I capolavori della letteratura che hanno ispirato i capolavori della musica

I capolavori della letteratura che hanno ispirato i capolavori della musica

Un grande artista è sempre al lavoro: le sue “antenne” sono pronte a cogliere ogni sensazione, paesaggio, sogno e a vedere nel tutto uno spunto. Un artista, prima di tutto, è un appassionato ascoltatore, lettore e spettatore.

Prendiamo il caso della musica: gli artisti che scrivono canzoni lo fanno parlando di loro stessi e dei propri gusti personali, più o meno velatamente. Ci sono singoli pezzi, ma anche interi album che hanno tratto spunto da opere d’arte di qualsiasi genere, soprattutto la letteratura.

La musica è piena di questi esempi. Vediamone tre, tra i tanti, che hanno mostrato, nella forma più alta, che tra queste due arti apparentemente lontane c’è sempre stata una magnifica intesa. In fondo al post, invece, troverai un quiz per metterti alla prova sul rapporto tra letteratura e musica.

1984/Radiohead

Pubblicato nel 2003, 2+2=5 dei Radiohead rappresenta una delle vette più alte della discografia della band inglese. Il testo prende le mosse da due grandi scrittori del passato, il primo è Orwell: in un mondo alterato dalla menzogna, come quello di 1984, sotto un regime totalitario in cui la verità assoluta viene dettata da un leader e non dal senso comune, si finisce per credere che 2+2 possa fare 5. La locuzione è stata usata però per la prima volta da Victor Hugo e poi da Dostoevskij, Tolstoj e Turgenev.

L’altra citazione colta si può rintracciare nel titolo alternativo della stessa canzone: The lukewarm (“il tiepido”) dove il riferimento agli ignavi di Dante è confermato dallo stesso Yorke: “Gli ignavi non hanno fatto nulla di sbagliato, semplicemente non hanno fatto niente di niente. E così Dante li giudica e li mette lì, e questo penso sia un ottimo modo di spiegare il concetto di 2+2=5”.

Antologia di Spoon River/Fabrizio De André

“Immagina di essere alto meno di un metro e sessanta / e di aver cominciato a lavorare come garzone di un droghiere, / studiando legge a lume di candela / fino a diventare avvocato”. Per gli amanti del Faber questi pochi versi dovrebbero suonare familiari. Si tratta di una poesia contenuta nell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. L’opera uscita in Italia nel 1943 grazie a Cesare Pavese si compone di 243 ritratti. De André scelse i suoi preferiti per realizzare il suo album capolavoro: “Non al denaro non all’amore né al cielo”.

Il Maestro e Margherita/Rolling Stones

Quando chiesero a Mick Jagger qual era l’ispirazione di Sympathy for the Devil, disse: “un’idea che rubai a uno scrittore francese. Ne presi solo un paio di frasi e le ampliai. Ma potrei sbagliarmi”. E in effetti Mick si sbagliava. Non è difficile scorgere tra le righe del testo un chiaro riferimento al romanzo di Bulgakov: “Il Maestro e Margherita”. Non soltanto per le sembianze del diavolo, un affabile gentiluomo dell’alta società, ma anche per precisi rimandi all’interno della canzone: “Ero presente quando Gesù Cristo ebbe il suo momento di dubbio e sofferenza, ho voluto essere del tutto sicuro che Pilato si lavasse le mani e segnasse il suo destino”; o ancora: “Giravo dalle parti di San Pietroburgo, quando vidi che era tempo di un cambiamento.” Immagini indimenticabili per tutti quelli che hanno letto il romanzo.

Immagine via Flickr