Brian Eno, guida per principianti

Brian Eno, guida per principianti

Brian Eno: se sei un amante della musica non puoi non conoscere questo nome. La sua influenza, dagli anni ’70 in poi è stata incalcolabile nel panorama musicale moderno.

Se dovessimo scegliere un “mostro sacro” della musica di metà Novecento, un artista in grado di coniugare il massimo della qualità in fatto di produzione e scrittura musicale, arrangiamenti e presenza scenica; beh, noi sceglieremmo lui senza pensarci due volte.

Cercare di raccontare chi è Brian Eno è un’impresa, elencare le sue produzioni musicali ci terrebbe inchiodati davanti al computer a leggere un articolo lunghissimo.

Nella nostra introduzione potremmo presentarlo semplicemente così: Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno è un musicista e produttore discografico britannico.

La vita

Brian nasce il 15 maggio del 1948 nella contea inglese del Suffolk. Durante la sua infanzia ascolta le trasmissioni radiofoniche della NATO che trasmettono il rock. Comincia a interessarsi alla musica non dall’entrata principale, imparando a suonare uno strumento classico, ma sperimentando con un magnetofono.

Si interessa alla musica dei suoi grandi contemporanei come John Cage, Terry Riley e Cornelius Cardew. E all’inizio degli anni ’70 mette su la prima band di successo: i Roxy Music. Durante i concerti del gruppo Eno non si presenta sul palco, ma sta dietro le quinte suonando sintetizzatori e magnetofoni. Piano piano inizia a uscire dal guscio e in epoca di pieno glam rock si esibisce travestito in modo eccentrico.

Cominciano le amicizie che Eno si porterà dietro per tutta la carriera, con Robert Fripp, il chitarrista dei King Crimson e Phil Manzanera. Per i suoi album iniziano a collaborare i musicisti più importanti di tutta la scena musicale mondiale, Phil Collins, John Cale e Kevin Ayers.

Eno non esprime la sua arte soltanto con le canzoni ma anche nella scultura, pittura e video-arte. Un artista completo.

Alla fine degli anni ’70 inizia la collaborazione che lo porterà al centro della scena mondiale: quella con David Bowie. Produce la sua trilogia berlinese, composta dai tre album più sperimentali di tutta la discografia del duca bianco: “Low”, “Heroes” e “Lodger”.

Ancora oggi è molto attivo nel campo creativo, ha pubblicato numerosi album negli ultimi anni. Progetti notevolissimi con Hyde degli Underworld e Champion dei Coldplay.

Ascolto

Eno è considerato il padre della musica ambient, ma ha posto le basi anche per molte altre correnti che hanno avuto fortuna più avanti, come la no wave, l’electro, la new age e il post-rock. Se gli alieni ci chiedessero “cosa è stato il rock”, molto probabilmente gli dovremmo fare ascoltare un cd di Brian Eno, in particolare Before and After Science del 1977, dieci tracce che ripercorrono e anticipano la musica rock.

Anche se magari non si è mai sentito il nome di Brian Eno, sicuramente si avrà ascoltato qualcosa prodotto da lui, che ha quindi il suo “suono”. Tra le collaborazioni più famose, insieme ai Talking Heads c’è quella delle trilogia berlinese di David Bowie.

Capolavoro della musica ambient è sicuramente Music for Airports del 1972. Un’invenzione di Eno insieme ad Harold Budd e Jon Hassell. Si tratta di creare una musica di sottofondo per sale d’attesa, padiglioni di mostre e gallerie d’arte. La musica intesa come “arredamento”. È un’intuizione grandiosa: la musica ambientale capovolge il concetto tradizione di ascolto, accompagnando gli spazi. Alla composizione di questo capolavoro ha messo mano anche il grande Robert Wyatt.

Immagine via Flickr