Cinque sfortunati e grandi chitarristi che non hanno mai smesso di crederci

Cinque sfortunati e grandi chitarristi che non hanno mai smesso di crederci

Ci sono chitarristi rock sublimi, come Jimi Hendrix, o jazz, come Franco Cerri, che nel tempo che hanno avuto a disposizione dalla sorte hanno realizzato alcuni tra gli assoli più belli della storia.

Altri invece che la sorte ha messo alla prova in maniera molto dura. Si direbbe quasi beffarda. Musicisti che hanno dovuto superare grandi difficoltà per seguire la propria passione. Oggi diventati dei modelli e fonte di ispirazioni per altri colleghi.

A raccontare le loro storie è Samuraiguitarist, un chitarrista e youtuber molto apprezzato. Steve Onotera, questo il suo vero nome, ha ripercorso le gesta di sei grandi e sfortunati chitarristi. Noi ne abbiamo scelti cinque.

Django Reinhardt

Chitarrista di origine sinti, è stato sicuramente uno dei più grandi della storia del jazz manouche. Iniziò suonando il banjo. Ma un terribile incendio che coinvolse la sua roulotte, lo costrinse a cambiare la sua vita, per sempre. Le gravi ustioni gli fecero perdere l’uso della gamba destra e della mano sinistra. Di questa l’anulare e il mignolo, bruciati, vennero “saldati” insieme dalla cicatrizzazione. Impossibile suonare ancora il banjo.

Per chiunque quell’incidente avrebbe segnato la fine della propria passione. Django cambiò invece strumento e prese in mano la chitarra. Fu costretto a rivedere tutta la tecnica fin lì acquisita, ma quello che riuscì a fare “soltanto con due dita” fu incredibile. Sviluppò una tecnica chitarristica rivoluzionaria. Diventando un virtuoso. Diede ispirazione, anni dopo, a sua insaputa, anche al chitarrista dei Black Sabbath che voleva mollare lo strumento dopo aver perso due falangi.

Coco Schumann

Jakob, detto “Coco”, nacque a Berlino nel 1924. A dodici anni si innamorò del jazz, in particolare dello swing. Questo genere era stato bandito da tutti i club del Reich, perché andava “contro il ritmo” del passo militare. Ma come disse lo stesso Coco: 

Chi ha dentro di sé lo swing, non importa se stia in una sala o su un palco, non potrà più marciare a passo uniforme.

Venne internato nei campi di concentramento di Theresienstadt. Scampò alla morte ad Auschwitz diventando batterista del gruppo “Ghetto-Swingers”. 

Dopo la fine della guerra continuò a suonare, tra i molti, anche con Louis Armstrong ed Ella Fitzgerald. Sul sito Il nuovo berlinese trovi una bellissima intervista a Coco.

Jason Becker

Fu uno dei migliori chitarristi della sua generazione. Virtuoso del genere metal. All’inizio degli anni Novanta venne premiato dalle riviste di settore come uno dei più forti. Insomma la sua carriera sembrava volgere al meglio. La sua ascesa venne fermata però dal suo stato di salute.

Nel 1989 gli venne diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica. Jason non si arrese mai. Quando perse la possibilità di suonare, iniziò a comporre. Aiutato da un computer e da altri musicisti. Il padre ha elaborato un metodo che grazie a specifici movimenti degli occhi gli permette di comunicare.

È grandioso essere in grado di creare, la musica è quello che mi tiene vivo.

Seasick Steve

All’età di tredici anni, Steve scappò di casa. Dopo l’ennesimo abuso da parte del suo patrigno, Steve decise che sarebbe stato meglio vivere per sempre come un vagabondo. Aveva con sé soltanto la sua chitarra. Attraversò tutti gli Stati Uniti del sud.

A 66 anni, nel 2007, invitato a una trasmissione televisiva americana, il pubblico si accorse del suo talento da autentico bluesman. Da quel momento registrò vari album e fece anche un tour mondiale.

Larry Carlton

Larry nella sua straordinaria carriera da session man ha suonato con Michael Jackson, Billy Joel, John Lennon, Jaco Pastorius e Joni Mitchell. La sua carriera ebbe una terribile svolta nel 1989. Fu vittima di una casuale aggressione di strada. Una pallottola lo colpì alla gola, danneggiando le sue corde vocali. Riuscì a recuperare presto la salute ed entro la fine dell’anno portò a termine un album. 

Fondamentale in quella circostanza fu il tempestivo intervento dei paramedici. Oggi è diventato uno dei chitarristi più importanti nel mondo del blues e del jazz.

Immagine di copertina di Royal Opera House Covent Garden