Che cosa rende inimitabile il suono di David Gilmour?

Che cosa rende inimitabile il suono di David Gilmour?

Cosa rende inimitabile il suono della chitarra di David Gilmour? O il suono delle chitarre di David Gilmour, dovremmo dire. Perché il punto di partenza della catena—come dicono i professionisti—cioè lo strumento, non è ovviamente uno.

Il grande chitarrista dei Pink Floyd, infatti, ha posseduto e possiede molti strumenti, e un elenco delle sue chitarre non potrebbe non includere la Stratocaster nera del ’69 acquistata nel leggendario negozio Manny’s a New York, una chitarra talmente amata (e modificata)—le è stato dedicato perfino un libro—che, tempo dopo averla donata a un Hard Rock Cafe, Gilmour se l’è ripresa. Ma torniamo alla domanda iniziale.

Dello stile di David Gilmour ci sorprendono, di volta in volta, il fraseggio. La ritmica. La pulizia. Il sound inconfondibile. Non sono aspetti che si possano agevolmente separare, in quanto per esempio il fraseggio non si dà senza il pensiero ritmico. Ma il “Gilmour sound” è quel che più spesso colpisce, e che viene minutamente analizzato dagli appassionati. Che conoscono bene la strumentazione di uno dei migliori chitarristi di sempre. D’altronde, Gilmour è sempre stato anche un tecnico. In grado di pensare il setup delle sue sei corde e creare il proprio sound. 

Tutto, di Gilmour, “suona bene”. Il suono è sempre scolpito e definito. E, per come Gilmour usa gli elementi della pedaliera—pensiamo solo a compressore/booster e overdrive—è un suono sia corposo che espressivo anche quando c’è molta distorsione. Modulazioni particolari, come il vibe per la ritmica di Us and Them, sono sempre finalizzate a dare alla canzone un’atmosfera. Per quanto riguarda i delay, poi (il primo, “analogico”, lo ereditò da Syd Barrett quando entrò nei Pink Floyd), Gilmour in un certo senso “ha fatto scuola”. Influenzando lo stile di The Edge degli U2, e di Andy Summers dei Police.

“Andare alla ricerca di un suono personale”: la chitarra secondo Gilmour

Nel video sotto, tratto da un documentario BBC, un ampolloso intervistatore chiede “lumi” a Gilmour sulla nascita del “Floyd Sound”, una sorta di “universo abitabile” dall’ascoltatore, qualcosa che prima non c’era. “È davvero molto difficile, anche per me, capire come accadono queste cose” dice Gilmour (del resto, di “Floyd sound” ce n’è più di uno). “Difficile capire quale combinazione di personalità, e di suoni diversi…come il gusto di quattro individui diversi si unisca per creare qualcosa che abbia spazio, atmosfera, dramma… e Dio sa cos’altro”.

Poi l’intervistatore fa a Gilmour una domanda surreale: come fai il bending? E Gilmour, suonando: “Beh… spingo“. Poi però aggiunge un’osservazione davvero importante su come fraseggiare con personalità:

Lo dovresti fare continuamente, un pochino [il bending], così che ogni nota, sai… che ci siano questi piccoli particolari che rendono ‘personale’ il modo di suonare la chitarra. Aggiungere una miriade di piccole inflessioni diverse a ciò che si suona: credo che questo sia ciò che dà a ogni chitarrista un suono personale.

Non c’è modo migliore di capire cosa sia questo feeling per le inflessioni minute, che vederlo all’opera in un solo slide tra i più straordinari della storia del rock, quello di High Hopes (da The Division Bell).

“Il solo modo in cui alcuni di noi riescono a esprimersi nel modo migliore”: la musica secondo Gilmour

Certo, il “suono personale” di Gilmour è anche un suono “epico”. Nell’intervista, dopo aver sottolineato l’importanza della distorsione, che dà sempre volume, e dopo aver tirato fuori un amplificatore e un distorsore valvolare, aggiunge:

Non è proprio un granché, questa piccola patetica distorsione dentro una stanza. Non è lo stesso feeling di quando sei su un palco, e il suono è così vicino, e così potente che potresti quasi appoggiartici all’indietro.

Infine, cos’è la chitarra per David Gilmour? Parte della sua personalità, o quasi una parte del suo corpo? Gilmour, che parla come suona, risponde con poche ma significative parole:

È il solo modo in cui alcuni di noi riescono a esprimersi nel modo migliore.

Ogni musicista sottoscriverebbe.

Se ti interessa conoscere la strumentazione di David Gilmour, ci sono molti approfondimenti su YouTube: questo, in 4 parti, è in italiano. Qui un’intervista tra le tante belle a Gilmour: il chitarrista parla di Wish you were here

Immagini: Copertina