Come si costruisce una chitarra elettrica pezzo per pezzo, in un video

Come si costruisce una chitarra elettrica pezzo per pezzo, in un video

Quando pensi al rock ’n’ roll, al blues o al metal il suono che ti rimbomba nelle orecchie è sempre il suo: quello di una chitarra elettrica. Insieme al pianoforte la chitarra è il primo strumento a cui ci avviciniamo da ragazzi: il più accattivante, il più magnetico, il più ribelle. Ma prima di prendere in braccio una chitarra elettrica si passa quasi sempre per il purgatorio della classica e l’acustica: affascinanti entrambe ma lontane dal suono giovanile.

Un po’ per il prezzo, un po’ per la forma accattivante, un po’ per la leggenda che gli aleggia intorno (visto che l’hanno toccata i musicisti più maledetti come Jimi Hendrix) la chitarra elettrica è irresistibile. Quando i giovani musicisti riescono a mettere da parte i primi soldi e ne comprano una è praticamente impossibile tornare indietro.

Oggi come ieri la chitarra elettrica viene creata sostanzialmente nello stesso modo. Le chitarre più raffinate di oggi, spesso le più costose, imitano i modelli degli anni ’50 e ’60 che ancora “suonano alla grande”.

Per tutti gli amanti di questo straordinario strumento, la Fender ha pubblicato un video intitolato “A Strat is Born”, dove viene mostrato passo dopo passo la costruzione di una Stratocaster, nella fabbrica Fender Musical Instruments di Corona, in California. Dopo essere stati nella fabbrica Fender in Texas a vedere tutti i modelli più famosi di chitarra elettrica, un lavoro da sogno per chiunque ami la musica, vediamo adesso come si realizzano.

A partecipare alla costruzione della “Strato” (come per tutti gli altri modelli) sono molte persone, ognuna con una mansione diversa e ugualmente preziosa. La catena di montaggio deve curare tutto nel dettaglio. Si comincia con gli operai addetti al corpo (e al manico) in legno della chitarra. La qualità del suono di una chitarra viene principalmente dal materiale di cui è composto. Più il legno è pregiato più la chitarra suonerà bene.

A rendere una Strato ancora più buona ci pensano le meccaniche e tutti gli altri componenti tecnici (il bloccacorde, il tremolo, i pick up, il ponte ecc) che vengono costruiti in reparti diversi della fabbrica per poi essere aggiunti tutti nella parte finale.

Prima di inserirli si vernicia. Non tutte le verniciature sono uguali. Tra quelle più usate (e che alzano il prezzo rispetto a una monocromatica) c’è la sunburst, come si può vedere nel video, in cui da un contorno nero si passa a una sfumatura più chiara che riproduce quella del legno.

Alla fine, prima di spedirla su qualche palco in giro per il mondo, vengono aggiunte le corde, altra componente che rende una chitarra di qualità.

Ma sai come e quando nasce la chitarra elettrica nella storia? Per suonare una chitarra elettrica come la conosciamo oggi ci è voluto del tempo, non è nata da un giorno all’altro. Con l’avvento delle band jazz e blues (all’inizio del Novecento) si è cercato un modo di inserire anche la chitarra (a quel tempo solo acustica) ma di non farla sovrastare dagli altri strumenti. Si voleva mantenere il timbro della chitarra acustica ma dargli un volume maggiore.

Il primo a cimentarsi in questi esperimenti è stato Lloyd Loar che lavorava alla Gibson. Negli anni Venti, grazie soprattutto al contributo di Adolph Rickenbacker (che realizzò il primo pick-up magnetico in grado di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi elettrici), ha progettato la Gibson ES-150 (una chitarra semi-acustica). Il numero 150 indicava il prezzo allora in dollari (incluso di cavo e l’amplificatore).

La Gibson ES-150 è stata una chitarra usatissima nel mondo del jazz, e dagli anni ’40 in poi ha spinto anche altre fabbriche a costruirne di proprie. Leo Fender nel 1948 ha creato così la Broadcaster (oggi conosciuta come Telecaster), la madre della “Strato”, una delle chitarre più famose del rock, che vedrà la luce nel 1953, e che per decenni, fino a noi, manterrà quell’aspetto, non passando mai di moda.

Immagine via Flickr