Beach Boys e Beatles: una rivalità che ha creato album immortali

Beach Boys e Beatles: una rivalità che ha creato album immortali

La competizione a volte può essere estremamente produttiva. Ovviamente se incanalata nel giusto orientamento. Un esempio lampante è quello rappresentato dal rapporto artistico fra i Beach Boys e i Beatles. C’è stato un periodo, infatti, dove i successi di una band spingevano l’altra a eccellere. E viceversa.

Anni magici, fra il 1965 e il 1967, in cui la stima reciproca fra Brian Wilson dei Beach Boys e Paul McCartney dei Beatles produsse alcuni album rimasti nella storia della musica. Probabilmente, parlando dei Beach Boys, i più rappresentativi della band in generale. 

Il crollo nervoso di Brian Wilson e la pubblicazione di Rubber Soul

Alla fine del 1964 i Beach Boys erano impegnati in un lungo tour. Molto faticoso e stressante. Il leader artistico del gruppo, Brian Wilson, stava risentendo pesantemente dei continui viaggi e spostamenti. Uno stress insopportabile che lo portò al tracollo. Durante un viaggio in aereo diretto a Houston ebbe un forte attacco di panico, e d’accordo con la band decise di abbandonare il tour e di tornare in California per riprendersi. Così da potersi concentrare sui nuovi pezzi.

Nei primi mesi del 1965, però, avvenne anche un altro fattore determinante nel futuro dei Beach Boys: l’uscita dell’album Rubber Soul dei Beatles. Che conteneva brani immortali della band di Liverpool, come In my LifeNowhere Man, e Baby You Can Drive My Car.

Per stessa ammissione di Wilson, l’ascolto di questo disco lo stravolse. Non aveva mai sentito niente del genere prima di allora.

“Rubber Soul” mi ha fatto impazzire. Quando l’ho ascoltato mi sono detto “ecco, è tutto qui ragazzi'”. Mi ha fatto venire voglia di lavorare a un album davvero buono. Mi ha messo alla prova.

Pet Sounds e la svolta dei Beach Boys

Grazie a questo periodo di ritiro, e all’ispirazione fornita da Rubber Soul, nel 1966 uscì Pet Sounds. Probabilmente l’album più riconoscibile dei Beach Boys. Inserito da testate come TimesNew Musical Express fra gli album più influenti della musica rock.

Il disco era piuttosto diverso rispetto ai precedenti. Seguendo l’esempio fornito dai Beatles, il disco sembra un’opera unitaria, e non slegata. Le linee melodiche, specialmente quelle dei bassi, erano arrangiate in modo nuovo e più incisivo. “Un album del proprio tempo”, come lo descrisse George Martin, il celebre produttore dei Beatles.

Sì, perché la reciproca stima e il senso di rivalità positiva creata dallo scambio fra le due band aveva ribaltato il suo corso. Adesso era Paul McCartney che ascoltava con estremo interesse il lavoro della band americana. L’artista inglese ha più volte ammesso di ritenere God Only Knows una delle “più belle canzoni mai scritte“. Ma tutto l’album era di grandissimo impatto: con brani diventati classici come Wouldn’t it Be Nice, o Sloop John B.

Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Sempre secondo il produttore George Martin, l’album successivo dei Beatles non sarebbe stato lo stesso senza l’influenza di Pet Sounds. “Per molti versi, Sgt. Pepper’s era un tentativo di emulare Pet Sounds“.

Lo stesso McCartney in una celebre intervista negli anni Novanta ammise che per la realizzazione del disco uscito nel 1967 l’esempio fornito dai Beach Boys fu importantissimo.

Fu Pet Sounds che mi fece rimettere i piedi per terra. Adoro quell’album. Ne ho appena comprato uno ciascuno per i miei figli per la loro istruzione. Credo che nessuno sia musicalmente istruito finché non ha ascoltato quell’album. Adoro l’orchestra, gli arrangiamenti. Potrebbe essere esagerato dire che è il classico del secolo… ma, per me, è di sicuro un classico che è insuperabile sotto tanti punti. Ho spesso ascoltato Pet Sounds e poi pianto.

Questo continuo avvicendarsi di influenze e ispirazioni, fu dunque figlio di un’attitudine competitiva positiva e priva di invidia. Wilson e McCartney volevano superare se stessi, spinti dal successo e dall’arte altrui. Un ottimo esempio di come il talento degli altri possa migliorare il nostro.

Immagini: Copertina