Un brano dei Daft Punk risuonato nello stile dei più grandi compositori di musica classica

Un brano dei Daft Punk risuonato nello stile dei più grandi compositori di musica classica

Che cos’è un classico? Può essere un monumento, un tempio, una statua, un quadro, qualcosa che appartiene all’antichità greca e latina; oppure può riferirsi a un qualcosa di tradizionale, un capo d’abbigliamento ad esempio che si contraddistingue per la sua semplicità e serietà; può essere la musica colta del passato, quella di Chopin, Mozart o Beethoven; o infine può essere sinonimo di “perfetto, eccellente“, inteso come un modello di genere, di gusto e di maniera artistica.

Mettendo per un attimo da parte la letteratura, o il cinema, oggi vogliamo concentrarci sulla musica. Un brano musicale può essere un classico in due modi: nel primo caso quando rientra, come detto, in quel genere musicale contrapposto alla musica leggera; oppure nel caso di un pezzo moderno, recente, quando per la sua “perfezione” si lega idealmente a una tradizione altissima.

Per capire ancora meglio quando è il caso di parlare di un “classico” della musica dei nostri giorni, prendiamo come esempio i Daft Punk, il mitico duo di musicisti francesi, che ha fatto la storia della musica elettronica, pop e non solo.

Nel loro ultimo album, Random Access Memories, c’è un brano, pubblicato nel 2013, che possiamo definire così: è il singolo “Get Lucky“, il primo singolo estratto dall’album.

Il brano, diffusissimo ancora oggi dalle radio di tutto il mondo, ha raggiunto, il giorno della sua uscita, le prime posizioni in classifica in oltre 30 Paesi del mondo, vendendo, in pochi mesi, oltre 7 milioni di copie.

La canzone è cantata da Pharrell Williams, e alla chitarra vede la straordinaria partecipazione di Nile Rodgers. Lo stile del pezzo è irresistibilmente funky, discostandosi dal genere elettronico a cui fino a quel momento ci avevano abituato i Daft Punk.

Il musicista e youtuber Persiflette ha deciso di dare vita a un esperimento davvero ambizioso, per mostrare la complessità e l’adattabilità di questo brano: ne ha eseguito una cover lunga secoli, in cui il brano viene risuonato nei vari stili che hanno contraddistinto la musica classica.

Si parte dai canti gregoriani e si passa poi attraverso i più grandi compositori come Bach, Vivaldi, Mozart, BeethovenBrahmsDebussy e Ravel. Arrivando fino a Bernstein, Gershwin, Ligeti, Stravinsky e Shostakovich.

Ogni frammento della canzone è eseguito con diversi strumenti che in quel momento storico che stanno rivisitando erano intesi come il canone, la voce, il clavicembalo, il pianoforte (eccezion fatta per la fisarmonica, spesso presente a sostituire l’orchestra, di cui Persiflette è raffinato esecutore)… La bellezza della cover sta soprattutto nel riprodurre la canzone dei Daft Punk, riprendendo però anche i motivi che hanno reso celebri questi musicisti: facilmente riconoscibili in Wagner, Debussy e Satie.

Al termine di questo stupefacente viaggio musicale è chiaro una volta di più cosa vuol dire quando un brano conquista la dignità eccezionale di un “classico moderno“. 

Immagine via YouTube