Can, guida per principianti

Can, guida per principianti

Nella musica rock gli sperimentatori sono stati moltissimi, e in ogni Paese. Gruppi come Pink Floyd, King Crimson o Joy Division. E quando si parla di rock sperimentale tedesco non si possono non citare i Can. Iniziatori del genere krautrock, nonché fra i gruppi tedeschi più apprezzati di sempre. Insieme ai Kraftwerk.

Il loro rock, pur mutuando da un immaginario comune—la psichedelica americana—aveva dei ritmi incalzanti. E uno stile distintivo nel realizzare le liriche.

La nascita della band e il primo album

Formatisi a Colonia nel 1968—anche se Holger Czukay e Irmin Schmidt suonavano insieme già da tre anni—i Can iniziarono fin da subito un apprendistato fatto di continue sessioni di prova, realizzate in uno strano castello abbandonato della città.

Il primo album, Monster Movie—realizzato dal vivo suonando in giro per la Norvegia, esce nel 1969, e contiene tracce che nella loro semplicità conservano comunque delle sfumature incredibilmente distintive per una band all’inizio della propria carriera. Brani melodici e complessi come Mary, Mary, So Contrary attirano l’attenzione del pubblico, e lanciano la band come una delle più promettenti dell’underground tedesco.

L’arrivo di Damo Suzuki e la nascita del krautrock

Dopo l’album Soundtracks del 1970 al gruppo si unisce un nuovo ed eccentrico cantante, Damo Suzuki. E l’anno successivo esce Tago Mago. Un disco in cui non soltanto si apprezzano le peculiarità della voce del nuovo cantante, ma si nota anche un abbandono del filone prettamente psichedelico. Questo cambio di direzione avviene in favore di una sperimentazione che vira talvolta anche sul jazz concettuale. I Can lanciano un nuovo genere: il krautrock.

I tre album successivi—Ege Bamyasi (1972), Future Days (1973) e Soon Over Babaluma (1974)—si mantengono stabilmente su questa falsariga. Ormai i Can sono una band portabandiera di un genere, e anche se i toni dei loro pezzi si fanno più minimali e contenuti, continuano a seguire questa strada.

La svolta stilistica

Dopo l’abbandono di Suzuki, la band non si perde d’animo e continua a produrre album a ritmo serrato. La seconda metà dei Settanta è segnata anche da una svolta stilistica ulteriore. Che però non viene particolarmente apprezzata dai fan. L’album Landed del 1975, è infatti l’ultimo ascrivibile puramente al genere krautrock.

A partire da Flow Motion i Can sperimentano derive reggae, anche se talvolta si dimostrano ancora capaci di costruire canzoni melodiche dalla straordinaria struttura musicale. Comunque sia Flow Motion (1976), Saw Delight (1977) e Out of Reach (1978) segnano un declino piuttosto netto della band che chiude momentaneamente il proprio percorso con l’album Can, del 1979.

Dieci anni più tardi, nel 1989, c’è spazio per un’ultima reunion: i membri originari dei Can, infatti, si riuniscono per lavorare a Rite Time, il loro ultimo disco in studio. Ormai, però, la verve si è esaurita e la band si scioglie definitivamente.

Immagini: Copertina