Quando David Bowie cantava in italiano

Quando David Bowie cantava in italiano

“Sono sempre stato un grande ammiratore dell’arte italiana, specialmente del Rinascimento. Ci sono uno splendore naturale e una qualità della vita impossibili da trovare altrove. Da voi la vita in se stessa è molto più importante che non i progetti di carriera”. Sono le parole del “Duca Bianco“, David Bowie, in un’intervista del 1992. Oggi che ricordiamo tristemente il grande artista londinese, queste parole ci toccano ancora più da vicino. In quell’occasione Bowie è in Italia per programmare il suo matrimonio con Iman, nella chiesa episcopale di via Rucellai a Firenze.

In vacanza in Italia c’è stato molte volte. Nel luglio dello stesso anno è “sei settimane in barca su e giù per le coste italiane” ha dichiarato alla rivista MODA: “Ogni giorno di quella vacanza scoprivamo di amarci di più [lui e Iman]. Quando siamo arrivati a Firenze, abbiamo detto: “Questa è la nostra piccola Shangri-La, il luogo che amiamo di più fino a oggi“.

[advertise id=”hello-amazon”]

In Italia c’è stato anche nel 1987 per suonare durante il Glass Spider Tour. All’arrivo a Fiumicino è il delirio.

Allo stadio Flaminio di Roma, Bowie incanta il suo pubblico con due ore di spettacolo. Travestito con una tuta argentata rossa e seduto su una poltrona atterra sul palco.

L’amore di Bowie per il nostro Paese non finisce certo qui. Già nel 1969, per sfondare nel mercato italiano, Bowie, su consiglio dei suoi discografici, registra una cover di “Space Oddity”, tradotta nella nostra lingua come “Ragazzo solo, ragazza sola“.

Il testo non ha niente a che vedere con l’originale, riadattato per la metrica italiana da Mogol. Durante la registrazione, Bowie si fa aiutare da Claudio Fabi per riprodurre correttamente l’accento italiano. Leggenda vuole che Bowie sia stato convinto dallo stesso Fabi che il nuovo testo fosse tradotto fedelmente. Un’altra curiosità buffa: Mogol apprezzatissimo da Bowie, nell’album è scritto “Mogul” e come “Ivan Mogul” nel libretto che accompagna l’edizione del 40esimo anniversario di Space Oddity.

Al cinema questa cover l’abbiamo riascoltata qualche anno dopo, nel 2012, nel film diretto da Bernardo Bertolucci, “Io e Te“, tratto dal romanzo di Ammaniti, con Jacopo Antinori e Tea Falco come protagonisti.

Altra cover, altrettanto bizzarra, è quella di “Volare (Nel blu dipinto di blu)” del 1986. Bowie collabora alla colonna sonora del film “Absolute Beginners“, nel quale, come spesso amava fare, compare in un cameo. Il film è diretto da Julien Temple ma si rivela un flop al botteghino. Oggi è diventato un cult soprattutto per la colonna sonora. Di Bowie compaiono ben tre pezzi, Absolute Beginners, That’s Motivation e questo classico della musica italiana.

Immagine via Facebook