La canzone dei Beatles che dimostra che George Harrison è stato un genio della musica

La canzone dei Beatles che dimostra che George Harrison è stato un genio della musica

George Harrison è stato molto più che un chitarrista. Durante gli anni dei Beatles non è stato facile emanciparsi e mostrare chiaramente il proprio talento. A livello di popolarità è stato un gradino sotto John Lennon e Paul McCartney. George ha preferito mantenere un profilo basso, ma il suo lavoro “dietro le quinte” è stato sublime e utile all’intera band.

Per chi non fosse d’accordo consigliamo la visione di questa clip pubblicata dal canale HollyHobs. George Harrison è stato in un certo senso il minore di tre fratelli. Come cantautore è stato un “gigante silenzioso”: ma quando si è mosso, ha scritto canzoni pazzesche. Come ad esempio, Here Comes The Sun, Something e While My Guitar Gently Weeps.

È proprio la storia di quest’ultimo pezzo che ci fa capire quanto il lavoro di George si sia espresso su più livelli. Tutto nasce dai suoi viaggi in Oriente, in particolare in India. George si avvicina al misticismo e studia l’I Ching, il libro dei mutamenti. Assimila il concetto che “tutto, nel mondo, succede per una ragione e non esistono coincidenze”. Con questo pensiero in testa, Harrison, per scrivere una sua canzone, prende un libro a caso dalla libreria dei suoi genitori e legge le prime parole. Gently Weeps”. Quello sarà l’inizio.

Una volta composta la canzone, di accordi e linea melodica, la porta in sala di registrazione per farla sentire al resto della band, ma Paul e John sono troppo indaffarati dal curare i pezzi scritti da loro e non gli prestano attenzione. Non prendono neanche in braccio gli strumenti per provarla.

Una volta uscito dalla sala, George non si abbatte, crede in quel pezzo. E per convincere anche la band fa qualcosa di inaspettato per uno che è sempre stato visto come il “timido”. Contatta un suo amico chitarrista chiedendogli di venire in sala con lui e suonare il pezzo insieme. Questo amico si chiama Eric Clapton. Eric gli risponde inizialmente di no: non è ammissibile che un esterno suoni una canzone dei Beatles, “nessuno la prenderà bene”. George lo fulmina: “Decido io, il pezzo è mio e questo è quello che voglio”.

Il giorno in cui George si porta in studio Eric gli altri componenti della band rimangono sbalorditi. Eric si rivela utilissimo per ritrovare gli equilibri musicali in sala. Finalmente John e Paul riprendono in mano gli strumenti e cominciano a studiare il pezzo (anche per non fare una brutta figura con Clapton).

Il pezzo viene finalmente ultimato. L’assolo di Clapton diventerà uno dei più belli della musica e “While My Guitar Gently Weeps” entrerà nell’olimpo dei brani più importanti dei Beatles. Come Harrison aveva previsto.

Immagine di copertina