipico delle chitarre elettriche che se usato male può dare molto fastidio.

Per quanto riguarda la tecnica chitarristica, senza entrare nel dettaglio, è ancora oggi un tesoro per tutti i musicisti. Oggetto di studio affascinante e inesauribile.

Quello che pochi conoscono è un lato unplugged di Hendrix. Non sono, purtroppo, molti i brani che ha suonato con la chitarra acustica, ma quelli che abbiamo, delle rarità, sono per questo ancora più preziosi.

Un mostro anche con la chitarra acustica

Come Jimmy Page, Hendrix era un chitarrista assoluto. Questo video qui sotto raccoglie due esibizioni con l’ampli staccato.

Il primo brano è “Hear My Train a Comin“. Brano originale di Hendrix (conosciuto con il titolo di Getting My Heart Back Together Again) suonata con una splendida chitarra a dodici corde. Una Zemaitis. Tra le chitarre acustiche preferite da Hendrix c’erano anche la J-200 Gibson e la Epiphone Texan.

Questa esibizione così come la successiva fanno parte di un film documentario uscito nel 1973, tre anni dopo la sua morte. Intitolato, semplicemente, Jimi Hendrix. Opera impagabile per tutti i fan del chitarrista di Seattle, girata da Joe Boyd, Gary Weis e John Head.

Il secondo brano invece è Hound Dog. Uno standard blues degli anni ’50. Cantato da Elvis Presley nella sua versione più conosciuta. Ma coverizzato anche da Entwistle, il bassista degli Who. La bellezza di questo pezzo oltre ovviamente all’inconfondibile groove è l’aspetto privato dell’esibizione. Jimi accorda la chitarra durante il pezzo e si ferma sorridendo per un errore. La platea è composta da un gruppo esiguo di amici. Che forse non comprendono la grandezza dell’evento a cui stanno assistendo. Battendo, un po’ ingenuamente, le mani e cantando insieme a lui.

Immagine di copertina tratta da YouTube