Il Colle der Fomento è tornato con

Il Colle der Fomento è tornato con "Adversus", un album diverso dagli altri

I Colle der Fomento sono tornati con un nuovo album: Adversus. E si sono ripresi il loro posto al centro della scena, dopo undici anni. Fa un certo effetto leggere di Danno, Masito e Dj Baro sulle pagine culturali della Repubblica e di altri quotidiani nazionali. Ma i tempi sono cambiati, ormai tutti ascoltano, in dosi differenti, il rap o la trap. E in cima alle classifiche dei dischi più venduti ci vanno Achille Lauro e Sfera Ebbasta. Ma nessuno è come il Colle.

Assassino della competizione, / tu te pensi Tarantino ma io so’ Sergio Leone.

L’ha descritta così Damir Ivic l’unicità del trio romano:

Il Colle ti chiede una cosa: ti chiede di pensare. Ti chiede di considerare non solo il tuo conto in banca e il prestigio della tua collezione di orologi, va invece oltre, e da un’altra parte, ti chiede di considerare la tua emotività, le tue paure e le sue contraddizioni. […] Non ti offre certezze, ti offre dubbi.

I Colle der Fomento, oggi, sono talmente rispettati, di culto, che i giovani ascoltatori del rap li considerano maestri senza averli mai sentiti. Il critico e produttore Emiliano Colasanti, sulle pagine di Soundwall, ha spiegato l’importanza del gruppo con una metafora sportiva:

È sul ring che i grandi pugili sono abituati a dare il meglio. E loro, nel corso di tutti questi anni, hanno dimostrato di fare gara a sé, di essere soli nella corsa verso la meta e giocare in un campionato senza compagni di squadra o avversari. Sono diventati un classico della musica italiana senza fare niente per esserlo. Fedeli alla linea e sempre in trincea anche quando la guerra era ormai finita.

Chi sono stati i Colle der Fomento

I Colle der Fomento iniziano a fare musica a metà degli anni novanta. Simone e Massimiliano si sono conosciuti a scuola. Danno e Masito. Il rap li mette in contatto con il “giro di piazzale Flaminio”, er Piotta, che  collaborerà in un paio di brani, i Cor Veleno. Ma gli anni novanta, per parafrasare Remo Remotti, sono soprattutto gli anni della Roma dei centri sociali, del Forte, del Branca, delle posse… Nel ’94 esce il brano “Sopra il Colle” per la compilation Rap o rap della Irma Records. Un tassello di quella pietra miliare che sarà “Odio Pieno”.

È un disco ruvido, notturno, hardcore. Si sentono le influenze dei Cypress Hill. Siamo nel pieno della golden age del rap: Bassi Maestro, Sangue Misto, Onda Rossa Posse, Lou X, Assalti frontali e ora anche il Colle der Fomento a spopolare nella scena romana. Il disco riscuote subito successo e viene ristampato dalla Virgin nel 1997. Quello stesso anno i Colle der Fomento suonano con i Fugees e Dj Kool Herc all’Hip Hop Village. Un inizio di carriera da far girare la testa, ma non a loro.

Abbiamo sempre puntato all’onestà per dare credibilità al nostro percorso—hanno raccontato in questa bella intervista per Dinamo Press—non abbiamo mai fatto i criminali a buffo, non ci siamo mai presentati come i figli del ghetto, non abbiamo mai ceduto alla misoginia. Il rap è un linguaggio universale ma devi attraversarlo partendo da quello che sei veramente. Quello che oggi non succede spesso, soprattutto tra i ragazzi alle prime armi.

A tre anni di distanza dal primo, arriva un secondo album ancora più bello e profondo. Scienza Doppia H. “Il compimento di un percorso, per stile, linguaggi ed evocazioni” come hanno detto gli stessi musicisti.

I videoclip di Vita e Il cielo su Roma aiutano a portare in giro il nome del trio (al posto di Ice Cube entra Dj Baro), ma sono anche i lunghissimi tour, italiani e europei, a diffondere il verbo del Colle. Collaborano con prestigiosi artisti della scena italiana, come Kaos—collaborazione duratura che passa anche per l’album kARMA del 2007, con il gran pezzo Firewire—e gli Otierre. E mostri sacri del panorama internazionale come De La Soul e il Wu-Tang Clan.

Prima del loro terzo album, che uscirà nel 2007, il Colle pubblica un EP. All’interno, uno dei pezzi che farà la fortuna del gruppo: Più forte delle bombe.

Nel 2006 vengono invitati dall’allora sindaco di Roma Walter Veltroni a suonare al Piccolo Teatro di Milano. Come “eccellenza capitolina”. Nel febbraio dell’anno successivo esce Anima e ghiaccio.

Nacque pezzo dopo pezzo, chiedendo basi in giro a diversi produttori, senza un’impostazione a tavolino. Le canzoni venivano ‘provate’ durante i live, limate e messe da parte.

Era l’ultimo album del Colle, fino a oggi…

Chi sono oggi i Colle der Fomento

“Pensavo de morì prima”, scrive qualcuno su YouTube all’uscita di Adversus, undici anni dopo il loro ultimo lavoro. Anche se bisogna ricordare, nel 2013, il pezzo “Sergio Leone” che ritorna in questo nuovo album, ancora una volta, con Kaos. A proposito di Sergio Leone, nel nuovo album c’è un altro grande pezzo a tema che si intitola Noodles. Il Colle ama citare spesso C’era una volta in America, il capolavoro del 1984 con De Niro e Woods. Con l’uscita di “Adversus” tanti sono stati gli intervistatori che gli hanno chiesto “cosa avete fatto in questi anni?”, e loro, da buoni fan, hanno citato Noodles: “Siamo andati a letto presto”. 

L’album contiene altre citazioni, da Dalla a De André passando per il “Principe di Roma”, De Gregori. Il disco l’hanno spiegato così Danno e Masito: 

I tempi che cambiano nella società del web, tutto intorno a noi muta ma nonostante tutto noi siamo ancora qui per portare il nostro ingrediente, uguali a noi stessi ma in evoluzione e somiglianti a niente di quello che è in giro […] Se dovessi definire questo disco, direi che è la nostra versione adulta e matura dell’hip hop. Un disco di contaminazioni, che rispecchia la storia, i gusti, l’esperienza di due persone che hanno superato i 40 anni.

Quattordici brani potenti e profondi, onesti. L’album in cui, ha scritto Fabio Piccolino, “si sono messi più a nudo”. Musicalmente molto suonato (bellissimo il pezzo con Roy Paci alla tromba). Sulla copertina un’emblematica maschera giapponese. Una mempo rossa, di quelle indossate sotto l’elmo per proteggere e spaventare il nemico.

Questa è la storia di una lunga guerra / storia della vita mia / prima di finire sottoterra / prima che il tempo voli via. / Sto nella trincea ad aspettare / il mio nemico quando arriverà / con una carica al posto del cuore / quando sarà il momento brillerà.

Immagine di copertina tratta dal videoclip “Eppure sono qui”