L'imprevedibile classifica degli album preferiti da Tom Waits

L'imprevedibile classifica degli album preferiti da Tom Waits

Tom Waits ha molte anime. Chi lo ascolta da sempre lo sa. Dal primo album, il bellissimo Closing Time, fino all’ultimo in studio, Bad As Me, la voce di Waits si è adattata a ogni tipo di sonorità. Dal blues al jazz, dal folk alla musica sperimentale

L’ha detto anche lui: “Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui”.

Tom Waits ha suonato di tutto, quello che dice non è mai banale e non gli si può non riconoscere una personalità grande, vasta, che va oltre la stretta etichetta di musicista.

Come succede per i grandi personaggi, come abbiamo visto con una bellissima citazione di Miles Davis, tutto quello che hanno da dire è prezioso. La personalità artistica di Tom proprio perché così sfuggente si è formata attraverso contaminazioni e passioni diverse.

Dopo aver ascoltato gli album preferiti di David Bowie, è arrivato il momento di ascoltare anche quelli di Waits.

Sul Guardian, qualche tempo fa, è stata pubblicata (scritta direttamente da lui) una lista dei 20 album preferiti da Tom Waits. Dentro ci si trova di tutto.

I primi cinque album secondo Tom Waits

Al quinto posto c’è un album del 1975 di Gavin Bryars, un compositore e contrabbassista inglese. Con il quale Tom collaborò negli anni ’90. L’album è una rarità assoluta. Si intitola The Sinking of the Titanic ed è un’impressione in musica dell’affondamento del transatlantico.

Quarto posto per Exile On Main St. dei Rolling Stones. Per chi se lo stesse chiedendo, nella classifica non ci sono i Beatles. La canzone dell’album che Tom ricorda con maggior piacere è “I Just Want To See His Face”, che gli ha insegnato a cantare in falsetto.

Poi è il turno di Captain Beefheart con l’album Trout Mask Replica, un ascolto obbligato per tutti i seri amanti della musica. “Una spedizione al centro della terra.” Quando uscì venne definito il peggior disco rock della storia, oggi è ritenuto il migliore.

Al secondo posto troviamo un capolavoro assoluto del jazzSolo Monk di Thelonious Monk, del 1964. Per un grande pianista come Waits il modo di suonare dell’illustre collega è stata fonte inesauribile di ispirazione.

Ma il suo preferito in assoluto è veramente insolito. Si tratta di un album del 1955 di Frank Sinatra: In The Wee Small Hours. “Lo ascolti dopo cena e prima di arrivare all’ultima canzone sei già nel luogo dove volevi essere”.

Menzioni speciali

Tra i musicisti (e gli album) che compaiono nella lista meritano di essere citati Leonard Cohen, con I’m Your Man del 1988. Bob Dylan con The Basement Tapes. The Yellow Shark di Frank Zappa. Insieme a questi mostri sacri del passato si trovano anche Les Claypool con Purple Onion e The Delivery Man di Elvis Costello.

Due chicche imperdibili 

La prima è Prison Songs. Una selezione di spiritual originali e canti degli afroamericani nelle piantagioni. È un’opera di Alan Lomax, un etnomusicologo americano.

Altra chicca sconosciuta in Italia è una raccolta delle migliori canzoni tradizionali della comunità della Moravia (la parte orientale della Repubblica Ceca) in Texas. Detta così potrebbe sembrare la cosa più lontana dalle nostre orecchie. Ma basta ascoltare questo brano per innamorarsene.

Immagine via Flickr