Cosa rende la voce di Freddie Mercury unica?

Cosa rende la voce di Freddie Mercury unica?

L’arte, in certi casi, è talmente alta che ha bisogno di essere studiata per tirarla giù renderla umana. Di grandi artisti la storia è ricca, ma dentro ognuna delle categorie dell’arte si nasconde sempre qualcuno dotato di un talento fuori dal comune che lo rende sovrumano. Picasso per la pittura ad esempio.

Nel mondo della musica rock ci sono stati tanti musicisti dotati di una tecnica sopraffina, a volte eccentrica, e cantanti che con la loro voce hanno oltrepassato i limiti fino a quel momento conosciuti. Quando dobbiamo pensare a uno di questi musicisti la nostra mente vola subito a lui, alla voce maschile più dolce e potente del rock: Freddie Mercury.

Sul leader dei Queen, che oggi avrebbe compiuto 70 anni, si è detto tanto, ma non ancora tutto. Le sue capacità vocali, a lungo studiate, sono state per molto tempo incomprese. La tesi più famosa, anche se mai confermata,  voleva Freddie in grado di spaziare sulle ottave, con un’estensione che ne superasse quattro.

Un gruppo di ricercatori austriaci, cechi e svedesi ha pubblicato uno studio su Logopedics Phoniatrics Vocology in cui viene analizzata nel dettaglio la voce di Mercury. Sono state ascoltate tutte le registrazioni soliste e quelle con i Queen. La prima risposta sembra però deludente: l’autore principale dello studio, l’austriaco Christian Herbst ha affermato che l’estensione vocale del cantante fosse in realtà “quella normale di un adulto sano”. Ciò che la rendeva comunque anomala era il fatto che Freddie fosse probabilmente un baritono che ha cantato come un tenore con una capacità di controllo eccezionale.

Lo studio ha messo in luce anche alcuni aspetti inediti della sua tecnica vocale. Un insieme di fattori, questo sì, che ha reso la voce di Freddie unica: attraverso una telecamera ad alta velocità, in grado di riprodurre oltre 4mila fotogrammi al secondo, i ricercatori hanno sondato la laringe del cantante per vedere come era in grado di distorcere intenzionalmente la voce per produrre certi suoni.

Una delle tecniche più complicate riguardava le “vibrazioni subarmoniche”. Questa speciale tecnica si usa nel canto etnico siberiano, ad esempio nel canto di gola dei musicisti Tuvan, nel quale non vibrano soltanto le corde vocali ma anche le “pieghe ventricolari” che normalmente non sono utilizzate né per parlare né per il canto classico. Inoltre, il vibrato di Freddie rispetto agli altri musicisti era più irregolare e veloce, e questo si può sentire in “Bohemian Rhapsody” e “We are the Champions“.

Anche se adesso abbiamo la certezza che la voce di Freddie fosse in realtà “umana“, ciò non toglie nulla alla sua musica: perché quel brivido che ci percorre la schiena quando riascoltiamo le sue canzoni non nasce dalla scienza, ma dalla poesia.

Immagine via Wikipedia