Quando David Bowie in un'intervista del 1999 predisse il futuro del web

Quando David Bowie in un'intervista del 1999 predisse il futuro del web

A tre anni dalla morte di David Bowie, il sito Openculture ripropone un’intervista del 1999, ad opera della BBC, dove il Duca Bianco racconta in chiave futuristica e predittiva lo sviluppo di internet nel mondo. Subito fin dal primo ascolto capiamo come Bowie fosse un marziano, sempre al passo con i tempi, con uno sguardo proteso al futuro. In questo caso azzeccando con particolare precisione la previsione.

Siamo all’apice di qualcosa di esaltante e terrificante allo stesso tempo.

Le previsioni di David Bowie nell’ intervista del 1999

Ma che periodo era il 1999? Eravamo agli albori della rete e David Bowie, con il suo inconfondibile stile, look curato e modi eleganti, descrive quello che secondo lui sarà il futuro, ovvero internet. In quell’anno usciva il suo 21 esimo album Hours ed era intervistato da Jeremy Paxman, giornalista della BBC, per promuovere l’album. In questa breve ma affascinante intervista, il cantante offre una previsione dei decenni a venire e descrive alla perfezione ciò che sarà la comunicazione online, esattamente come è oggi.

È una forma di vita aliena appena atterrata

Bowie conosce questa nuova tecnologia perché si è appena lanciato nel World Wide Web, grazie alla creazione e al lancio della piattaforma BowieNet, un Internet Service Provider proprietario che fornisce ai propri utenti una comunità virtuale dove relazionarsi e condividere informazioni, uno spazio web con forum, chat, tracce musicali scaricabili e concerti live, uno spazio di diffusione commerciale e musicale totalmente rivoluzionario per l’epoca che entrò nella storia di Internet. Predice in maniera accurata l’impatto della rete non solo sulla musica, ma anche sulla società molti anni prima del suo massivo sviluppo. Inoltre racconta che se avesse iniziato la sua carriera nel 1999, non sarebbe stato un musicista, ma un “collezionista di fan”. Esattamente come succede oggi ai molti artisti che alimentano la loro fama grazie al numero di follower su Instagram o Facebook.

Il Duca Bianco e la rivoluzione del web

Sembrava un discorso provocatorio perché ricordiamoci che a quell’epoca non esistevano ancora i social network come li intendiamo noi oggi. Bowie sottolinea che negli ultimi anni il rock ha cambiato lo status rivoluzionario che aveva negli anni ’60 e ’70 ed è diventato “un’opportunità di carriera“, mentre Internet ha mantenuto il fascino sconvolgente di quel rock degli inizi. Insomma è rivoluzionario.

Bowie amava molto questa nuova tecnologia ma tuttavia negli ultimi anni ha cercato di mantenere l’anonimato e una rigida privacy, rilasciando i suoi ultimi album senza campagne pubblicitarie massive e rifiutando qualsiasi intervista. Ma nel 1999 Bowie vedeva ancora come un vantaggio internet perché lo intendeva come un potenziale che avrebbe per sempre cambiato il mondo dei contenuti.

Il potenziale di ciò che Internet farà alla società, sia nel bene che nel male, è inimmaginabile.

Il Duca Bianco sarà sempre ricordato come un visionario, precursore dei tempi e innovatore. E’ per questo che resterà un artista che ci mancherà tantissimo.

Foto cover: FRANCK FIFE/AFP/Getty Images