Clash, guida per principianti

Clash, guida per principianti

“Il punk è uno spirito molto più ampio della musica grezza e semplice che solitamente si identifica con quella parola. Abbiamo mischiato reggae, soul e rock and roll, tutte le musiche primitive, in qualcosa di più della somma dei singoli elementi.” Per spiegare chi sono stati i Clash non c’è niente di meglio che partire dalle parole del leader, cantante e chitarrista Joe Strummer.

I Clash sono stati il gruppo punk che più di tutti è riuscito a portare il genere a livelli altissimi, arricchendolo con inedite e stravaganti influenze. In dieci anni di carriera hanno pubblicato 6 album, dal 1976 al 1986.  Una band che in ogni singola canzone ha curato suoni e testi dando ricchezza e profondità.

Nascono alla fine degli anni settanta, quando il punk viveva la sua età dell’oro. Cominciano a provare le loro canzoni nel Rehearsal Rehearsals, un edificio abbandonato.

Il primo concerto lo tengono nel 1976 a Sheffield, aprono ai Sex Pistols. Il concerto non è indimenticabile, ma chi ha avuto la fortuna di assistervi ha potuto assaporare, seppure ancora primordiale, il suono dei futuri Clash.

Il primo album è dell’anno successivo, e insieme alle canzoni suonate in quel live, come “Janie Jones” e “London’s Burning” vengono aggiunti anche i capolavori “48Hours” e “I’m so bored with the USA“.

Cominciano a farsi conoscere e hanno un loro seguito. Intanto l’album viene pubblicato anche in America ma “I’m so bored with the USA” per il suo testo viene censurato. L’album suona oggi come un classico del punk, ruvido e rabbioso.

I primi tour li portano a suonare sui palchi di mezzo mondo, la consacrazione arriva prestissimo, già nel 1980, quando la band pubblica London Calling.

Si tratta di un doppio album venduto al prezzo di un singolo. L’album è considerato unanimemente una pietra miliare del rock. Tutte le canzoni, a volte diversissime tra loro, ancora oggi suonano fresche e stupiscono per l’attualità musicale. Su tutte, spiccano “London Calling“, “Clampdown” e “Train in Vain“.

I testi, sempre profondi, sono ricchi di riferimenti all’attualità o a eventi storici del passato, come “Spanish Bombs” e “The Guns of Brixton“.

Dopo il doppio album, Strummer e soci alzano il tiro e pubblicano un triplo album: Sandinista! (stavolta venduto al prezzo di un doppio). È il lavoro più complesso della band, più sofisticato e sottovalutato. Si passa dal reggae alla dub, toccando il jazz e il rap. È un album che al tempo ha deluso i fan che si aspettavano un lavoro più propriamente punk ma che oggi rimane tra le opere più coraggiose del rock.

Anche i brani che compongono Combat Rock sono caratterizzati da altri testi politici. Un album schierato su posizioni antimilitaristiche e contro la guerra in Vietnam. Come ad esempio, la bellissima “Straight to Hell“: il racconto della guerra dal punto di vista di un bambino.

Per capire chi sono stati davvero i Clash non basta una guida soltanto. I Clash devono essere ascoltati in continuazione per cercare di capirli sempre un po’ meglio. Ma qualcosa di magico sfuggirà sempre a qualunque descrizione.

La genesi di “Straight to Hell” ci aiuta a capire quanto il loro talento e la loro arte siano stati difficili da decifrare anche da loro stessi. “Avevo scritto il testo rimanendo alzato tutta la notte”, ha detto Joe Strummer: “ho registrato la voce su nastro, abbiamo finito verso mezzanotte meno venti. Abbiamo preso la metro dal Village a Times Square. Non dimenticherò mai l’uscita dalla stazione della metropolitana, appena prima di mezzanotte, in mezzo a cento milioni di persone, e ho capito che avevamo appena fatto qualcosa di veramente grande“.

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