Gli assoli di chitarra elettrica che ci ricordano cosa è stato il vero rock

Gli assoli di chitarra elettrica che ci ricordano cosa è stato il vero rock

Non ci sono più gli assoli di una volta. L’epoca d’oro della chitarra elettrica sembra tramontata. È vero, ci sono ancora le grandi band che suonano rock. Ad esempio i Metallica. O i Rolling Stones. Ma anche per loro il discorso è valido: i picchi sono stati raggiunti in passato. E quello che è stato fatto è irripetibile.

In un articolo pubblicato su Prismo, il giornalista musicale Demented Burrocacao scrive:

Che le chitarre elettriche non vadano più di moda, non è un mistero. Se ascoltiamo i brani da classifica, ci si rende conto che le cosiddette “Rock band” sono sparite, e quelle che rimangono in piedi sono dell’era di Matusalemme.

Sembra in effetti tanto tempo fa quando durante un brano hard rock partiva un assolo. Lungo, virtuoso, espressivo, breve, sghembo. Non era importante. L’importante era sentirlo.

Oggi che abbiamo nostalgia di tutto, abbiamo voluto sceglierne dieci, uno per ogni gruppo, che rappresentasse il rock. Le scelte sono personali, per questo fallo anche tu. Buon ascolto.

All Along the Watchtower — Jimi Hendrix

Non si poteva non cominciare da lui. Il più grande chitarrista della storia. Quando si parla di chitarra elettrica citarlo è obbligatorio. Ancora oggi, dopo centinaia e centinaia di ascolti, questo assolo è da scoprire. Dalla sua Fender escono suoni impossibili.

Questa cover è più bella dell’originale di Bob Dylan. Lo si può dire senza timore. Si trova nell’album Electric Ladyland del 1968. Già 50 anni fa, la chitarra aveva detto tutto. Rolling stone l’ha selezionata tra le più belle canzoni di sempre. Per noi, il suo assolo psichedelico, è il primo di questa classifica.

Highway Star — Deep Purple

Una delle vette del mondo rock. Highway Star è il primo singolo dell’album Machine Head del 1972. L’assolo è uno splendido inseguimento tra la chitarra elettrica e l’organo di Jon Lord. Ritchie Blackmore ha spiegato che a ispirare il suo solo è stato Bach. Non male.

Communication Breakdown — Led Zeppelin

Lo sappiamo, lo sappiamo, potevamo/dovevamo scegliere Stairway to Heaven. Ma abbiamo optato per un assolo non scontato. Quello di Stairway è sicuramente più complesso e virtuoso. Anche se più “libero”: la band lascia spazio a Page per esprimersi liberamente. Mentre in Communication Breakdown, uno dei primi pezzi dei Led Zeppelin, Jimmy ha meno tempo. La canzone è tiratissima, una scheggia. E il suo assolo è perfetto, tra il rock e il punk

Vicious — Lou Reed

In questo bellissimo brano di Lou Reed a eseguire l’assolo è stato il mitico Mick Ronson. Chitarrista degli Spiders from Mars di David Bowie. Genio musicale dietro le quinte di tantissimi artisti. Soltanto un musicista come lui poteva anche solo pensare un assolo così. Lo si trova in Transformer, una pietra miliare della musica.

Marquee Moon — Television

I Television meritano sempre di più. Quello che hanno seminato nel campo musicale degli ultimi 40 anni è stato incredibile. Questo album è stato quello che ha dato vita al genere new wave. Il suo assolo è quanto di più assurdo e spiazzante ci si possa aspettare. Sembra suonato con l’altra mano.

(We Are) the Road Crew — Motörhead

Nell’album Ace of Spades dei Motorhead c’è solo l’imbarazzo della scelta. “Fast” Eddie Clarke di assoli pazzeschi ne ha sfornati a decine. Tutti violenti, potenti, tecnici e, appunto, velocissimi. Per meri gusti personali abbiamo scelto quello di (We Are) the Road Crew

Comfortably Numb — Pink Floyd

C’è bisogno di un’introduzione per questo capolavoro dei Pink Floyd e, in particolare, di David Gilmour?

Crossroads — Cream

Si tratta della cover di un brano del 1936 di Robert Johnson. Il chitarrista che ha inventato il blues. E che secondo la leggenda vendette l’anima al diavolo per suonare così. Ma anche Eric Clapton non se la cava male con la sei corde. Basta risentire questo brano insieme a quel supergruppo che sono stati i Cream.

21st Century Schizoid Man — King Crimson

Nel mondo della musica progressive i King Crimson sono stati tra i più grandi. Hanno influenzato tantissimo anche il genere in Italia. La loro fortuna è stata avere un chitarrista come Robert Fripp, un musicista geniale, originalissimo. Fripp non è stato semplicemente un chitarrista, ma uno sperimentatore tra i più importanti del secolo scorso. Non è un caso se ha lavorato anche con Brian Eno.

Killer Queen — Queen

Ovviamente non poteva mancare Brian May. Insieme a Freddie Mercury, l’anima dei Queen. I suoi assoli, più brevi rispetto a quelli dei suoi colleghi hard rock, non erano assolutamente da meno. Nascondevano in realtà una grande ricerca della melodia e del suono. Quello di Killer Queen è uno dei suoi migliori. La sua chitarra sembra dare al cambio a Mercury nel canto.

Immagine di copertina di John Raptis