Come il basso di Flea rende unico il suono dei Red Hot Chili Peppers

Come il basso di Flea rende unico il suono dei Red Hot Chili Peppers

Nella musica rock il bassista lavora spesso “dietro le quinte”, nascosto dagli assoli di chitarra elettrica. Eppure, anche se quasi mai ha la stessa fama di un collega con la “sei corde”, il bassista è il componente più importante di una rock band, per il suo apporto ritmico.

Sono pochi, nella storia passata e recente, i bassisti che sono riusciti a innalzarsi sopra gli altri e diventare delle figure leggendarie. Les Claypool ne è un esempio evidente; o anche la grande Carol Kaye.

Ma per i veri cultori del rock, c’è un bassista che rappresenta nel modo di suonare e in quello di stare sul palco l’essenza di questo genere musicale: stiamo parlando di Michael Peter Balzary, noto come Flea.

In una classifica stilata dalla prestigiosa rivista Rolling Stone, Flea è stato scelto tra i tre migliori bassisti di sempre, dividendo il podio con John Entwistle, degli Who e Paul McCartney.

Nella loro lunga carriera (cominciata nel 1983), fatta di alti e bassi artistici, Red Hot Chili Peppers hanno provato vie sperimentali, lasciando spesso contaminare il proprio stile da altri generi, ma quello che è rimasto sempre al centro dell’universo RHCP, il loro sole, il loro marchio di fabbrica, è stato sicuramente il suono del basso di Flea.

La grandezza e l’originalità di Flea risiedono soprattutto nell’essersi allontanato dal luogo comune che vuole il bassista “dietro la scena”, diventando con personalità il punto di riferimento di ogni canzone.

Le sue due più grandi influenze musicali sono state, all’inizio dei suoi studi al basso, il funk e il punk. Partiamo dalla prima: una delle tecniche più usate di questo genere, e per la quale Flea è diventato presto un maestro assoluto, è lo slapping.

L’inventore di questo modo di suonare il basso si ritiene sia stato Larry Graham, il bassista degli Sly and the Family Stone che usò questa tecnica negli anni ’70 perché nella sua band mancava il batterista. Slappare infatti significa suonare le corde del basso percuotendole o tirandole.

Il secondo genere che compone lo stile di Flea è il punk: qui, generalmente, il basso esegue linee veloci e molto aggressive. Slappare con questa “seconda attitudine” ha dato al suo basso un suono intenso, ballabile ed esplosivo. Uno dei tanti esempi interessanti è il basso in “Nobody Weird Like Me”, contenuto nell’album Mother’s Milk.

Lo stile di Flea però non è fine a stesso, ma collabora con gli altri componenti della band. Indimenticabili i suoi lavori con il chitarrista John Frusciante. Le due linee di chitarra e di basso hanno reso più ricco il suono di Flea, e degli stessi Red Hot. Gli “slap” di Flea si combinano alla perfezione con le pennate di Frusciante che spesso gli cede la scena mettendosi lui, quasi sempre, in secondo piano.

Con l’aggiunta anche della linea vocale di Kiedis, che si sovrappone alle altre due, il risultato è spesso un capolavoro di intreccio ritmico e melodico. Basta sentire “Mellowship Slinky in B Major” contenuto nel fortunatissimo Blood Sugar Sex Magik del 1991.

Ma Flea non è soltanto un bassista virtuoso e potente, sa anche quando è il momento di abbassare il volume senza mettersi da parte. Anche nelle ballate il suo contributo è essenziale per l’andamento melodico del brano. Come succede nella bellissima Californication, capolavoro che dà il titolo all’album del 1999.

Immagine via Flickr