Ecco come i Daft Punk hanno trasformato pezzi poco conosciuti in hit

Ecco come i Daft Punk hanno trasformato pezzi poco conosciuti in hit

Quando ascoltiamo un pezzo di musica elettro-dance (ma anche rock o pop) è più forte di noi, non possiamo resistere: dobbiamo ballare. Il pezzo ci “travolge” così tanto che non prestiamo attenzione al suo svolgimento e alla sua ricchezza, ma ci lasciamo trasportare dai bassi che spingono nelle casse. Eppure, i pezzi che ci fanno ballare in questo modo sono costruiti a regola d’arte.

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Uno degli strumenti più importanti per smuoverci è l’uso sapiente dei campionamenti. Brani brevi, spesso di pochissimi secondi, “tagliati” da pezzi originali e rimescolati di nuovo. Questa pratica, oggi molto diffusa, è nata alla fine degli anni settanta, quando i pochi dj che c’erano in circolazione, non potendosi permettere sempre dischi nuovi, campionavano quelli che giravano.

Il primo a campionare un pezzo è stato il grandissimo Afrika Bambaataa. Da quel giorno ne sono stati campionati migliaia: quello più usato nella storia della musica elettronica è “Amen, Brother” dei Winstons, che puoi ascoltare all’interno di questo nostro articolo.

Tra i più grandi maestri di questa tecnica ci sono ovviamente loro: i Daft Punk. Il duo di musicisti francesi non ha certo bisogno di presentazioni, visto che tutto quello che toccano diventa oro. Per capire però come pensano e lavorano i Daft Punk abbiamo deciso di farti ascoltare un video estremamente interessante, che raccoglie in otto minuti e mezzo, tutti i pezzi più o meno famosi della pop music prima di venire campionati nelle hit di Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter.

Ci sono vecchi brani di Eddie Johns, delle Sister Sledge, di George Duke e molti altri. Ad ascoltare questi pezzi la prima cosa di cui si accorge è che è incredibile la quantità di singoli e album che bisogna ascoltare per trovare il frammento giusto. Il video qui sopra non è soltanto imperdibile per i fan, ma anche per gli appassionati di musica in generale che vogliono capire come si realizza un campionamento perfetto. Anche un brano di pochissimi secondi, se “ritagliato” nel modo giusto, è in grado di farti scatenare. Ma per “scovarlo” bisogna avere un orecchio molto allenato.

Immagine di copertina via Flickr