La splendida versione blues di

La splendida versione blues di "Bella ciao" cantata da Tom Waits

Le cover quando sono riuscite sono in grado di suonare come pezzi originali. Ed è il caso di questa “Bella ciao”, cantata da Tom Waits. Un brano che sembra appartenere al suo repertorio, anche grazie all’accompagnamento alla chitarra, sporca e blues, di Marc Ribot, storico compagno alla sei corde negli album più belli di Tom Waits.

One fine morning I woke up early
Bella ciao, bella ciao, bella ciao
One fine morning I woke up early
Find the fascist at my door
Oh, partigiano, please take me with you.

La canzone—che qualcuno avrà risentito ultimamente, in una cover molto discutibile, nella serie TV distribuita da Netflix La casa di carta—nella versione di Tom è contenuta nel nuovo lavoro di Ribot, intitolato Songs of Resistance 1942-2018.

L’ultimo disco di Marc Ribot

Ribot, per chi non lo conoscesse, non è stato soltanto il chitarrista di Tom Waits in Mule Variations, soltanto per fare un esempio, ma ha suonato anche con Vinicio Capossela e John Zorn. Il suo ultimo album, incentrato come si può intuire dal titolo, sulle canzoni di protesta del repertorio folk, oltre alla partecipazione di Tom Waits, vede quelle di Steve Earle, Sam Amidon, Meshell Ndegeocello, Fay Victor, Justin Vivian Bond, Ohene Cornelius. Un bell’album che trova nel pezzo cantato da Tom Waits, sicuramente, il suo apice.

Sulle pagine di Rollingstone, Marc Ribot ha detto che:

Fare qualche tipo di musica politica, oggi, è contraddittorio. Bisogna agire contro qualcosa senza trasformarsi, senza finire per assomigliare a quello che detesti. A volte è difficile capire cosa fare, e immagino che si facciano molti errori, così da imparare qualche lezione.

L’attualità di Bella ciao

Giovanni Ansaldo, su Internazionale, a proposito dell’attualità di Bella ciao ha scritto:

Alla destra che imperversa in Italia piace pensare che Bella ciao sia una canzone di propaganda comunista. Ma Bella ciao, come ha fatto notare lo storico Alessandro Portelli, non parla mai esplicitamente di comunismo. Parla di libertà.

Bella ciao, il cui autore è anonimo, è un canto popolare partigiano intonato prima della Liberazione e diventato poi celeberrimo. Nel mondo, grossa spinta alla sua diffusione, la diedero i festival internazionali della “gioventù democratica”, in cui, fino a tutti gli anni cinquanta, il brano veniva tradotto e cantato.

Tra le infinite versioni da segnalare ci sono quelle recenti cantate durante le proteste nell’ottobre del 2011 dal movimento Occupy Wall Street e quelle contro il premier Erdogan nelle manifestazioni di Piazza Taksim.

And if I die, oh, partigiano
Bella ciao, bella ciao, goodbye beautiful
Bury me upon that mountain
Beneath the shadow of the flower
Show all the people, the people passing.

Continua Ansaldo nella sua recensione:

Waits ha il dono unico di sovrapporre i piani temporali, di suonare arcaico e moderno al tempo stesso. E, saggiamente, decide di rallentare il pezzo, di farlo camminare alla sua andatura. La chitarra di Ribot fa il resto.

Per questo motivo, la cover di Bella ciao si poggia magicamente su quel filo musicale che parte dai canti blues del Mississippi, diventando quasi un brano riscoperto da Alan Lomax.

Il video della canzone è stato realizzato da Jem Cohen, un videomaker afgano nato a Kabul ma naturalizzato statunitense, che ha collaborato tra gli altri con Terry Riley, Sparklehorse Blonde Redhead.

This is the flower of the partisan
Bella ciao, bella ciao, bella ciao
This is the flower of the partisan
Who died for freedom.

Immagine di copertina tratta da YouTube