Depeche Mode, guida per principianti

Depeche Mode, guida per principianti

Tra le canzoni più ascoltate degli anni ’90 ce n’è una uscita proprio all’inizio del decennio che ancora oggi si sente risuonare nei locali più cool del mondo. Stiamo parlando del capolavoro dei Depeche Mode: “Enjoy the silence“.

Ma questo singolo che li ha proiettati finalmente a un livello più alto, trasformandoli a tutti gli effetti in un gruppo di fama mondiale, fa parte del settimo album della band, frutto cioè di un cammino cominciato molti anni prima.

A rendere famoso il pezzo ci pensò anche il videoclip girato da Anton Corbijn. Prima di allora la band inglese era riuscita a raggiungere le parti alte di una classifica soltanto con un altro paio di pezzi.

La carriera dei Depeche Mode, almeno all’inizio, è fatta soprattuto di singoli che vengono trasmessi nelle discoteche del Regno Unito prima e d’Europa poi. I primi pezzi possiedono una melodia semplice e accattivante, e puntano più a far ballare.

Tra questi alcuni pezzi diventati poi leggendari: come ad esempio “Photographic“, il cui sound verrà ripreso da band più recenti alla ricerca di un suono vintage.

In piena esplosione della pop music, a metà degli anni ’80, i Depeche Mode cercano di sfondare sfornando hit ballabili senza però tralasciare le sperimentazioni. I testi e le musiche, scritti da Martin Gore e la voce di Dave Gahan danno a ogni pezzo, anche quello più apparentemente leggero, un’atmosfera sensuale e notturna che in breve tempo diventerà il loro marchio di fabbrica.

Il loro primo album in studio omogeneo, fatto cioè di molti pezzi di qualità e costruiti in modo più complesso rispetto al passato, è del 1986 e si intitola Black Celebration.

Un suono cupo e sensuale che ritornerà anche nell’album successivo che contiene pezzi più vicini al “rock”, come la bellissima “Never let me down again“, che puoi sentire in questa versione live registrata a Parigi.

Al momento del loro apice, come spesso succede in questi casi, arrivano i momenti più difficili, fatti di incomprensioni e allontanamenti.

Ma questa tensione interna del gruppo è comunque fertile. Siamo agli inizi degli anni ’90, esce il loro capolavoroViolator, un album che contiene non soltanto “Enjoy the silence” ma altri pezzi che faranno la storia della new wave mondiale. Come ad esempio “Personal Jesus“, la cui perfezione ha spinto altri musicisti a suonarla e farne cover. Un pezzo che è riuscito a rapire il cuore, ad esempio, di un musicista lontano anni luce dalle discoteche di Gahan e co.: Johnny Cash.

Immagine via Flickr